Italia (1919-1939)
TAGLIACARTE COMMEMORATIVO DELLA CROCIERA AEREA TRANSATLANTICA ( ITALIA - BRASILE ) DI ITALO BALBO NEL 1930-31
Prezzo: Euro 450,00 - cod. nr. 24626
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Il marchio del fabbricante "F.M. Lorioli F.lli Milano" sotto le ali
Italo Balbo
Raro tagliacarte in metallo argentato, realizzato dalla ditta milanese "F.M. Lorioli & Castelli",  per commemorare la prima trasvolata atlantica "Italia-Brasile" effettuata dal Comandante Italo Balbo con i suoi 14 idrovolanti "Savoia Marchetti S55A" e 56 uomini di equipaggio.
Il tagliacarte a forma di pugnale, che misura 20 cm. di lunghezza, ha la "guardia" che riproduce la vista frontale a sbalzo, di un idrovolante S55 di circa 60 mm di lunghezza e 16 mm di altezza. Sono così evidenziati quei dettagli che lo caratterizzarono e che erano il notevole spessore dell'ala, che nell'interno della sua struttura permetteva l'inserimento della cabina e l'intercomunicabilità fra questa e gli scafi, la forma del radiatore il cui surriscaldamento creò  problemi non indifferenti, e le eliche in legno che non risultarono idonee per voli accompagnati da piovaschi che le danneggiavano erodendone la verniciatura.
Sul retro delle due ali è inciso il nome del fabbricante "F.M. LORIOLI & CASTELLI MILANO". Sulla parte frontale dell'impugnatura è riprodotto in rilievo un fascio littorio. Sui du lati della lama corre la scritta incisa "CROCIERA ATLANTICA ITALIANA A-IX". Il tagliacarte è in eccezionali condizioni di conservazione.

Nel 1925 si concretizzò l'instaurazione del governo di Benito Mussolini , che attraverso il Generale di Squadra Aerea Italo Balbo diede impulso allo sviluppo dell’Arma Aeronautica che ad Orbetello portò quella che allora fu' definita l’Università del Volo ossia la scuola N.A.D.A.M. (Navigazione Aerea d’Alto Mare).
Ad Orbetello,nell'inverno del 1930 iniziò, intorno alle acque della laguna , l'avventura dei 14 idrovolanti S55 che sorvolarono l'Atlantico fino a raggiungere il Brasile sotto ordine del comandante Italo Balbo, ansioso di partire.
Purtroppo, quando tutto era ormai pronto, le pessime condizioni atmosferiche per tutta la lunghezza del tragitto, negarono la desiderata partenza. Cosi' la mattina di mercoledi' 15 dicembre, data fissata per prendere quota, vide tornare tutti alle ordinarie mansioni. La mattina del 16 non registrò alcun miglioramento climatico, perciò le squadriglie degli S55 furono costrette a rinunciare ancora una volta ad alzarsi in volo. L'attesa termino' solo il giorno seguente, venerdì 17. Alle 4 in punto della mattina suonò la sveglia ai 56 trasvolatori divisi in 14 equipaggi.
L'idroscalo "Brunetta" era ancora immerso nel buio, con la luce intermittente dei riflettori che illuminava i velivoli ancora coperti. Di certo Italo Balbo, che aveva scelto come punto di partenza la laguna di Orbetello per l'amore che nutriva per questo posto, avra' sentito una forte emozione al momento dell'alzabandiera.
Fu, infatti, proprio il suo aereo il primo ad alzarsi in volo, alle 7 e 45, seguito immediatamente dagli altri compagni di viaggio che con lui avrebbero percorso i 10.400 chilometri che li separavano da Rio de Janeiro. Soltanto 10 dei 14 idrovolanti che si alzarono in volo arrivarono in America meridionale, gli altri andarono invece incontro ad un esito diverso, per alcuni di loro, tragico.
Un intero equipaggio mori', infatti, in un decollo fallimentare, a seguito del quale l'apparecchio ricadde subito dopo essersi alzato. In circostanze analoghe perse la vita un altro trasvolatore, mentre gli altri due aerei che non arrivarono a destinazione, mancarono di poco la meta, cadendo in mare prima del compimento dell'ultima tappa, quella che li avrebbe portati da Bahia alla capitale brasiliana. Alle 16 e 10 dell'11 gennaio 1931, nei cieli di Rio, quei motori in cui rombavano 1200 cavalli, annunciarono l'arrivo dei trasvolatori partiti da Orbetello al seguito di Italo Balbo, il primo che alle 16 e 35 toccò terra.

Il Savoia-Marchetti S.55 fu progettato dall'ing. Alessandro Marchetti che usò l'intelligente caratteristica di unire a due propulsori le eliche, di cui una era spingente l'altra traente.
Questi propulsori erano alloggiati in un'unica gondola motrice sul piano di simmetria del velivolo: ciò evitava i problemi giroscopici e gli imbardanti dovuti a possibili dissimetrie di spinta o avarie di una normale disposizione bimotore. Particolarmente ben progettati erano i due scafi: sfruttavano una struttura cellulare che permetteva il galleggiamento anche in condizioni critiche di danneggiamento e acque mosse. Il velivolo venne inizialmente respinto dalla commissione giudicatrice del commissariato dell'Aviazione perché ritenuto troppo ardito, nonostante rispondesse alle specifiche richieste, e gli venne preferito un modello piu convenzionale. Piu tardi venne riesaminato e finalmente gli vennero riconosciuti gli indubbi pregi e venne adottato.

( Notizie storiche e foto tratte dal sito "Orbetello Idroscalo " )  
La pubblicità degli oggetti ricordo, apparsa sul numero unico della Trasvolata, con in alto il tagliacarte
Il servizio sul "Tagliacarte con le ali" pubblicato sul nr. 165 di "Uniformi e Armi"
 
Lo scalo di Orbetello Un S.55 in volo
L'SS.55 visto di fronte
L'SS.55 visto di lato
 

8-7-2020