Italia (1919-1939)
RARO ELMO M33 DI PRIMO TIPO UTILIZZATO IN SPAGNA CON IL FREGIO DEGLI ARDITI ITALIANI
Prezzo: venduto - cod. nr. 20954
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La sigla "P17" visibile sulla falda interna che indica il lotto diappartenenza dell'elmetto
La taglia 55 traforata sulla cuffia
A destra il Tenente Colonnello Domenico Pace, comandante del Battaglione "Arditi", a colloquio con un suo ufficiale prima della partenza della nave "Sardegna" che li riporterà in Italia (Foto CTV)

Durante la guerra civile spagnola gli elmi Adrian, i modelli 1916 e i modelli 1933 convissero fino alla fine della guerra, utilizzati spesso tra reparti misti italo-spagnoli. Spesso gli spagnoli, sia nazionalisti che repubblicani non disdegnarono di portare i vari tipi di elmi italiani, sia perchè non eccessivamente pesanti come gli Adrian e i 1916, sia perchè più protettivi e moderni come l'elmo modello 1933.


Questo raro elmetto M33 di produzione prebellica, apparteneva sicuramente al primo lotto di elmetti inviati in Spagna nel 1936 con le uniformi destinate agli uomini del Corpo Truppe Volontarie, giunti sul territorio iberico in abiti borghesi.
L'elmo fece, sicuramente parte di un lotto consegnato ai membri della “Divisione d'Assalto Littorio", che aveva come simbolo proprio quello degli Arditi: il gladio tra le due fronde.
Fu probabilmente assegnato a un membro del "Battaglione Arditi" dopo che era stato ridipinto con un il tipico colore verde-marrone e personalizzato con l'emblema bianco del battaglione .


L'elmo modello 1933 era l'elmo delle forze armate italiane durante la seconda guerra mondiale. Costruito in nickel e acciaio, fu progettato dall'Ing. Nicola Leszl che lo concepi' con un'imbottitura di cuoio marrone, montata su un'armatura metallica sorretta da tre bulloni d'areazione, due anteriori e uno posteriore.


Il guscio in acciaio al Nickel non è marcato posteriormente come accadeva nei primi lotti di produzione, specialmente per i "prototipi" come questo esemplare. La tinta grigioverde chiara, tipica del periodo prebellico è stata ricoperta esternamente da una seconda livrea in tonalità marrone, come d'uso per gli elmi delle forze armate spagnole. Questa seconda livrea è ancora presente su la quasi totalità della superficie esterna dell'elmo e soprattutto sulla parte frontale dove applicato l'emblema della division. L'esame dei diversi strati di vernice ed il percorso seguito dall'ossidazione ci da la certezza di un'applicazione coeva.


I rivetti di aerazione sono del primo tipo, cioè di tipo più bombato e con foro piccolo.  L'apertura dei rivetti "a due lembi" visibile all'interno così come l'ossidazione presente su di essi, unitamente alla congruità di applicazione della tinta sul castello e sul guscio, fugano ogni dubbio su eventuali possibili riutizzi postbellici dell'elmo e sulla sua autenticità.


La cuffia di periodo coevo all'elmo presenta una sola cucitura con rinforzi a cucitura paralella di scarse dimensioni. La pelle ha una colorazione scura ed è montata su di un feltro di colore giallo con "fermacampioni" di primo tipo in acciaio.   La taglia 55 è correttamente impressa per mezzo di fori sul lato destro dell'imbottitura. Sulla cuffia è visibile, all'esterno una scritta con matita copiativa purtroppo illegibile.
Il lacciulo di spago sottile non è quello originale che era ricavato dalla stessa pelle utilizzata per la cuffia .


Il soggolo di pelle verde rientra nelle misure e caratteristiche imposte dai capitolati militari del tempo. Correttamente montato su anelli quadrangolari in acciaio così come la fibbia metallica, è autentico ed intoccato. Non sono visibili punzoni di alcun genere. E' completo delle sue due parti ma porta i segni di un uso prolungato.


