Italia (1919-1939)
LETTERA UFFICIALE DEL 1936 SU CARTA INTESTATA DEL MINISTERO DELLE COLONIE CON FIRMA AUTOGRAFA DI ALESSANDRO LESSONA
Prezzo: Euro 120,00 - cod. nr. 25052
Alessandro Lessona in un ritratto del 1938 (Accademia dei Lincei)

Rara lettera su carta intestata del "Ministero delle Colonia" inviata il 28 settembre 1936 all'Onorevole Alessandro Gorini da parte di Alessandro Lessona con la sua firma autografa in calce.


Alessandro Lessona (Roma, 9 settembre 1891 – Firenze, 10 novembre 1991) è stato un ufficiale, politico e dirigente sportivo italiano. Figlio di Carlo, entrò alla Regia Accademia di Fanteria e Cavalleria di Modena nel 1910 e ne uscì sottotenente di cavalleria. Prese parte alla prima guerra mondiale, guadagnandosi una Medaglia d'argento al valor militare nel 1916 a Monfalcone. Passò poi a prestare servizio per un breve periodo in Macedonia e, rientrato in Italia, prima fu inviato in Francia in forza allo Stato maggiore del II Corpo d'Armata, poi, essendo risultato primo all'esame per lo Stato maggiore, fu chiamato dal generale Armando Diaz a capo della propria segreteria. Passato con Diaz al Ministero della guerra, vi rimase come Capo di gabinetto fino alla Marcia su Roma e lasciò l'incarico per motivi personali.


Aderì al Fascismo e nel 1922 prese parte alla Marcia su Roma. Federale di Savona, resse la carica con un certo successo.
Durante il ventennio fascista, Lessona fu tra i protagonisti della politica coloniale italiana: sottosegretario al Ministero delle Colonie dal 1929 al 1936, allo scoppio della guerra d'Etiopia ebbe una parte di rilievo nel far togliere il comando del Fronte Nord al generale Emilio De Bono e nell'affidarlo al Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio alla fine del 1935. Nell'aprile del 1936 fu da Badoglio chiamato ad accompagnarlo nella marcia su Addis Abeba e nell'entrata in città, avvenuta il 5 maggio. Nominato a capo del Ministero dell'Africa Italiana, restò in carica per un anno e mezzo, fino alla fine del 1937 e fu lui a cambiarne il nome in Ministero dell'Africa Italiana.


Nel 1936 Lessona fondò il "Corpo della polizia coloniale", ribattezzato tre anni dopo "Corpo di Polizia dell'Africa italiana" (comunemente conosciuto come PAI): esso era formato da nazionali e da indigeni africani in particolare àscari, fedeli alla madrepatria Italia e aveva compiti di pubblica sicurezza.
In questo periodo Lessona cominciò ad entrare in urto con il maresciallo Rodolfo Graziani sull'amministrazione delle terre conquistate. Fu così che il 19 novembre 1938 Benito Mussolini prese spunto dalla nomina a viceré d'Etiopia del duca Amedeo d'Aosta, avocò a sé il Ministero dell'Africa Italiana ed esonerò Lessona da ogni incarico istituzionale, estromettendolo dalla vita pubblica del paese, per cui passò come professore ordinario alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università La Sapienza di Roma, dove sarebbe rimasto sino all'età della pensione.
Galeazzo Ciano, nei suoi diari, scrive in questa data: "Lessona mi ha comunicato il siluro ricevuto. Era molto triste. L'ha voluto. Non è stato nè sincero neè amico mai di coloro che lo hanno aiutato. Ha sempre cercato di far del male. Cade tra i nemici. I quali continueranno a dargli addosso  adesso che è disarcionato. Teruzzi è giudicato un fedele mediocere esecutore: e poi più fedele che mediocre".
E' morto a Roma a Firenze il 10 novembre 1991.


La lettera era indirizzata all'On.Alessandro Gorini, Deputato al Parlamento per la Lombardia, Presidente della Sezione Milanese dell'Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra, carica da lui assunta nel 1922, e Delegato Regionale per la Lombardia Occidentale. Quest'ultima carica gli era stata affidata dal Presidente dell'associazione, il poeta ed eroe di guerra Carlo Delcroix.

 

1-12-20202