Italia (1919-1945)
RARA MEDAGLIA IN ARGENTO PUNZONATA COMMEMORATIVA DELL'ECCIDIO DEI 27 PARTIGIANI DELLA "BANDA LENTI" A VALENZA NEL 1944
Prezzo: Euro 250,00 150 - cod. nr. 15430
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Il punzone "800" del titolo dell'argento e la losanga dell'argentiere, ancora del tipo del periodo fascista
La scultura di Manzù raffigura un partigiano appeso a testa in giù con accanto una donna che piange. Simboleggia il dolore delle famiglie dei caduti.
Agostino e Pietro Lenti, fondatori e comandanti della III Brigata Matteotti

Bellissima e rara medaglia realizzata per commemorare l'eccidio dei 27 partigiani della "Banda lenti" avvenuto a Valenza il 12 settembre 1944.


La Banda Lenti era una brigata partigiana che si costituì dopo l'8 settembre 1943 attorno alle figure di Agostino Lenti, un ex ufficiale degli Alpini, e di Mario Manassero, soldato del regio esercito diventando punto di riferimento e di aggregazione per una decina di ragazzi, renitenti alla leva, originari di Camagna Monferrato. Con l'estate del 1944, la formazione creò collegamenti con le altre realtà ribelli sviluppatesi sul territorio, per poi unirsi alle Brigate Matteotti attive nelle zona, assumendo il nome di III.Brigata Matteotti.


Tra il 21 e il 22 luglio 1944 i ribelli monferrini agirono in simultanea, impadronendosi dei municipi di Vignale Monferrato, Cuccaro Monferrato, Terruggia, Rosignano Monferrato, Cella Monte, Altavilla, Frassinello Monferrato ed Ottiglio, dando alle fiamme i registri della leva militare ed i documenti degli ammassi agricoli, imposti dal Regime ai contadini. La reazione fascista non si fece attendere  e il 31 luglio venne effettiuato un rastrellamento nel corso del quale fu trucidato il partigiano Mario Bizzarri. I pressanti rastrellamenti nemici costrinsero la Lenti a ripiegare in collina, spostandosi dall'abitato di Camagna al Santuario della Madonna dei Monti, poco distante da Grazzano Badoglio. Qui, però, il 12 settembre, Lenti e 25 dei suoi, vennero sorpresi e catturati dai fascisti, e tradotti a Valenza dove furono seviziati, bastonati a sangue, condannati a morte e trucidati, il 12 settembre 1944. Agostino Lenti, dopo un tentativo, fallito, di salvare i compagni in cambio della sua sola esecuzione, morì nel tentativo di fuggire.


Il 29 aprile 1945 le Forze Armate tedesche dislocate a Valenza, al comando del generale Jahn, si arresero al Comitato di Liberazione Nazionale della provincia di Alessandria, accettando le condizioni del suo rappresentante Livio Pivano, cittadino di Valenza. Agli ufficiali fu concesso l'onore delle armi personali  in attesa di essere consegnati alle truppe alleate.


Il comune di Valenza Po commissionò poco dopo all'artista Giacomo Manzù un bassorilievo da esporre sulla facciata del municipio in memoria dei suoi caduti. Salvatore Quasimodo fornì il testo dell'epigrafe che lo accompagna. Significativo l'atteggiamento di Manzù che all'affidamento dell'incarico dichiarò "di rinunciare a qualsiasi compenso personale esprimendo, però, il desiderio che venisse costituita una borsa di studio a favore di uno studente figlio di un caduto partigiano". La lapide in bronzo è oggi collocata in cima allo scalone del Palazzo Comunale. La medaglia riproduce nelle sue due facce la lapide con sul dritto la scultura di Manzù e sul rovescio l'epigrafe di Quasimodo. 


La medaglia è stata coniata in argento "800" dalla Ditta Alberti & C. di Milano, probabilmente subito dopo il 25 aprile 1945, dato che il punzone è ancora quello del periodo fascista con il fascio littorio tra le sigle "25" e "MI" che identificano l'argentiere e il titolo "800". Anche l'anello, che ospita un nastro tricolore non coevo, è punzonato "825", cosa che raramente si trova sulle medaglie italiane.
 

 

   
   

 23-4-2020