Italia (1919-1939)
RARA MEDAGLIA COMMEMORATIVA PER I LEGIONARI DI VICENZA IN AFRICA ORIENTALE ITALIANA CON IL DUCE E IL RE ELMATI
Prezzo: Euro 250,00 - cod. nr. 24681
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Il Console Gaspero Barbèra, già comandante del V° Battaglione Speciale, mel giugno 1936 assunse il comando del Battaglione Vicentino che diresse, prima nelle operazioni di polizia nell'Uogherà, poi nelle operazioni della Colonna Celere CC.NN. "1° Febbraio"
La copertina del volume di Leone Concato che narra le vicende del 142° Battaglione Camicie Nere "Vicentino" e della Colonna Celere "1° Febbraio"
in Etiopia
Questa rara medaglia è stata realizzara nel 1937 dal PNF di Vicenza quale dono commemorativo per i legionari vicentini che si erano recati in A.O.I. e avevano partecipato alla Campagna di Abissinia.
La medaglia assai poco conosciuta dai collezionisti, è stata prodotta dalla Ditta E. Dal Monico di Vicenza, tuttora attiva, che produce punzoni, matrici, targhe, stampe e incisioni fin dal 1888, probabilmente nel 1937 quando i legionari fecero ritorno in città.
Trattandosi di un periodo soggetto alle Sanzioni e quindi in piena autarchia, questa medaglia è stata coniata con un materiale leggero, simile alla zama, con una eccezionale definizione dei particolari ma con il bordo poco rifinito. Tutti gli esemplari noti hanno infatti queste stesse caratteristiche.
Sembra, inoltre, che durante il periodo della R.S.I. siano stati rinvenuti alcune centinaia di esemplari mai consegnati e che siano stati tutti fusi, non si sa per quale motivo e a che scopo. Questo fatto è confermato dalla estrema rarità collezionistica della medaglia.

Sul dritto sono raffigurati i profili elmati del Re e di Mussolini sovrapposti, con sotto la firma dell'incisore "E. DAL MONICO". Sul rovescio, lo stemma sabaudo in alto con ai lati le date "3.10.XIII" E 9.5.XIV" (Fondazione dell'Impero) e con sotto, tra due fasci littorio, la frase "VICENZA AI LEGIONARI DELL'IMPERO".
La medaglia ha un diametro di 32 mm e pesa 10 grammi con il nastro originale inserito nella cambretta.

A Vicenza era di stanza la 42° Legione "Berica" della Milizia ordinaria, con una coorte in sede e due coorti distaccate a Pojana Maggiore e Lonigo. Nel 1935 fu costituita, dalla 42° ordinaria, la 142^ Legione "Berica" combattente ed inviata in Africa Orientale al comando del Console Arduino Sebastianelli, dove partecipò alle operazioni per la conquista dell'Impero inquadrata nella Divisione CC.NN. "1° Febbraio".
La 142^ aveva alle proprie dipendenze i seguenti reparti :
- CXLII Btg. CC.NN. (mobilitato a Vicenza)
- CCXLIV Btg. CC.NN. "Irpino" (mobilitato ad Avellino)
- 142^ Cp. CC.NN. Mitraglieri
- 142^ Btr. CC.NN. Someggiata
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Il CXLII Battaglione Camicie Nere si formò nel luglio 1935 presso la caserma "Arnaldo Mussolini" di Vicenza con i volontari accorsi ad arruolarsi seguendo le parole del Duce, "In Africa abbiamo vecchi e nuovi conti da regolare", con riferimento alla nostra sconfitta patita ad Adua. Il 23 luglio i volontari partono per il beneventano per l'addestramento e l'11 novembre si trasferiscono a Napoli in pieno e perfetto assetto coloniale.
Il 15 novembre si imbarcano sul piroscafo "Principessa Maria" che li porta a Porto Said, dopo tre giorni di navigazione, il 19 novembre 1935 cioè il giorno dopo dell'entrata in vigore delle Sanzioni contro l'Italia.

