Italia (1919-1939)
RARA CARTOLINA DELLA 154° LEGIONE "DOMENICO MASTRONUZZI" DI TARANTO
Prezzo: Euro 120,00 - cod. nr. 24488
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Paolo Paschetto

Questa bellissima cartolina, non viaggiata, rientra nel ristretto nmero di cartoline "rare" tra tutte quelle realizzate per commemorare le Legioni della M.V.S.N. La cartolina di grande formato (10 x 15) è stata disegnata da Paolo Paschetto  e stampata dalle Edizioni d'Arte V.Boeri di Roma.


La 154° Legione "Domenico Mastronuzzi" porta il nome dello studente fascista, nato a Taranto il 14.9.1903   e morto l'8 maggio 1921  a Taranto, colpito da un colpo di rivoltella sparatogli da alcuni manifestanti comunisti. Caricato su una carrozza  venne nuovamente fatto oggetto del fuoco nemico  e ancora colpito. Spirò prima di giungere  all'ospedale di Taranto.

La Legione era inquadrata nella XIII° Zona (Puglie) con comando a Bari. Nel 1939 fu mobilitato il CLIV battaglione, assegnato alla 3° Divisione CC.NN. "3 Gennaio", impiegata il Libia allo scoppio della guerra.


Paolo Paschetto (Torre Pellice, 12 febbraio 1885 – Torre Pellice, 9 marzo 1963), era il terzogenito di Enrico, pastore valdese, e di Luigia Oggioni, appartenente alla Chiesa evangelica libera italiana.
Paolo, educato nel rigore e nell'austerità, studiò al liceo classico Terenzio Mamiani e poi all'Istituto di Belle Arti di via di Ripetta. Il padre, diplomato in Teologia a Ginevra, venne a Roma nel 1889 per insegnare Ebraico ed Esegesi biblica.
Nel 1907, insieme a Umberto Vico, vinse il concorso per il biglietto da cinque lire. Insegnò Disegno alla Scuola metodista di Roma. Eseguì numerosi ex libris e pannelli decorativi; visioni equilibrate, raffinate. L'estetica di Paschetto è lontana dalla monumentalità e dalla retorica che caratterizzano gran parte degli autori suoi contemporanei.
Nel 1912 Paschetto pose in opera il suo maggiore e più noto impegno: la decorazione del tempio valdese, a Roma, in piazza Cavour. Arruolato allo scoppio della prima Guerra mondiale, fu congedato nel 1916 per problemi alla vista.


Decorò le lunette e il fregio, nell'anticamera e nell'ufficio del ministro, al ministero dell'Istruzione (1928). Negli anni '30 collaborò con la Nazareno Gabrielli, ditta di Tolentino, per la produzione di oggetti in cuoio e in ferro. A Roma espose in varie occasioni: III Esposizione internazionale della Secessione Romana, 1915; mostra del Gruppo romano incisori, 1927; mostra alla Camera degli artisti, in piazza di Spagna, 1930; Mostra della Società Amatori e Cultori d'arte, 1929, 1932 e 1934 e partecipò a mostre all'estero, Nel campo della filatelia progettò: Prua di galea romana, concorso del 1921; Italia turrita, Lupa romana e Vittorio Emanuele III, emessi nel 1929; la serie Libertà e rinascita. Dopo la guerra vinse il concorso per l'Emblema della Repubblica Italiana approvato dall'Assemblea Costituente con una votazione avvenuta il 31 gennaio 1948. Il progetto iniziale venne però fortemente modificato per ragioni non artistiche. I bozzetti sono esposti a Roma, all'Archivio Centrale dello Stato.

(Notizie storiche  ricavate da Wikipedia)

 
   

30-4-2020