Germania (1919-1945)
ATTESTATO CON IL DISTINTIVO PER FERITA NERO E DI UN UFFICIALE DELLA 26.PANZERDIVISION DECORATO IN ITALIA NEL 1943/44
Prezzo: Euro 250,00 (distintivo+attestato) - cod. nr. 24807
Il marchio in rilievo "100" sul retro del distintivo ad indicare il famoso fabbricante "Rudolf Wachtler & Lange" di Mittweida,
Il General der Panzertruppen Smilo Freiherr von Lützow (1895-1975) Comandante della 26.Panzerdivision con il grado di Generalleutnant . Decorato con la Ritterkreuz (14.1.1942), con le Foglie di Quercia (16.3.1944) e le Spade (4.7.1944)
La pagina del soldbuch di Michael Froelich dove sono elencate tutte le decorazioni da lui ricevute
Principali spostamenti e combattimenti della divisione
L'emblema della divisione costituito dalla testa di un Granatiere della Vecchia Guardia prussiana, con l'aggiunta di un cerchio a simbolizzare il cingolo del carro armato
Occasione eccezionale di aggiudicarsi  un bellissimo "Vwewundetenabzeichen in Schawarz" (Distintivo per ferita grado nero) con l'attestato di conferimento ad un ufficiale della 26.Panzer-Division che ha combattuto in Italia dalla sua costituzione nel 1943 alla resa nel 1945, attraversandola tutta dalla Calabria a Belluno. Pur essendo una divisione di nuova costituzione, spesso con comandanti delle unità poco esperti, alla fine della guerra la 26.Panzerdivision contava nelle sue file ben 27 decorati con la Ritterkreuz. Per un raffronto, la 25 e 26.Panzerdivision ne potevano contare solo tre.
La decorazione è stata concessa concesse al Leutnant (Sottotenente) Michael Froelich quando ancora aveva il grado di Unteruffizier (Sergente).

Questo "Verwundetenabzeichen in Schwarz" (Distintivo per ferita nero), è stato realizzato dal famoso fabbricante "Rudolf Wachtler & Lange" di Mittweida, in lamierino di ottone verniciato di nero opaco. Questo esemplare ha mantenuto quasi tutta la patina nera originale mettendo in luce il metallo sottostante solo nella svastica, ma rendendo ancora meglio visibile la finezza dei particolari incisi con al centro l’elmetto modello M35. Il distintivo nero veniva assegnato a chi aveva subito una o due ferite.


Michael Froelich, era nato a Francoforte il 6.10.1915. Arruolatosi come volontario nell'esercito nel 1934 e assegnato all'Infanterie Regiment 15 vi rimase fino al 1.10.1934 quando passò nei ranghi del I° Battaglione dell'Infanterie Regiment "Giessen" dove ottenne la sua prima promozione a Gefreiter(Caporale) il 1.10.1935.
Rinominato Infanterie Regiment 36 al momento della mobilitazione venne assegnato alla 9.Infanterie Division con la quale partecipò alla campagna di Francia. Il 18 marzo 1941 la divisione venne trasferita in Polonia per partecipare poi all'operazione Barbarossa.
Il 1° luglio 1942 Froelich venne promosso Obergefreiter (Caporalmaggiore) e decorato con la Ostmedaille il 15 agosto.
Poco dopo i resti del reggimento vennero trasferiti in Francia per andare a costituire il nuovo Panzergrenadier Regiment 9, nella cui 1° Compagnia entrò anche l'Obergefreiter Froelich, facente parte dell'appena costituita 26.Panzerdivision del General der Panzertruppen Smilo Freiherr von Lüttwitz.


