Italia (1919-1939)
RARA MEDAGLIA COLONIALE COMMEMORATIVA DELLE BANDE "DUBAT" IN AFRICA ORIENTALE ITALIANA
Prezzo: venduto - cod. nr. 25199
Un guerriero Dubat di guardia alla frontiera
Bellissima e rara medaglia in bronzo commemorativa delle "Bande Armate di Confine" costituite da guerrieri "Dubat".
La medaglia misura 30 mm. ed il suo bozzetto è stato ricavato da una famosa cartolina.
Sul dritto, infatti, è rappresentato il volto di un guerriero Dubàt affiancato alla testa di un leone, con in alto la scritta "OVUNQUE PRESENTI". Sul rovescio il caratteristico pugnale Dubat sovrapposto ad un grande fascio littorio con in basso la scritta "BANDE ARMATE DELLA SOMALIA". Dall'impugnatura pende una dragona smaltata di verde.

Così sul retro della cartolina, venivano defini i Dubat: "Per lunghi anni sulla frontiera si ersero arditi e sprezzanti per proteggere la terra somala benedetta dal tricolore. Spezzarono in pochi - ma con gran cuore - la tracotanza abissina a Ual-Ual. Accolta la sfida di guerra formarono falange - travolgente nell'attacco - pronta all'inseguimento - fedele a tutta prova. Sono espressione purissima di forte razza guerriera".
Fino all’avvento del governo fascista la Somalia era soggetta a incursioni e razzie compiute da predoni provenienti dal territorio abissino. Le autorità italiane, per porre fine alle razzie, offrivano doni e rupie ai predoni, i quali però facevano ritorno una volta terminato il bottino. Nei territori sultaniali di Obbia e Migiurtinia si armarono per ribellarsi all’autorità italiana sotto la guida del vecchio capo Osman Mahammud.
Fino al 1924 le incursioni rimasero all’ordine del giorno ed era nell’aria una rivolta. Il governatore De Vecchi però non lasciò sfuggirsi di mano la situazione ed incaricò il colonnello Camillo Bechis, da molto tempo in Somalia, di formare delle speciali bande di frontiera esperte ed addestrate nel loro compito, da affiancare alle truppe regolari. La guerra che si annunciava era infatti di movimento e d’imboscata.

Il colonnello Bechis formò in breve numerosi reparti di frontiera e i nuovi militi vennero chiamati "Dubat", cioè "turbanti bianchi" dal colore del loro caratteristico copricapo (dal somalo ‘dub’, turbante, e ‘àt’, bianco).
La scelta fu accuratissima e i risultati ottenuti dall’impiego delle bande, ne furono conferma più tangibile. Il reclutamento venne fatto esclusivamente fra elementi delle "cabile" di frontiera che potevano dare un sicuro affidamento oltre che per lo spirito combattivo e la straordinaria resistenza, anche pel fatto che conoscevano il terreno e le genti con le quali avrebbero avuto probabilità di incontrarsi o per fare la guerra o per impedire razzie e sconfinamenti.
Lo scopo era quindi duplice: avere a disposizione una truppa sceltissima da impiegarsi come reparto d’assalto e garantire nel contempo le frontiere del Kenia e dell’Abissinia, ma specialmente quest’ultima, dalle invasioni dei predoni che erano considerati invincibili dai nostri sudditi e ciò per il semplice fatto che per il passato avevano sempre avuto la briglia un po’ troppo sciolta.

Il 23 luglio 1924 con l'arruolamento degli uomini più prestanti e coraggiosi della Somalia furono costituite le "Bande Armate" e la prima linea di Dubàt venne stabilita fra Dolo e Belet-Uén, ossia fra le testate del Giuba e dell’Uebi Scelebi (il fiume dei leopardi) e i primi risultati superarono ogni più rosea previsione. Al comando delle varie bande vennero assegnati quasi sempre ufficiali provenienti dagli alpini.
Per il loro ardimento, la grande mobilità e l'impeto nell'assalto ebbero l'appellativo di "Bersaglieri Neri", parteciparono a tutti gli eventi bellici nell’Africa Orientale Italiana (Eritrea, Etiopia, Somalia) fino alla sconfitta bellica che portò all’occupazione di quei luoghi da parte degli Alleati.
Il loro coraggio, il loro ardimento ed il loro sprezzo del pericolo e della morte avevano qualcosa di non comune, appartenente alle usanze ed alla stirpe stessa di questi combattenti. Caratteristica principale dei Dubàt era la velocità, la capacità di viaggiare per giorni interi o settimane sotto un sole rovente resistendo ad ogni disagio, viaggiando senza scorte di acqua o cibo. 
 
La cartolina dedicata ai Dubat, ricavata da un manifesto d'epoca

30-1-2021