Italia (1919-1939)
BELLISSIMA STATUA IN BRONZO DEL "BALILLA" REALIZZATA E FIRMATA DALLA FONDERIA LAGANA' DI NAPOLI 
Prezzo: Euro 750,00 - cod. nr. 25208
Questa statua in bronzo, alta circa 26 cm e del peso di più di 5 Kg, riproduce fedelmente il monumento al Balilla, collocato a Genova in Piazza Portoria.
L'opera è stata commissionata ad uno dei migliori scultori che operavano nell'ambito della Fonderia Artstistica Laganà di Napoli, una delle più famose nei primi decenni del Novecento. Il bronzo è , infatti, nobilitato dal marchio della Fonderia, impresso sulla base della statua, circostanza che garantisce si tratti di una tiratura ufficiale e non di una delle tante e incontrollate riproduzioni di questo soggetto che circolano sul mercato.
Si tratta infatti, come recita la targhetta applicata alla base di una "RIPRODUZIONE ESEGUITA A CURA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DELL'ECONOMIA GENOVA".
Con la legge 18 aprile 1926 n.731 le Camere di Commercio e Industria vennero trasformate in Consigli provinciali dell'Economia che, con la successiva legge 18 giugno 1931 n.875, vennero trasformati in Coinsigli dell'Economia Corporativa.
La targhetta ci indica, quindi, con certezza che il bronzo è stato sicuramente commissionato ed eseguito nel periodo dal 18 aprile 1926 al 18 giugno 1931, per essere, probabilmente, donato a qualche importante personaggio del regime tra i cui ricordi e cimeli è stato ritrovato a Roma.

La statua riproduce un ragazzo nell'atto di lanciare un sasso e dare  così il via ad una pagina importante del risorgimento italiano.
Era il 5 dicembre 1746 sul tramontare, quando un drappello di soldati austriaci trascinava per la via di Portoria il mortaio “Santa Caterina” prelevato alla Cava dalle alture di Carignano, ma ad un certo punto la strada sprofondò sotto il peso del mortaio. I soldati in malo modo chiesero alla gente del posto un aiuto e quando un caporale alzò il bastone contro un uomo per farsi ubbidire, il popolo perdette la pazienza e gridando “Che l’inse?” (chi la incomincia ?), un ragazzo, in genovese “Balilla”, lanciò il primo sasso, una pioggia di altri sassi venne scagliata sugli invasori austro-piemontesi che furono costretti ad abbandonare il mortaio e darsi alla fuga. Dopo 5 giorni di battaglia dovettero abbandonare Genova
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L’identificazione personale del Balilla in Giambattista Perasso nato nel 1729 nella parrocchia di Pratolongo di Montaggio, è apparsa ad un secolo di distanza, nel 1845.
A lui si è contrapposto, nel 1865 un altro Giambattista Perasso nato nel 1735 nella parrocchia di Santo Stefano in Portoria. La Società Ligure di Storia Patria, invitata dal Municipio e dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 1927 a riferire sulla tormentata questione ha risposto che, allo stato attuale delle conoscenze e della documentazione, non è possibile identificare con sicurezza il “ragazzo delle sassate”. Della sua esistenza e del fatto, non può esserci dubbio; un dispaccio inviato al governatore di Venezia in data 23 gennaio 1747 parla di un manifesto del nuovo governo contenente la frase ”la prima mano onde il grande incendio si accese, fu quella di un picciol ragazzo, quel diè di piglio ad un sasso e lanciollo contro un ufficiale tedesco".

Il fascismo in seguito, prospettatosi come prosecuzione del Risorgimento, riesumò il nome “Balilla” usando come strumento di propaganda il significato intrinseco dell’eroico gesto di Giambattista Perasso.
Infatti il termine “Balilla” fu inteso nel significato delle modeste dimensioni, della forza, dell’innovazione, del vigore, della giovinezza e quindi della novità e perciò in piena sintonia con i tempi. E' sull'onda di queste idee che si diede origine all'"Opera Nazionale Balilla", istituita nel 1926 come un’organizzazione finalizzata a infondere nei giovani il sentimento della disciplina e dell’educazione militare.
(Notizie storiche tratte dal sito "Storia della statuina Balilla)
 

1-2-2020