Da questo momento in poi Michael Frelich seguirà fino alla fine i destini della divisione, trasferita in Calabria nell'agosto del 1943 per contrastare lo sbarco alleato sul continente venendo promosso prima Unteruffizier (Sergente) e poi Uffizier (Sergente Maggiore) il 1° ottobre 1943.
Tra la metà di ottobre e la meta di novembre, le truppe anglo-americane superavano le alture a nord del Volturno e si avvicinavano al corso del Garigliano. Il 10 novembre le unità del X corpo d'armata inglese combattevano duramente intorno alle pianure allagate del Garigliano, avanti al monte Camino e nella zona di Roccamonfina.
Il punto di maggiore resistenza era il monte Camino che era un punto chiave per la 5a Armata americana della via verso Cassino, la valle del Liri e quindi verso Roma. Fu investito dalla 56a divisione inglese che lo aveva dovuto attaccare percorrendo i pendii completamente scoperti ed intensamente battuti. Il 12 novembre la situazione delle unità britanniche attaccanti era talmente grave per le altissime perdite e le posizioni duramente conquistate erano talmente insostenibili e difficilmente rifornibili, che il generale Clark era costretto ad ordinare agli inglesi di ripiegare sulle linee di partenza.
Durante questa battaglia, passata alla storia come la "1° Battaglia di Monte Camino", il sergente Froelich, con la sua 1/Pz.Gren.Rgt. 9, difese le quote 550 e 769 di Monte Camino, insieme al resto del 1° battaglione lasciato a sostegno della "Herman Goering" e per questo venne decorato con la Croce di Ferro di 2° classe il 30.11.1943.
Il 1° dicembre 1943 il Generalleutnant Fridolin von Senger und Etterlin, comandante in capo del XIV Panzerkorps, gli inviò una lettera di encomio per aver distrutto una pattuglia nemica il 23.11.1943.


Trasferito con la sua divisione sul Sangro per contrastare lo sbarco inglese a Termoli, vi rimane fino al 22 gennaio 1944, quando le truppe alleate sbarcano ad Anzio e la 26.Panzerdivision viene schierata nell'area di Cisterna e Velletri dove combatte a Ponte Rotto, Isola Bella e Buon Riposo fino alla fine di febbraio. Il 4 marzo Froelich viene ferito e il 18 marzo 1944 riceve questo attestato con il distintivo per ferita nero e contemporaneamente anche la Croce di Ferro di 1° Classe e il 20 aprile il Panzerkampfabzeichen in Bronze ( Distintivo per il combattimento con i carri in bronzo ).


Dopo due mesi di pausa riprese la battaglia per la conquista di Montecassino e le truppe francesi del generale Juin attaccarono nel settore del Garigliano. Ancora una volta il Panzer Grenadier Regiment 9 dovette correre in soccorso dopo la caduta di Esperia. La conquista di Ceprano era nell’obiettivo delle truppe francesi di Juin, che stavano spingendosi ora oltre il Monte Leucio ad est di Pico. Qui le unità della 26ª Divisione Panzer del Gen. Luttwitz bloccarono il loro attacco il 19 maggio.
Michael Froelich, il 1° giugno 1944 dopo la caduta di Ceprano, venne promosso Fahnen Junker Uffizier ( Sergente allievo ufficiale ).
Dopo aver combattuto a Montegabbione la 26.Panzerdivision si ritira in Toscana attraversando Ficulle, Chiusi, Radicofani in direzione di Volterra e Fucecchio. Qui uomini della 26.Panzerdivision compiono l'eccidio del Padule di Fucecchio, costato la vita a 174 civili. Colpevole della strage è sospettato anche il 9º Reggimento Granatieri Corazzati, il cui comandante, colonnello Erwin von Witzleben (con alcuni ufficiali del suo stato maggiore), alloggiava nella residenza della Baronessa Banchieri, a Larciano. La mattina del 23 agosto, dopo le sette, si sentirono spari proveniente dal casale di Silvestri, vicino alla fattoria Banchieri; il colonnello fece aprire il fuoco con un cannone dalla villa verso il casale e gli spari cessarono. Successivamente venne inviata (verso l'abitazione) una pattuglia di soldati tedeschi che, dopo aver ordinato agli occupanti di uscire, aprì il fuoco ed anche chi cercò di scappare venne ucciso.


