Italia (1919-1939)
LOTTO DOCUMENTI ORIGINALI "MOSTRA DEL DECENNALE DELLA RIVOLUZIONE FASCISTA" 1932
Prezzo: Euro 260,00 - cod. nr. 24576
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La copertina fronte e retro

Bellissimo volume fotografico realizzato in occasione della Mostra del Decennale della Rivoluzione Fascista del 1932 per conto del Direttorio Nazionale del Partito Nazionale Fascista.


Contiene all'inizio la riproduzione in fac-simile dell'autografo di Benito Mussolini, Capo del Governo e Duce del Fascismo. Nel testo sono contenute 257 illustrazioni di cui 20 in rotocalco e 237 in zincotipia. Contiene inoltre dodici tavole a colori di cui 8 in tricromia ed una in rotocalco.
Le illustrazioni sono state riprodotte da fotografie eseguite dall'Istitituto Nazionale Luce, dall'Enit, dal gabinetto fotografico della Regia Aeronautica e dai fotografi Bricarelli, Reale, Bruni, D'Amico. Le tavole a colori e la stampa sono state eseguite dall'Istituto Italiano d'Arti Grafiche di Bergamo nel gennaio del 1933. Il volume è in condizioni eccezionali di conservazione e misura 17 x 25 cm..


La Mostra del Decennale della Rivoluzione Fascista fu una mostra che si tenne a Roma, al Palazzo delle Esposizioni. Fu inaugurata da Benito Mussolini il 28 ottobre 1932, decennale della marcia su Roma e registrò oltre 4 milioni di visitatori, concludendosi il 28 ottobre 1934. Fu riproposta nelle due riedizioni successive del 1937 e del 1942, in coincidenza con le ricorrenze quinquennani della marcia su Roma, non ottenendo analogo successo di pubblico.


Direttore e ideatore della mostra era Dino Alfieri che si avvalse della collaborazione di Luigi Freddi e di Cipriano Efisio Oppo. La mostra illustrava l'evolversi della rivoluzione fascista ed era suddivisa in 13 sale espositive che, nell'ottica interpretativa fascista, ripercorrevano gli avvenimenti della storia d'Italia dal 1914 al 1922. Fin dagli esordi la mostra fu concepita non come una rappresentazione oggettiva dei fatti, basata unicamente dall'esposizione di documenti storici, ma come un'opera celebrativa e di propaganda che doveva influenzare e coinvolgere emotivamente i visitatori. Per questo motivo, accanto agli storici furono chiamati a collaborare esponenti di varie correnti artistiche dell'epoca tra i quali Mario Sironi, Enrico Prampolini, Gerardo Dottori, Adalberto Libera e Giuseppe Terragni.


Gli architetti Mario De Renzi e Adalberto Libera coprirono interamente la facciata del Palazzo dell’Esposizione, sostituendola con una struttura geometrica di colore rosso. Davanti ad essa, spiccavano quattro fasci metallici alti 25 metri, collegati alla pensilina dell’ingresso su cui poggiavano dei caratteri dai colori metallici, misuranti ognuno due metri, che formavano il titolo della mostra stessa. Ai due lati della facciata, si stagliavano due X di lamiera alte 6 metri, ad indicare l’anno decimo dell’era fascista, inaugurata appunto con la marcia su Roma. Dal punto di vista estetico, la facciata si imponeva come una fortezza od un’inesorabile e minacciosa macchina da guerra. L’itinerario della mostra conduceva i visitatori negli avvenimenti storici italiani dal 1914 al 1922, secondo una lettura fascista della storia: dal 1914 (sala A) all’adunata del Fasci d’Azione rivoluzionaria (sala B), alla guerra italiana del 1915-18 (sale C e D); dalla fondazione dei Fasci di combattimento (sala E) agli altri avvenimenti del 1919 (sale F e G); dal 1920 (sale H e I) alla presa di Fiume e della Dalmazia (sale L e M); dall’anno 1921 (sala N) fino al 1922 (sala O).

I visitatori avevano così ripercorso la storia del fascismo, assaliti dalle innumerevoli informazioni visive che straripavano dalle pareti e dalle bacheche, allestiste in maniera tale da costituire oggetti tridimensionali collocati sul percorso.

( Informazioni storiche tratte dal sito Wikipedia )

 

5-6-2020