Germania (1919-1945)
RARISSIMA MEDAGLIA RICORDO "WEIHNACHT 1944" ( NATALE DEL 1944 ) TRASCORSO VICINO A BOLOGNA DAL "I./1060" DELLA 362.INFANTERIE DIVISION
Prezzo: Euro 450,00 300,00 - cod. nr. 24022

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Lo stemma della 362.Infanterie Division
La lapide che ricorda i caduti della divisione al Passo della Futa
Il Generalleutnant Heinrich Greiner, comandante della 362.Infanterie Division
La copertina del 2° volume "La Gotica ritrovata" con la storia del ritrovamento di un altro esemplare di questa medaglia sul campo di battaglia

Questa rarissima medaglia ottagonale, realizzata in metallo di guerra brunito, è stata prodotta sicuramente sul luogo dove si trovava il "I./1060" (1° Battaglione del Grenadier Regiment 1060) in forza alla 362.Infanterie Division.
Sul fronte, in rilievo, è disegnata un Italia stilizzata attraversata dalle parole "Weihnacht 1944" (Natale del 1944).
Sul retro, sempre a rilievo, una balestra con una freccia incoccata con la scritta "I./1060" che stava ad indicare il primo battaglione del 1060° reggimento granatieri che, in quella data, apparteneva alla 362.Infanterie Division.
La medaglia, che ha curiosamente la forma dei distintivi italiani di alcune unità della RS.I. come ad esempio il Battaglione Lupo della X°Mas, misura circa 38 mm di larghezza. In alto ha una fessura nella quale passava un cinturino di cuoio che veniva assicurato al bottone della tasca destra della giubba.


Il Granadier-Regiment 1060 venne formato il 12 febbraio 1944 a Nikolsburg dalla trasformazione del Grenadier-Regiment 1033 in seno alla 92.Infanterie Division che in aprile venne dislocata a Viterbo e sui Colli Albani. Questo gruppo di combattimento venne sciolto il 20 giugno 1944 per essere assorbito nei ranghi della 362.Infanterie Division.
Questa divisione era stata costituita il 15 novembre 1943 in Nord-Italia con lo Stato Maggiore e i quadri della disciolta 268.Infanterie Division che aveva aspramente combattuto sul fronte orientale fin dal 1941 sotto il comando del Generalleutnant Heinrich Greiner. A quest'ultimo venne affidato il comando della nuova divisione che nel dicembre del 1943 si dislocò sulla costa adriatica alle dipendenze della 14.Armee del Generaloberst Eberhard von Mackensen, che era stata ricostituita il 18 novembre nel Nord Italia per controllare le forze aggregate all'Heeresgruppe B. Il comando era collocato a Cola'di Lazise sul lago di Garda.


Dal 20 novembre 1943 al 21 gennaio 1944 le unità della 14.Armee vennero impiegate in ben 61 azioni di combattimento, prevalentemente di guerriglia antipartigiana, nell'Italia settentrionale.
Dal 22 gennaio al 4 marzo 1944 l'armata venne dislocata con i suoi 145.000 uomini e buona parte dei 174.000 della 10.Armee, in prossimità del fronte della Linea Gustav sul Garigliano, a est e sud-est di Frosinone e nella testa di ponte di Anzio. All’arrivo delle truppe tedesche sulle posizioni del
Garigliano e del Sangro, corrispose lo sgombero e la distruzione di dozzine di centri abitati per creare il "campo di tiro" e far posto alle fortificazioni difensive. Lo stesso avvenne
nelle campagne di Latina, sgomberate dai civili trasferiti al Nord, e rese impraticabili e incoltivabili con la distruzione degli impianti di bonifica.
Le autorità militari di occupazione direttamente o attraverso l’Organizzazione Todt prelavarono decine di migliaia di uomini da adibire alla costruzione di fortificazioni campali come la Linea Bernhard e la vicina Linea Gustav, sul Garigliano, o la Linea Senger.
La 14.Armee costituì ad hoc un comando per la lotta alle bande (Stab für Bandenbekämpfung Major Herrmann) e, successivamente, un comando affidato ad un colonnello delle truppe corazzate ,denominato Bandenkampfstab Oberst Schanze (Stato Maggiore per la lotta alle bande del colonnello Schanze ). Le azioni condotte da questi comandi e dalle loro truppe furono tra le più sanguinose che videro le aree rurali del Lazio e della Toscana. Le truppe tedesche colpirono con durezza già sperimentata altrove: villaggi montani furono messi a ferro e fuoco, esecuzioni sommarie e eccidi dei quali furono vittime anche donne e bambini.