Alla fine del mese la divisione è trasferita sul fonte adriatico dove combatte nell’Appennino e poi nell’area di Cesena e Faenza. Non sappiamo se Michael Froelich fosse presente a Fucecchio perchè risulta essere stato inviato presso la "Fahnenjun-Schule 1 der Panzertruppen" dove è stato promosso "Fhj.-Feldw." (Sergente Maggior allievo ufficiale) l'1.10.1944 e il 1.12.1944 Leutnant (Sottotenente).
Il 20 ottobre 1944 ricevette anche   l'autorizzazione a fregiarsi del "Grenadierkopf" (Il distintivo con la testa di un vecchio granatiere che era il simbolo della divisione) con una comunicazione indirizzatagli con il grado di Leutnant. Probabilmente, come spesso accadeva, la promozione sul campo era arrivata prima dei documenti ufficiali.
Lo ritroviamo in combattimento il 20 aprile a Castelfranco Emilia durante gli ultimi giorni di ritirata della divisione ritornata alle dipendenze del I.Fallschirmjaegerkorps. Il 27 aprile 1945 riceve la Nahkampfspange I.Klasse in bronzo ( Barretta per il combattimento ravvicinato di 1.classe ) e il 1° maggio 1945 anche quella di 2° Classe in argento mentre combatte a Belluno e ad Agordo nei giorni immediatamente precedenti alla resa. Fatto prigioniero dalle truppe alleate è inviato nel campo di prigionia di Ghedi (BS) da dove viene definitivamente rilasciato il 13 settembre 1945.


La 26.Panzer-Division è stata l'unica divisione corazzata impiegata dai tedeschi sul fronte italiano ininterrottamente dall'estate 1943 sino al termine della guerra. Fu costitutita ufficialmente a Mons, in Belgio, il 14 settembre 1942 con unità di vari reparti e comandi, in maggior parte della 23.Infanterie-Division che aveva subito gravi perdite sul fronte orientale, sotto il comando del Generalleutnant Smilo Freiherr von Lüttwitz, che ha firmato di suo pugno entrambi gli attestati.
Il personale proveniva principalmente dalla regione tedesca del Brandenburgo, al centro della Prussia, ; le reclute erano della classe 1923 e molti ufficiali appartenevano alla riserva. L'unità era ufficiosamente conosciuta come "Potsdam Division", dal nome della città dove avevano sede depositi e centri di reclutamento, oppure come "Gardegrenadier-Kopf Division", divisione della testa del Granatiere della Guardia. Veniva considerata l'erede della Vecchia Guardia prussiana.


In ottobre la divisione venne inviata nel nord della Francia per completare l'addestramento e con compiti di presidio, in attesa di essere inviata sul fronte orientale. A fine giugno l'OKH comunico' una nuova destinazione : l'Italia.
La 26.Panzer-Division discese la penisola divisa in due lunghe colonne, che in alcune occasioni furono attaccate da aerei e costrette a cambiare le zone di raduno. Posizionata il 16 luglio nella vasta zona tra Napoli, Potenza, Pontecagnano ed Eboli con il LXXVI Panzerkorps del Generalleutnant Herr, la divisione venne presto spostata a Salerno. La massa della divisione, senza carri armati, fu impiegata nella protezione di Bari e Foggia e nella difesa antisbarco del golfo di Taranto.
Il 3 settembre 1943 gli alleati, dopo aver completato l'occupazione della Sicilia, superarono lo stretto di Messina sbarcando nella Calabria meridionale senza trovare opposizione. Quattro giorni dopo si svolse il primo scontro a fuoco con elemnti della 26.Panzer-Division la cui missione consisteva nell'ostacolare al massimo il nemico senza impegnarsi in grossi combattimenti.


