Italia (1919-1939)
DISTINTIVO CON BUSTINA ORIGINALE DISTRIBUITO IN OCCASIONE DELLA FESTA NAZIONALE DELL'UVA DEL 1934 A MERANO
Prezzo: Euro 90,00 - cod. nr. 25138

Distintivo in metallo argentato distribuito per la Festa Nazionale dell'Uva svoltasi nel 1934 Anno XII dell'Era Fascista.
Il distintivo è quello realizzato dalla S.A.Picchiani e Barlacchi di Firenze per la Festa dell'Uva di Merano. A forma di scudetto misura 40 mm di altezza e 30 mm di larghezza ed è marcato sul coprispilla.
E' completo della sua bustina originale di presentazione.


All’inizio degli anni Trenta il regime fascista, impegnato nella ricerca di consenso tra la popolazione delle campagne, mette in campo diversi interventi mirati a risollevarne la condizione economica aggravata dalla crisi economica dilagante in quegli stessi anni.
Nascono così le Giornate del pane, del frutto, del gelso e soprattutto dell’uva che già si svolgeva autonomamente in occasione della vendemmia.
La Festa dell’uva viene istituita dal governo fascista nel 1930 su iniziativa dell’allora Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, Arturo Marescalchi. Voluta personalmente dal Duce, la manifestazione viene elevata dal regime a festa nazionale con motivazioni ufficialmente salutistiche ma soprattutto economiche.
Si tratta infatti di promuovere la vendita e il consumo di vino e di uva da tavola, per far fronte alla crisi in cui versa il settore viti-vinicolo a causa della sovrapproduzione e della conseguente svalutazione del prodotto.


La propaganda viene organizzata in modo tale da sostenere, attraverso convegni e conferenze, che il vino, assunto in dosi moderate sia un valido alimento ed un aiuto al miglioramento della razza e che l’uva abbia importanti proprietà terapeutiche. La Festa dell’uva, affiancata ad una intensa produzione ortofrutticola, serve al regime anche per promuovere l’autarchia nazionale in campo alimentare.
Le feste sono organizzate con grande sforzo dei locali comitati Opera Nazionale del Dopolavoro (OND) e prevedono quasi ovunque carri allegorici, sfilate in costumi tradizionali e il coinvolgimento di produttori e commercianti locali.
Inoltre, a partire proprio dal 1932, il Comitato nazionale per la Festa dell’uva incarica l’Ente Nazionale per le Piccole Industrie di fornire i cestini, sacchetti di carta e pubblicare un catalogo dei vari tipi di uva prodotti in ogni provincia, senza contare la produzione di medaglie e distintivi come d'abitudine per ogni manifestazione. La Festa diventa così un’occasione per fornire commesse anche ad un altro settore dell’economia nazionale in crisi: l’artigianato.

(Notizie storiche tratte dal sito www.guerrainfame.it)   

 
 


6-1-2021