Italia ( 1940-45)

MODELLINO ORIGINALE IN METALLO DELLA FAMOSA CORAZZATA TEDESCA "BISMARCK" PER CARTINA OPERAZIONI BELLICHE


Prezzo: venduto - cod. nr. 18526
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Questo bellissimo modellino in metallo riproduce in scala la famosa corazzata tedesca "Bismarck" con evidenziate le sue carattersitiche costruttive più importanti. Da notare il piccolo aereo da ricognizione collocato sulla sua catapulta, così come le torrette dei cannoni che sono tutte girevoli.
E' stato prodotto negli anni '70 e probabilmente utilizzato su una grande carta delle operazioni per ricostruire le battaglie navali, che veniva aggiornata spostando le navi delle flotte in campo. Il modellino è lungo 240 mm e pesa 179 grammi.


Il piano di riarmo navale tedesco prevedeva un numero di grandi navi che non poteva competere con la Royal Navy, ma che fosse qualitativamente all'avanguardia.
Le prime navi che entrarono in servizio furono le Panzerschiff (navi corazzate), che i britannici definirono "corazzate tascabili" della classe Deutschland (1931) che, pur rispettando formalmente i limiti del Trattato di Versailles, presentavano innovazioni tecniche tali da poterle classificare fra le navi più potenti dell'epoca. Nel 1936 fu impostata la Bismarck, che avrebbe dovuto rappresentare la nuova frontiera delle corazzate (o navi da battaglia). 
Il varo della Bismark avvenne il 14 febbraio 1939 ad Amburgo alla presenza di Hitler, Raeder, Keitel, Göring, Goebbels, Hess, Ribbentrop, Himmler, Bormann e von Schirach, a sottolineare l'importanza che si dava all'evento. Madrina del varo fu la nipote del Cancelliere eponimo della nave, Dorothea von Loeenfeld. Fu successivamente consegnata e al suo comando fu messo Ernst Lindemann, ed iniziò le prove in mare nel Mar Baltico.


Il comandante dell'OKM (Oberkommando der Marine), ammiraglio Raeder, decise di utilizzare la Bismarck per proteggere le navi di superficie da interferenze delle corazzate britanniche, oltre che, naturalmente, per attaccare i mercantili che rifornivano la Gran Bretagna. Per questo all'inizio di aprile la squadra ebbe l'ordine di trasferirsi nell'Atlantico, dove si sarebbe riunita con il Gneisenau per impegnare il traffico mercantile diretto verso la Gran Bretagna. La squadra (composta da Bismarck, Prinz Eugen e tre cacciatorpediniere, salpò da Bergen alle 19:30 del 21 maggio 1941, rotta nord-ovest. Il mattino successivo i cacciatorpediniere lasciarono le navi principali ed iniziò il forzamento del canale di Danimarca.
La squadra tedesca fu avvistata alle 18 del 23 maggio dall'incrociatore Suffolk che pattugliava il Canale di Danimarca con il Norfolk ed i due incrociatori cominciarono a pedinare la squadra tedesca, mentre Hood e Prince of Wales si dirigevano verso il nemico, guidati dai segnali dei loro incrociatori. Alle 5:52 del 24 maggio 1941 l'Hood apriva il fuoco sul Prinz Eugen, dando inizio alla battaglia dello Stretto di Danimarca. L'Hood venne centrata, nella parte posteriore rispetto ai due fumaioli, prima dalla terza salva della Prinz Eugen e poi dalla quarta salva della Bismarck. Un proiettile perforò i pontoni corazzati ed esplose in una santabarbara contenente i proiettili da 381, provocando un'enorme esplosione che spezzò in due parti la nave inglese. Alle 6:00 l'Hood affondava con tutto il suo equipaggio (3 superstiti), alle 6:09 Bismarck e Prinz Eugen cessavano il fuoco sulla Prince of Wales, che, pesantemente danneggiata, rompeva il contatto con la squadra tedesca. A questo punto non c'erano più ostacoli perché le due navi potessero entrare nell'Atlantico.


Appena fu noto l'esito della battaglia dello Stretto di Danimarca, l'Ammiragliato inglese spostò tutte le navi che aveva a disposizione nell'Atlantico, dalla King George V fino alle vecchie corazzate della Prima guerra mondiale. Al calar della sera l'ammiraglio Lütjens, comandante della squadra tedesca a bordo della Bismarck, ordinò al Prinz Eugen di dirigere verso Brest, mentre la Bismarck impegnava il Suffolk che continuava il pedinamento. Tuttavia la velocità della Bismarck fu fatta scendere a 16 nodi per permettere di risistemare le toppe messe per riparare i danni dovuti allo scontro precedente, danneggiate dalle violente accostate della corazzata per evitare i siluri.
Lindemann trovò il sistema di sottrarsi ai radar britannici, ed alle 3:13 della notte il Suffolk perse il contatto con la nave da battaglia tedesca. La mattina successiva (25 maggio) Lütjens, convinto di essere ancora pedinato dagli inglesi, inviò un lungo messaggio radio che, intercettato dalle stazioni inglesi, permise una triangolazione della posizione della Bismarck. Solo alle 10.30 del 26 maggio un Catalina della 209ª Squadriglia ritrovò la Bismarck, individuò la posizione e lanciò un messaggio all'Ammiragliato. Da quel momento la Bismarck tornò ad essere sotto il controllo britannico.
Alle 19:10 l'Ark Royal lanciò nuovamente gli Swordfish, che alle 20:53 giunsero a contatto con la nave tedesca. Gli aerosiluranti misero a segno due colpi, uno a centro nave che, esplodendo sulla cintura corazzata, non provocò danni, ed uno sulla poppa che segnò il destino della Bismarck danneggiando il meccanismo di controllo del timone, che rimase bloccato a 15º. Alle 8:43 la Home Fleet avvistò la Bismarck, che stava navigando a 6 nodi. La prima nave ad aprire il fuoco fu il Rodney alle 8.47, da 19 km, seguito dopo un minuto dalla King George V. La Bismarck inizialmente tentò di rispondere al fuoco, ma, impedita a mantenere una rotta stabile, riuscì solamente a mettere qualche salva. La torre "Dora" (cioè la torre D, quella più vicina alla poppa della nave) tirò il suo ultimo colpo alle 9:31. Da quel momento la Bismarck si comportò come un pontone per il tiro delle navi britanniche, che ormai sparavano da meno di 9 km: a quel punto circa 300 colpi centrarono la nave tedesca.Da fonti tedesche, pare che alle 9:30 Lindemann (sembra infatti che Lütjens, vedendo ormai fallita la missione con la perdita sicura della nave, si sia suicidato nella notte precedente lo scontro) ordinasse di iniziare le operazioni per l'autoaffondamento della Bismarck.
Alle 10.36 del 27 maggio la Bismarck scomparve sotto la superficie del mare, con le eliche ancora in moto e la bandiera da guerra a picco.
(Notizie storiche tratte da Wikipedia)

 
La "Bismarck" in navigazione 
 

29 -1-2019