Con l’arrivo del fronte sulle posizioni di Cassino alla fine del 1943 e lo sbarco alleato ad Anzio/Nettuno il 22 gennaio 1944, il comando della 14.Armee assunse il controllo delle truppe impegnate contro la testa di ponte. Ai suoi ordini si trovavano il XI corpo d’armata aereo, sostituito poi dal I.Fallschirmkorps presso Valmontone ed il LXXVI Panzer a Frascati. La sua zona di operazione si estendava sulle province di Perugia, Terni, Rieti, Roma, Viterbo, parte di quelle di Littoria e, verso nord, di Grosseto. Oltre alla responsabilità del fronte di Anzio/Nettuno, l’armata presidiava la costa tirrenica fino al corso dell’Ombrone ed inoltre svolgeva compiti di sicurezza (lotta alle bande) nei territori delle sue retrovie.
Seguirono cinque mesi di intensi combattimenti: le tre battaglie di Montecassino,la prima tra il 17 gennaio ed il 18 febbraio, la seconda tra il 15 ed il 23 marzo e la terza e ultima, tra l’undici ed il 18 maggio, e quelle sul fronte di Anzio, le fallite sanguinose controffensive tedesche di febbraio e marzo e, infine, l’ultima spallata delle truppe alleate che, in meno di quattro settimane, portò alla liberazione del Lazio.


La 362.Infanterie Division del Generalleutnant Greiner, che nel gennaio 1944 si trovava a Roma con alcune unità dislocate all'Isola d'Elba, prese parte a molti di questi combattimenti a partire dal febbraio, soprattutto nell'area di Nettuno. L’offensiva alleata di fine maggio la coglie sulle posizioni di fronte a Cisterna, dove avviene  lo sfondamento. Il 27 maggio tre battaglioni della divisione sono schierati tra Lanuvio e Velletri. Combatte intorno a Velletri e Monti Albani fino al 31 maggio, sul Monte Cavo e a Rocca di Papa. Si ritira verso Roma lungo le strade a sud-est della capitale, la Via Appia, la Anagnina e la Tuscolana.
Ritirata dal fronte in Toscana e collocata nella Valle dell’Arno, la divisione viene riorganizzata dopo le gravi perdite subite; i due reggimenti di fanteria 954 e 956 sono dissolti e sostituiti con i reggimenti di fanteria 1059 e 1060 della 92. Infanterie-Division, a sua volta dissolta.
La divisione combatte sull’Arno, a Siena e Firenze e si ritira attraverso l’Appennino verso il Passo della Futa da dove raggiunge Bologna nel novembre del 1944 e si unisce alle forze della 10.Armee, agli odini del General der Panzertruppen Joachim Lemelsen il cui comando era dislocato a Pizzocalvo . Proprio a Bologna la divisione e il suo I./1060 trascorrono la notte di Natale del 1944, ricordata dalla medaglia.
La 362. ID ritorna quindi in azione sulla linea Gotica, combattendo a sud di Bologna nel dicembre 1944 ed agli inizi del 1945, sino ad essere investita dalla grande offensiva alleata del Senio ed essere accerchiata e costretta alla resa il 23 aprile 1945. Il comando della divisione era stato assunto nel gennaio del 1945 dal Generalmajor Friedrich von Schellwitz.