Il 24 novembre il battaglione, al comando dell'On. Carlo Scorza, sbarca a Massaua per trasferirsi subito a Ghinda da dove, con alcune tappe, arriva a Decamerè dove si raggiunge le altre unità della 5° Divisione CC.NN. "1° Febbraio" del Generale Attilio Teruzzi.
Il 24 febbraio 1936 la Divisione riceve l’ordine di accamparsi al Mareb, sul valico di Chessad Cuarè, per preparare un nuovo balzo in avanti. La "1° Febbraio" unitamente alla Divisione "Cosseria" e ad un Btg. Ascari eritrei, costituisce il IV C.d'A. nel settore Dechì Tesfà e con tale inquadramento concorrerà alla battaglia dello Scirè.
Il 26 mattina i reparti iniziano la scalata delle pendici del torrente Agais per investire la regione di Enda Mariam, dove giungono il 27 attraversando montagne impervie e prive quasi completamente di acqua.
Il mattino del 28 riprende l’avanzata attraverso un terreno quasi inesplorato, senza acqua, fra incendi che assumono proporzioni allarmanti: riforniti dagli aerei, i Legionari raggiungono Az-Darò e poi attraverso lo Scirè, Selaclalà. Da questo momento il IV C.d'A. fa sentire la sua minaccia sul fianco e sul tergo dell'Armata di Ras Sejum, fronteggiata ed attaccata dal II C.d'A.

Il 2 marzo 1936 viene ripresa l'avanzata e la Divisione raggiunge Az Nebrid, unicamente rifornita dagli aerei; il 3 arriva ad Az Darò; il 4 e 5 marzo, faticosamente marciando attraverso lo Scirè arriva a Selaclacà. In queste marce la "1° Febbraio" è stata Divisione di prima schiera, avendo una aliquota della "Cosseria" in seconda schiera con l'altra aliquota di riserva. Precedentemente il C.d'A. aveva marciato con la Divisione CC.NN. a sinistra e la "Cosseria" a destra. Dopo la battaglia la 5°  Divisione CC.NN. sostituisce la "Gavinana" restando oltre un mese a presidio dello Scirè.
Successivamente, alternando rastrellamenti e lavori stradali, sempre marciando in zone aspre e selvagge, la Divisione raggiunge il Tacazzè e attraverso lo Tzellemtì penetra nel Semien e ne completa l'occupazione. Verso la fine del mese di aprile , la "1° Febbraio" riceve l’ordine di sostituire nella regione del Semien, la Divisione "Gavinana"; il movimento a scaglioni successivi, iniziato il 25 aprile, termina il 10 maggio.

A partire da questa data, il nuovo compito affidato alla Divisione, comandata adesso dal Luogotenente Generale Vittorio Vernè , è quello di presidiare la regione del Semien dove svolge operazioni di polizia ma anche per eseguire i lavori per l’apertura di una strada camionabile lunga circa 100 Km. Nel giugno 1936 il comando del Battaglione Vicentino viene assunto dal Console Gaspero Barbèra, in sostituzione di Carlo Scorza, richiamato in patria insieme a tutti gli altri Onorevoli. Alla fine di agosto il console Barbèra viene chiamato al comando di divisione dove il Generale Vernè gli chiede di formare una Colonna di occupazione e rastrellamento nell'area Lago Tana, Beghemeder, Goggiam, Nilo Azzurro e Lekemetì. Una colonna leggera, agile, svelta e nello stesso tempo potente di uomini accuratamente selezionati, tanto da poter battere nell'agguato e nella rapidità i ribelli sul loro terreno. Una colonna che abbia le caratteristiche del leopardo che è agile e potente ad un tempo, tempista e temporeggiatore, gioca d'agguato e di prepotenza. Il console Barbera rispose: "il leopardo! Benissimo! Ecco trovato anche il simbolo araldico della colonna: il leopardo in agguato. Sarà innalzato sul nostro gagliardetto, fregerà le nostre divise." Il 17 ottobre a Dacuà, viene benedetto il gagliardetto della Colonna.
E' l'anziano gagliardetto donato al "Battaglione Vicentino" dai combattenti di Vicenza: da un lato porta la scritta "142° Battaglione CC.NN." e dall'altro, in bianco e nero, "Colonna Celere 1° Febbraio". Il 22 ottobre la colonna entra a Gondar. Dopo aver completato le sue operazioni di polizia, il 14 maggio 1937 la colonna transita da Asmara, applaudita lungo il Viale Mussolini. Il 3 giugno giunge a Massaua per imbarcarsi sul "Piemonte" che porterà i suoi componenti a Napoli l'11 giugno e poi a Vicenza il 13 giugno per la smobilitazione.

 

7-8-2020