Italia (1919-1939)
ESEMPLARE ORIGINALE DELLA SCHEDA ELETTORALE UTILIZZATA PER LE ELEZIONI POLITICHE DEL 1934.
Prezzo: Euro 90,00 - cod. nr. 24373
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Questa scheda è stata utilizzata per le Elezioni politiche del 1934 nella sezione nr. 15 di Gorizia e porta il timbro e la firma dello scrutatore.
Un esemplare analogo è pubblicato sulla pagina di Wikipedia dedicata a queste elezioni per la nomina dei membri della Camera dei Deputati che si svolsero il 25 marzo 1934.


I nomi dei 1000 candidati, numero identico a quello del 1929, furono presentati da diversi Enti al Gran Consiglio del fascismo che formò l'elenco dei 400 candidati designati.
La legge era basata sul suffragio universale maschile, già previsto fin dal 1912. Il diritto di voto per i soli cittadini maschi era però subordinato al rientrare in alcune particolari categorie di carattere fiscale. Erano esclusi dal diritto di voto i sottufficiali (tranne i marescialli) e i militari di truppa di esrcito, marina e aeronautica.


La votazione si svolse in forma plebiscitaria. Gli elettori potevano votare SÌ o NO, per approvare o respingere in toto la lista dei deputati.
L'elettore veniva fornito di due schede di uguali dimensioni, bianche all'esterno, recanti all'interno la formula: "Approvate voi la lista dei deputati designati dal Gran Consiglio Nazionale del Fascismo?"; nella scheda con il SÌ l'interno era anche corredato da due bande tricolori, in quella con il NO la scheda si presentava bianca.


L'elettore doveva al momento del voto raccogliere entrambe le schede; all'interno della cabina elettorale si trovava una prima urna dove l'elettore lasciava la scheda scartata, per poi consegnare nelle mani degli scrutatori la scheda prescelta, affinché questi si assicurassero che essa fosse "accuratamente sigillata".
Questo farraginoso sistema aveva di fatto un effetto inibitorio verso l'elettore, che non poteva avere una certezza assoluta sulla segretezza del voto, proprio a causa di quest'ultimo passaggio, anche se formalmente la legge sembrava garantire il voto segreto.
L'elettore comunque poteva anche annullare la scheda tricolore se non avesse voluto votare a favore, apponendo un qualsiasi segno distintivo irrituale, come previsto dall'art. 79 del R.D. 2 settembre 1928, n.1993.
Nel caso, ovviamente solo teorico, di vittoria dei NO si sarebbero dovute ripetere le elezioni, con l'ammissione di altre liste proposte da enti o associazioni autorizzati dalla legge, con almeno 5000 firmatari aventi diritto al voto
(Informazioni tratte dal sito Wikipedia).


 

13-2-2020