Da qui in poi la divisione iniziò la propria ritirata partecipando a tutti i combattimenti nel Lazio, dopo l'8 settembre, in Campania dopo lo sbarco alleato a Salerno, sul fiume Volturno, risalendo poi verso l'Alto Molise e gli Abruzzi. Ai primi giorni di novembre l'unità, forte di 12.400 uomini e di centinaia e centinaia tra carri armati, veicoli blindati ed altri mezzi di trasporto, raggiunse Isernia ritirandosi poi sulla "Linea Barbara" tra i monti Cervaro e Rossa.
Iniziò a questo punto l'impiego della divisione come "Feuerwehr" ovvero come "pompiere del fronte" che accorreva dove scoppiava un "incendio".Dal 20 novembre la divisione si spostò lungo la linea del fiume Sangro per opporsi agli attacchi della 8°Army sulla costa adriatica. Numerosi furono i combattimenti nella quale fu coinvolta ( Orsogna, Ortona, Guardiagrele. L'inizio del 1944 vide la 26.Panzer-Division tricerata sul fronte adriatico ma, alla notizia dello sbarco alleato avvenuto il 22 gennaio ad Anzio e Nettuno, ebbe l'ordine di muoversi subito per raggiungere l'area dei combattimenti ai quali partecipò fino al 14 marzo quando venne ritirata sui colli Albani per essere rinforzata e costituire una riserva dell'"Heersgruppe C".
Nei primi di maggio la divisione venne nuovamente impiegata per rallentare l'avanzata di francesi, canadesi e sudafricani con i quali sostenne numerosi scontri. Passata sotto il comando del I.Fallschirmkorps nel giugno 1944, l'unita' fu raggruppata ad Orvieto continuando a combattere in azioni di retroguardia. Proseguendo nella ritirata generale delle truppe tedesche la divisione combattè in Toscana, toccando Siena e Volterra. Da qui si spostò v erso la costa tirrenica transitando da Lari, Pontedera, Ponsacco e Fucecchio.
Qui alcuni membri della 26.Panzer-Division si resero responsabili dell'eccidio nel padule di Fucecchio, che causò la morte di 175 civili e portò nel dopoguerra a condanne emesse da tribunali italiani a carico di ufficiali tedeschi.
A partire dal 25 agosto la divisione venne sganciata dai combattimenti, raggruppata nei dintorni di Monsummano e destinata a difendere la parte orientale della Linea Gotica. La divisione difese la strada adriatica ritirandosi gradatamente verso nord dove venne impiegata nella difesa di Ravenna, caduta in mano alleata il 4 dicembre.
Pur ridotta a un migliaio di combattenti, fra i quali alcuni ragazzi di 17 anni addestrati per due soli mesi in Germania, quando il nemico superò la via Emilia in direzione di Faenza, i carri e i fanti tedeschi lottarono casa per casa lasciando la città solo il 17. Nel febbraio del 1945 la divisione si trovava dispersa tra la zona a sud-est di Bologna e Ferrara. Ricostituita con reparti e mezzi provenienti da altre unità disciolte, la 26.PD costituiva al momento l'elemento tedesco piu' forte in Italia con i suoi 13.500 uomini e alcune centinaia di carri. Il 9 aprile iniziò l'offensiva finale alleata con tremendi bombardamenti. Seguendo il piano predisposto nel marzo, la 26.Panzer-Division arretrò sulla linea del fiume Santerno e sotto Imola. A questo punto gli avvenimenti si succedettero rapidamente: i reparti corazzati tedeschi vennero decimati dai bombardamenti, diretti anche a singoli soldati, Bologna cadde in mano alleata il 21 aprile e gli scarni resti della divisione passarono il Po a Polesella su zatteroni e barche dirigendosi verso Abano Terme.
Le perdite erano state altissime e molti uomini erano stati catturati. Nonostante questo, alcuni reparti della 26.PD continuarono a combattere aprendosi la strada verso il Brennero con le armi. Il 30 aprile la notizia della resa delle truppe tedesche in Italia raggiunse il grosso dell'unità nei pressi di Trento e Bolzano. Il personale venne riunito nel "Gruppe 26" e internato a Ghedi per essere poi trasferito nei campi di prigionia in Italia centrale e in Egitto; alla fine di settembre iniziò il rimpatrio in Germania del personale non trattenuto in attesa di giudizio perchè sospettato di crimini di guerra.
Questo riassunto e' stato tratto dal volume di Daniele Guglielmi "26.PANZER-DIVISION Campagna d'Italia 1943-1945".
 
   

13-9-2020