Un pezzo sicuramente raro per la sua particolariotà, quindi riservato a collezionisti sofisticati, ovviamente coperto da garanzia di originalita' totale senza limitazioni temporali.


Dal 1° al 26 luglio 1938, il C.T.V. (Corpo Truppe Volontarie) in Spagna venne impiegato nelle operazioni cosiddette di "Levante" con la seconda battaglia dell'Ebro. Si crearono così le premesse per la battaglia di Catalogna. Dal 19 al 22 settembre le truppe del C.T.V. ebbero modo di distinguersi nelle azioni della Sierra del Javalambre. Nel frattempo gli avvenimenti politici e militari, realativi all'appoggio internazionale dato ad entrambi i contendenti, ebbero ulteriori sviluppi.


Per quanto riguarda il C.T.V. il Generalissimo Franco emanò, in data 1° ottobre 1938, un decreto con effetto immediato con il quale ordinava il licenziamento dei Legionari italiani con più di 18 mesi di campagna. Analogamente i repubblicani avevano provveduto alla smobilitazione delle Brigate Internazionali. Il 2 dello stesso mese, presso il campo di aviazione di Logrono, Franco pronunciò un discorso, distribuì le "Medallas Militares" e passò in rassegna Generali, ufficiali, sottufficiali e truppa del C.T.V. che dovevano rimpatriare, tra cui i Generali Bergonzoli e Francisci. Il 5 ottobre le divisioni "Volontari del Littorio" e "Fiamme Nere-XXIII Marzo" vennero considerate non più facenti parte del C.T.V.


Venne frattanto decisa la costituzione di una nuova divisione, la Divisione d'Assalto "Littorio" con reparti dell'Esercito che formarono il 1° Reggimento e con Camicie Nere non rimpatriabili della Divisione "Fiamme Nere-XXIII Marzo" e del 3° Reggimento della "Volontari del Littorio" che andarono a formare il 2° Reggimento su quattro battaglioni.  Nell'ottobre 1938 l venne costituita una Compagnia arditi divisionale, denominata compagnia "Squadristi Arditi" al comando del Centurione Luigi Sartini. Proveniva dalla Divisione "Volontari XXIII marzo" ed era frutto di una iniziativa del Console Generale Francisci, suo comandante, che l'aveva formata con elementi ex combattenti iscritti al P.N.F. prima della Marcia su Roma.  Incorporata più tardi nel C.T.V. formò il nucleo del Battaglione Arditi "Pace", dal nome del suo comandante, il Maggiore Domenico Pace, promosso in Spagna fino al grado di Colonnello e decorato con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione: "Organizzò durante la guerra di Spagna un battaglione "Arditi", che, con doti di comandante geniale, esperto e coraggioso, condusse più volte all'attacco nelle battaglie di Catalogna e del Centro. Nell'operazione difficile e rischiosa del forzamento del Tajo, effettuata a sorpresa, con slancio e sprezzo del pericolo e con ripetuti atti di valore personale, trascinò le sue truppe alla vittoria, penetrando arditamente nello schieramento nemico per impossessarsi di un importante nodo ferroviario-stradale." Ponte di Toledo, 27 marzo 1939-XVII.". Alla battaglia di Catalogna, dal 23 dicembre 1938 all'8 febbraio 1939, partecipò tutto il C.T.V.


Il 25 gennaio venne occupata Barcellona, mentre il 4 febbraio vi fu l'occupazione di Gerona. Il 21 febbraio si svolse a Barcellona una grande parata militare alla cui testa, per volere di Franco, sfilarono le rappresentanze di tutte le unità del C.T.V.
Il Corpo Legionario terminò le operazioni il 29 marzo con l'occupazione di Albacete da parte della Divisione d'Assalto "Littorio". Il 30 raggiunse Alicante, ultima meta mediterranea. Il 1 ° aprile 1939 la Guerra Civile di Spagna terminava. Era iniziata il 18 luglio 1936.


(Notizie storiche tratte dal volume "Il Corpo Volontario Italiano durante la Guerra Civile Spagnola 1936-1939" di Ernestino Chiappa). 

 
   
 

 2-2-2020