Italia (1919-1939)
RARISSIMO BIGLIETTO DI INGRESSO AD UN CONCERTO IN GERMANIA NEL 1938 FIRMATO DAL CELEBRE MAESTRO COMPOSITORE RENATO VIRGILIO E DA ALTRI ARTISTI DELL'EPOCA
Prezzo: Euro 150,00 100,00 - cod. nr. 15133
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Il maestro compositore Renato Virgilio

Questo rarissimo biglietto d'ingresso al concerto organizzato nel Salone delle Terme di Bad Oeynahausen l'8 luglio 1938 e diretto dall'allora celebre compositore e maestro italiano Renato Virgilio, è stato firmato sul retro, come ricordo, da lui stesso e dagli altri più importanti musicisti che avevano partecipato al concerto: il primo tenore della Scala di Milano Aldo Tamagni, il baritono Domenico Marabottini e da un terzo artista del quale non è stato possibile riconoscere la firma.

Renato Virgilio nacque a Barletta da Francesco Paolo e Anna Maria Napolitano il 27 agosto 1879, sesto di ben dieci figli.
Intraprese gli studi musicali sotto la guida del maestro barlettano Vincenzo Gallo (1861-1941) proseguendoli presso il Conservatorio S. Pietro a Maiella di Napoli sotto la guida di Paolo Serrao (1830-1907), primo musicista a diplomarsi in Composizione presso il Conservatorio napoletano.
A Napoli Virgilio compose diversi lavori di grande respiro orchestrale tra i quali Spettro d’Amore su versi di Lorenzo Stecchetti, il Preludio e Duetto Scena d’Amore e bellissime canzoni in dialetto napoletano (piccolo capolavoro, Risponne tu su versi di Achille Boccia).
Trasferitosi con quasi tutti i suoi familiari a Milano ai primi del ‘900  fu molto attivo presso il Teatro Civico di Tortona ove nel 1901 diresse il Concerto di onoranza dedicato a Giuseppe Verdi, morto in quell’anno.
In tale occasione Virgilio eseguì un suo stesso lavoro sinfonico, Elegia (dedicato alla memoria dello stesso Verdi). Nel contempo, in una lunga epistola spedita da Tortona chiese e ottenne dal poeta Giosuè Carducci di metter in musica il poema "Lungi, lungi su l’ali del canto".
In quegli anni Virgilio ebbe modo di farsi notare non soltanto per il suo innato talento musicale e pianistico, le sue indiscusse capacità didattiche (ebbe numerosi allievi cantanti e pianisti, amò senza esser ricambiato una cantante tortonese di nome Maria sovente citata nelle sue epistole) e la bellezza delle sue opere riconosciuta da pubblico e critica ma anche per il suo carattere difficile e permaloso che sovente gli procurò attriti e dissidi con artisti, cantanti lirici e impresari teatrali. A Milano Virgilio ebbe modo di conoscere la frenetica vita culturale e artistica del capoluogo lombardo; maturò particolare predilezione per l’opera di Gabriele D’Annunzio. Nel 1903 ritornò per alcune settimane a Barletta a ritrovare i suoi parenti.
Fu proprio in quegli anni che Virgilio compose il suo capolavoro ossia l’opera in due atti Jana (sottointitolata Scene sarde) su libretto di Salvatore Aliaga, pseudonimo dello scrittore milanese Alberto Colantuoni (1880-1959), messa in scena al Teatro Dal Verme di Milano il 2 dicembre 1905 sotto la direzione del grande direttore d’orchestra Tullio Serafin. Jana entrò in numerosi cartelloni teatrali del primo Novecento, accostata ad altri celebri capolavori del Verismo operistico italiano di Pietro Mascagni (1863-1945) e Ruggero Leoncavallo (1857-1919) nonché divenne autentico cavallo di battaglia di celebri cantanti dell’epoca come Carmen Melis, Emma Carelli, Aristide Anceschi, Renzo Minolfi, Giuseppe Taccani, Alfredo Tedeschi. Il successo dell’opera varcò i confini nazionali; in un’epistola del 24 marzo 1906 Virgilio scrive entusiasta ai suoi cari di apprestarsi a partire per Berlino e Stoccolma dove sono previste numerose esecuzioni della sua opera.
Alla rappresentazione romana di Jana era presente il Granduca Karl Theodor il quale propose a Virgilio di trasferirsi in Germania sotto la sua protezione. In Germania, Virgilio si perfezionò con il celebre compositore Max Reger (1873-1916), intraprendendo una solida carriera di pianista e direttore d’orchestra nonché effettuando numerose tournèes dal 1915 al 1925 in Germania, Svizzera, Cecoslovacchia, Austria, Ungheria.

Stabilitosi a Berlino (ivi nel 1936 fu eseguita con gran successo la sua romanza per tenore e orchestra Addio a Venezia, cantata dal celebre Nino Piccaluga) e successivamente a Wiesbaden, Virgilio intraprese una intensa attività didattica; ebbe numerosi allievi pianisti e cantanti lirici e fu pianista accompagnatore di celebri cantanti come Enrico Caruso (con quest’ultimo effettuò una tournèe negli Stati Uniti), Beniamino Gigli, Toti Dal Monte, Boris Christoff, Mariano Stabile.

Durante la Seconda Guerra Mondiale rimase in Germania dove la disfatta militare tedesca portò con sè, tra l’altro, gravissimi problemi sociali oltre a dissesti finanziari personali del musicista.
Rimasto praticamente senza sostentamento economico e in condizioni precarie di salute, Virgilio tornò a Barletta ritrovando suo fratello  e tanti suoi amici di vecchia data.
Prima di ripartire per la Germania, il maestro barlettano Antonio Gallo (1880-1951) gli consegnò una cospicua somma in denaro.
Morì il 27 giugno 1959 a Wiesbaden mentre era intento a comporre l’opera La Morte del Re (rimasta incompiuta), anch’essa su libretto di Colantuoni. ( Notizie storiche tratte dal sito il Fieramosca )

 

26-7-2011