Italia (1919-1939)
RARISSIMA CARTOLINA DELLA 37° LEGIONE CC.NN. "MARCELLO PRESTINARI" DELLA M.V.S.N. DI TORINO
Prezzo: Euro 150,00 - cod. nr. 24491
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Il Generale Marcello Prestinari

Probabilmente una delle più rare cartoline tra quelle realizzate per le legioni della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, dedicata alla 37°Legione M.V.S.N. "Marcello Prestinari" di Torino.


Di questa Legione, appartenente alla 1° Zona (Piemonte) insieme ad altre 11 Legioni, si sa poco o niente. Era costituita su cinque coorti, delle quali la IV dislocata a Chivasso e la V a Ivrea. Apparentemente non fu mai mobilitata e quindi si presume sia rimasta in sede a Torino, al contrario della altre due legioni torinesi, "Sabauda" e "Alpina". Porta il numero "37" quindi fu sicuramente costituita in periodo successivo a quello delle due legioni concittadine. La Legione porta il nome onorifico di "Marcello Prestinari", generale dell'esrcito, caduto in combattimento e MOVM.


La cartolina raffigura in primo piano lo stendardo della legione con sotto gli stenmmi del comune di Torino e del Regno, In alto a destra la basilica si Superga e sullo sfondo le montagne piemontesi innevate. Un nastro azzurro attraversa tutta la scena, con il motto della legione in oro "PER L'ITALIA NON PER NOI".


Marcello Prestinari di Carlo e di Margherita Vanagoni, nacque a Casalino Novarese il 19 aprile 1847 e morì in combattimento sull’Altipiano di Asiago il 10 giugno 1916. Avviato nel settore agricolo, abbandonò la vita dei campi per quella delle armi per il quale si sentiva irresistibilmente attratto.  Dalla Scuola Militare di Fanteria uscì nel 1867 sottotenente nel 2° reggimento bersaglieri e dopo aver partecipato alla campagna contro il brigantaggio nell’Italia meridionale, passò al 7° reggimento bersaglieri dove fu promosso tenente nel 1876.


Capitano da tre anni, fece parte nel 1887 della spedizione del generale S. Marzano, in Eritrea ed a Massaua meritò una medaglia d’argento al valor civile. Rimpatriato nel 1889 e tornato al 7° reggimento bersaglieri, il 29 giugno ottenne la medaglia d’argento al v. m. per aver affrontato un militare che, improvvisamente impazzito, aveva ucciso un ufficiale e ferito alcuni soldati.
Ritornato in Africa nel 1894 al comando di una compagnia indigeni del battaglione Toselli, nel fatto d’arme di Coatit del 13 e 14 gennaio 1895, ottenne la seconda medaglia d’argento al v. m. Promosso maggiore nel luglio, ebbe il comando del battaglione cacciatori e poi del forte di Adigrat nel quale, dal 1° marzo 1896, resisté per oltre due mesi valorosamente all’assedio degli abissini. Fu perciò decorato della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.


Rientrato in Italia nel 1897, assunse il comando del XXIII battaglione del 12° reggimento bersaglieri e nel dicembre 1898, con la promozione per merito di guerra a tenente colonnello, passò al 6° bersaglieri. Nel gennaio 1903, con la promozione al grado di colonnello, assunse il comando del 45° reggimento fanteria e, nell’ottobre 1904, lasciò il servizio attivo per limiti di età.


Alla dichiarazione di guerra all’Austria, nel maggio 1915, a domanda, venne richiamato col grado di maggiore generale ed assunse il comando della XII brigata di milizia territoriale, dislocata in seconda linea verso l’Altipiano di Asiago. Durante l’offensiva austriaca nel Trentino, chiese insistentemente ed ottenne, il 6 giugno 1916, il comando della brigata Etna, in prima linea, con la quale respinse gli attacchi avversari che da Asiago e da Gallio tentavano di aprirsi la strada per Bassano. Il 10 giugno, nel pieno della battaglia, colpito da pallottola di shrapnel all’addome e trasportato al posto di medicazione, si spense mentre chiedeva notizie del combattimento. Alla sua memoria venne conferita, con moto proprio sovrano del 9 luglio 1916, la medaglia d’oro al v. m. (Notizie storiche tratta edal sito della Associazione Nazionale Combattenti FF.AA. Regolari Guerra di Liberazione)

 
   

2-4--2020