Il Granedier-Regiment 1060, prima di unirsi alla 362.Infanterie Division nel giugno 1944, era in forza alla 92.Infanterie Division ed aveva operato nella zona di Grosseto in azioni antipartigiani. Il 6-9 marzo nell'area a sud di Manciano aveva arrestato 20 partigiani e fucilato un tenente italiano che si era unito a loro, catturando anche tre disertori tedeschi e dando alle fiamme gli edifici che avevano ospitato i "banditi".


Heinrich Greiner era nato ad Amberg in Baviera il 12 agosto 1895. Il 3 agosto 1914 era entrato come allievo ufficiale nel 13. Bayerischen Infanterie-Regiment "Kaiser Franz-Joseph von Österreich" ad Ingolstadt. A metà settembre venne inviato sul fronte occidentale come Gruppenführer, Zugführer e infine come comandante di una MG-Kompanie dopo 4 anni di fronte. In questo periodo era stato ferito nelle Fiandre ed era tornato al suo reparto.
Dopo l'armistizio del 1918, ritornò nella fortezza di Ingolstadt in Austria rimanendo in seno all'esercito. Più tardi fece l'insegnante tattico all'Accademia Militare di Monaco. All'inizio della seconda guerra mondiale era comandante del III. Bataillons des Infanterie-Regiments a Tomaszow in forza alla 27.Infanterie Division con il grado di Oberstleutnant quando le forze tedesche invasero la Somme.
Promosso Oberst ( Colonnello ) il 1 novembre 1940 assunse il comando dell' Infanterie-Regiments 499 della 268. Infanterie-Division a Modlin prima dell'invasione della Russia.
La divisione era parte del 24. Panzerkorps di Guderian che venne coinvolto in pesanti combattimenti difensivi a Jelnja sulla testa di ponte del fiume Desna. Il suo reggimento era dislocato sul lato più esterno del sistema difensivo dove resistette per alcune settimane e per tale azione Greiner venne decorato con la Ritterkreuz il 22.9.1941. Da allora i suoi soldati gli dettero il soprannome di "Leone di Jelnja". Dopo aver consentito con la sua strenua difesa, la ritirata della divisione, e con l'arrivo del freddo e del fango il reggimento a Macejewo dovette ancora sostenere violenti attacchi russi sul fianco sinistro della divisione.
Il 6 gennaio 1942 gli venne affidato il comando della 268. Infanterie-Division e due mesi dopo venne promosso Generalmajor. A quei tempi la situazione della 4.Armee era veramente disperata: dislocata sulla pista Roslawl - Juchnow senza alcun contatto con la 9.Armee più a nord. La divisione entrò in azione verso nord a Gshatsk combattendo disperatamente nel tentativo di salvare la situazione. Dopo esser riuscita nel suo tentativo, la divisione ebbe un periodo di calma e di ricostituzione degli effettivi. Ma con l'inizio della grande offensiva russa venne nuovamente coinvolta nel vortice dei combattimenti suvbendo tali perdite da essere definitivamente sciolta.
Heinrich Greiner, promossso Generalleutnant, assunse il comando della 362.Infanterie Division in Italia, dove chiese di essere raggiunto dai superstiti della sua divisione disciolta. Seguirono le battaglie sulla testa di ponte di Anzio-Nettuno, a Velletri, sui colli Albani e intorno al lago Trasimeno. Per la sua difesa della piazzaforte di Velletri venne decorato con le Foglie di Quercia il 5 settembre 1944. Rimasto ferito dovette lsciare il comando della divisione al Generalmajor Alois Weber. Più tardi venne assegnato alla Riserva dell'OKH dove fu fatto prigioniero dagli americani. Venne rilasciato il 27 giugno 1947. E' morto il 19 novembre 1977 a Rottach-Egern in Baviera.

 
 
 

 23-1-2019