Italia (1919-1939)
I valori stimati, laddove pubblicati, sono quelli risultanti da un'indagine conoscitiva svolta sui prezzi medi spuntati nelle transazioni effettuate sui mercati internazionali negli ultimi sei mesi da oggetti analoghi e non hanno alcun valore commerciale.
Maggiori informazioni sulla reperibilità e disponibilità dei singoli oggetti, nel rispetto delle vigenti leggi in materia, verranno fornite su richiesta.
PUGNALE DA COMBATTIMENTO PER  BATTAGLIONI DI CAMICIE NERE PRIMO TIPO CON MANICO INCISO "ADDIS ABEBA O MORTE"
Valore stimato: non disponibile - cod. nr. 24487

Foto di studio di una Camicia Nera in partenza per l'Africa con al fianco il pugnale e al collo, come ferma-fazzoletto, il teschio degli squadristi.

Il pugnale faceva parte dei cimeli di una camicia nera combattente in Africa che aveva partecipato alla conquista di Addis Abeba e prima dell'impresa aveva inciso sull'impugnatura il motto "ADDIS ABEBA O MORTE" con sopra un piccolo teschio da ardito stilizzato.


Sul finire delle operazioni nella Campagna in Africa Orientale del 1936 comparve un pugnale da combattimento per le legioni Camicie Nere, noto ai collezionisti come "pugnale da marcia", messo a punto l'anno precedente e inserito nel Regolamento 1935. Si tratta di un arma molto robusta ma al tempo stesso gradevole nella linea e costruita con ottimi materiali. Venne ideato per la Milizia che, come formazione armata del Partito Nazionale Fascista, attribuiva a questo tipo d'arma un valore quasi mistico.


Il manico, in legno naturale a sezione rettangolare, lievemente piu' stretto all'estremita' superiore e munito di quattro "denti" di presa per le dita da un lato; l'altra parte è liscia, leggermente arrotondata, per adattarsi al palmo della mano.
E' fissato al codolo con due spinotti e rosette incassate e spianate a filo del legno che caratterizzano i pugnali di primo tipo e chiuso superiormente da una calotta piatta e spessa 3 mm.
Il doppio ramo di guardia ricorda vagamente quello della baionetta del 91, ma è piatto e senza il foro per l'innesto alla canna. L'altro lato è rivolto verso l'alto e serviva per appoggiare l'indice quando si sferrava il fendente.
La lama cromata in acciao è dritta, solida, a filo e lungo controfilo, a sezione di losanga e con lungo tallone piatto. Misura 210 mm, mentre la lunghezza totale del pugnale è di 425 mm.
Nella parte superiore del tallone, contro la guardia, era posto un battente in cuoio per ammortizzare l'impatto sul bocchettone del fodero, qui mancante come spesso accadeva all'epoca. 
Sul tallone non vi sono numeri di matricola o sigle della ditta costruttrice, come in tutti gli originali.
Il fodero è costruito in ferro stampato, con un bocchettone in ottone, fissato con una vite. All'interno due lamine di cartone mantengono ferma la lama.
La caratteristica inconfondibile del fodero è la presenza nella metà superiore, di un fascio littorio, sovrastante le lettere M.V.S.N., iniziali di Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale. Era verniciato di nero del quale rimangono ancora diverse tracce sullle parti messe a nudo.
Nella parte posteriore vi è un passante metallico fisso   di piccole dimensioni che fissato con due viti. Ciò sembra indicare che il suo possessore doveva essere un ufficiale in quanto  il passante  più piccolo era adatto al cinturino da ufficiale.

(Notizie storico-collezionistiche tratte dall'articolo di Alessandro Raspagni pubblicato sul numero 40 della rivista "Uniformi & Armi" del giugno 1994)