Italia (1914-1918)
LOTTO DI ATTESTATI , DOCUMENTI E CROCE AL MERITO CON CUSTODIA DI UN SOLDATO DEL 5° REGGIMENTO MINATORI CADUTO IN COMBATTIMENTO NEL MARZO 1916
Prezzo: Euro 300,00 - cod. nr. 21108
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La foto di Pietro Gallo in abiti civili nella foto trovata dentro il suo Libretto Personale
L'etichetta incollata sul giornale 2Il Biellese" del 17 marzo 2016

Il ritaglio di giornale che annunciava la morte di Pietro Gallo

il 19 marzo 1916

Il modulo di restituzione degli effetti personali

Questo eccezionale lotto di documenti del soldato Pietro "Pierino" Gallo del 5° Reggimento Minatori, comprende l'attestato di conferimento della Croce al Merito di Guerra con la dicitura "CADUTO IN COMBATTIMENTO", la croce nella sua scatola originale "Johnson", il libretto del soldato, il documento di restituzione degli effetti personali del caduto firmato dal Comandante la Compagnia su modulo del 5°Reggimento Genio, l'attestato della Medaglia Ricordo della Guerra 1915-1918, l'attestato per la medaglia di riconoscenza alle madri dei caduti, l'attestato alla Memoria del soldato Caduto per la Patria ed infine due copie del giornale "Il Biellese" che gli venivano inviate al fronte.
Gli attestati e la decorazione sono stati iconsegnati alla famiglia dal Comando di Corpo d'Armata di Milano.


Unendo tutte le informazioni che si possono ricavare dall'esame dei singoli documenti si è potuto ricostruire, almeno parzialmente, la storia di questo eroico soldato.
Pietro Gallo era nato l'11 ottobre 1892 a Croce Mosso nel biellese, aveva la licenza elementare e faceva il cameriere nella vita civile.
Era stato arruolato di leva nel 1913 nella 3° Compagnia del 5° Reggimento Genio MInatori e richiamato il 24 maggio 1915 nella 2 Compagnia Complementi E.P. (Esercito Permanente) del 5° Reggimento Genio Minatori. Con l'inizio delle operazioni di mobilitazione gli organici presenti ai corpi dal tempo di pace rappresentavano circa la metà della truppa necessaria al corpo. Vi era pertanto la necessità di integrare i militari di leva con i cosiddetti richiamati della riserva. Questi ultimi affluivano, anche da classi di età che avevano già superato l'anno della chiamata alle armi, dai ranghi della I categoria e della II categoria.
Al momento della mobilitazione generale quindi ai soldati già in servizio attivo si aggiunsero i richiamati delle classi 1892 (I categoria), 1893 (I e II categoria), 1894 (I e II categoria), 1895 (I e II categoria).
Il 28 maggio era stato dotato di un fucile mod. 91 da fanteria e il 9 novembre aveva ricevuto il 7087 (Vetterli italiano).
Sul libretto non ci sono altre informazioni utili per indicarci il suo percorso militare a partire dalla data di richiamo ma, fortunatamente, ci vengono in aiuto le due copie del "Il Biellese", un bisettimanale che gli veniva inviato al fronte, probabilmente a spese della famiglia che voleva così farlo sentire vicino al suo paese natale. La copia datata 17 marzo 2016, due giorni prima della sua morte, porta l'indirizzo "Soldato Pierino Gallo, 5 Genio - comp. Minatori - 12. divis. - 3 Armata - Zona di Guerra".
Questo indirizzo ci dice che Pierino Gallo faceva parte di una compagnia del 5° Reggimento Genio Minatori (probabilmente la 2°) che era stata assegnata all 12° Divisione di Fanteria in forza alla 3°Armata.


Spesso si narrano le vicende che hanno visto protagonisti,durante la prima guerra mondiale,valorosi militari appartenenti alla fanteria, ai reparti d'assalto, agli alpini ,ai bersaglieri ai temerari sperimantatori della guerra alata,ma vengono dimenticati o accantonati i militari appartenenti ai vari reparti dell'arma del genio.
Dimenticanze quanto mai ingiustificate per militari che instancabilmente e spesso sotto il violento fuoco nemico ed a rischio costante della vita, erano incaricati di gettare ponti,scavare trincee, tirare linee telefoniche ed altri molteplici lavori di indubbia utilità per tutte le altre armi impiegate nel conflitto. La specialità minatori è la più antica dell'arma del genio, e trova suo importante esponente nella figura eroica di Pietro Micca immolatosi nella Torino sotterranea facendo esplodere una galleria per fermare il nemico.
Durante la prima guerra mondiale,il genio minatori assume un'importanza particolare scavando gallerie, rifugi e praticando la famosa "guerra di mine" scavando chilometri di gallerie e facendo brillare enormi quantità* di esplosivo cambiando,alcune volte, anche il profilo delle montagne stesse.
Il 5° Reggimento (Minatori) si formò a Rivoli (Torino) il 1° novembre 1895 ed era articolato su:1 Stato Maggiore; 4 Brigate Minatori; 1 Cp. Treno;1 Deposito. Fino a maggio/giugno 1916, ad ogni divisione era assegnata una compagnia del Genio, da questo periodo in poi fu assegnato un Battaglione. I battaglioni minatori erano 4 composti ognuno da 4 compagnie minatori (I e II Btg. alla 2a Armata, III e IV Btg. alla 3a Armata), le compagnie minatori, in tutto, sono state 42 (più il Plotone Autonomo Minatori Sardo - questo ha fatto le gallerie delle mine sul Pasubio nel 1917).


La compagnia di Pietro Gallo (probabilmente la 2°) faceva quindi parte della 3° Armata e nel marzo del 1916 si trovava nel settore del "Medio Isonzo" dove si era appena conclusa la 5° Battaglia dell'Isonzo.

Da un ritaglio di giornale (probabilmente Il Biellese) apprendiamo che Pietro Gallo è morto in combattimento il 19 marzo 1916, come ci conferma il modulo di restituzione dei suoi effetti personali datato 30 aprile.
In realtà sappiamo che la morte è sopravvenuta per le ferite riportate in combattimento, forse quello citato nel Bollettino di Guerra del 19 marzo: "Nella zona di Tolmino all’intenso fuoco di artiglieria del giorno 18 l’avversario fece seguire violenti attacchi contro le nostre posizioni sull’altura di Santa Maria. Dopo alterna vicenda di lotta, durante la quale prendemmo al nemico 41 prigionieri di cui due ufficiali, l’avversario riuscì a stabilirsi in qualche elemento più avanzato delle nostre difese. Lungo la rimanente fronte dell’Isonzo continuano i duelli delle artiglierie".


Tutti gli attestati del lotto portano la data del 1° aprile 1921 quando è avvenuta ufficialmente l'assegnazione della Croce al Merito. Evidentemente sono stati consegnati poco dopo alla famiglia dal Comando di Corpo d'Armata di Milano, come si legge nei timbri posti sul retro. Nella stessa occasione deve essere stata consegnata anche la Croce al Merito nella sua custodia originale, prodotta e fornita dalla Ditta S.Johnson di Milano. Malgrado il tempo trascorso la custodia è ancora in ottime condizioni di conservazione.

 
Il timbro presente sul retro di uno degli attestati
La copia de "Il Biellese" del 17 marzo 1918 spedita a Pietro Gallo al fronte e mai letta essendo morto due giorni dopo. Era contenuta nel "pacco corrispondenza" citato nel modulo di restituzione degli effetti personali.
 
   

21-9-2018