Italia (dopo il 1945)
MEDAGLIA COMMEMORATIVA DI GIORGIO ALMIRANTE 1914-1988 REALIZZATA DA "DESTRA NAZIONALE"
Prezzo: Euro 90,00 - cod. nr. 24782
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Giorgio Almirante
Negli anni '70/80 era molto di moda tra i partiti politici distribuire ai propri elettori o simpatizzanti, oggetti ricordo come medaglie e portachiavi.

Questa medaglia, in metallo argentato e smalti tricolori, è stata prodotta poco tempo dopo la morte di Giorgio Almirante avvenuta il 22 maggio 1988 a Roma.
E' decorato su una faccia della medaglia con il profilo di Giorgio Almirante rivolto a sinistra con intorno il suo nome e le date di nascita e morte (1914-1988) in rilievo. Sull'altra faccia al centro appoggiato sopra un fascio  la fiamma tricolore, simbolo del Movimento Sociale Italiano con intorno le parole "DESTRA NAZIONALE".
Misura 36 mm di diametro.


La nuova formazione politica "Destra Nazionale" venne fondata nel 1972 con la fusione tra Movimento Sociale Italiano e Partito Monarchico, e rimase in vita fino al 1994, anno di costituzione della nuova entità politica Alleanza Nazionale.


Giorgio Almirante (Salsomaggiore Terme, 27 giugno 1914 – Roma, 22 maggio 1988) apparteneva a una famiglia di origine aristocratica molisana: gli Almirante erano stati dal 1691 i duchi di Cerza Piccola (Cercepiccola). Molti suoi parenti erano attori. Il padre, Mario Almirante, attore e direttore di scena nella compagnia di Eleonora Duse e in quella di Ruggero Ruggeri, e in seguito regista del cinema muto. A causa del lavoro paterno, Giorgio Almirante visse i primi 10 anni di vita in giro per l'Italia. Dopo molte vicissitudini la sua famiglia si stabilì poi a Torino e infine a Roma. Parallelamente agli studi, compiuti a Torino presso il Liceo Classico Vincenzo Gioberti,[3] cominciò la sua carriera come cronista presso il quotidiano fascista Il Tevere. In quegli anni si iscrive al Guf di Roma e ne diviene fiduciario; In questi anni si solidifica in Almirante la fede fascista, animato da una profonda lealtà verso Mussolini e il Fascismo, che non rinnegherà mai per il resto della vita.


Alla costituzione della Repubblica Sociale Italiana Giorgio Almirante vi aderì, arruolandosi nella Guardia Nazionale Repubblicana con il grado di capomanipolo.  Il 30 aprile 1944 Almirante fu nominato capo gabinetto del ministero della Cultura Popolare presieduto da Fernando Mezzasoma. Il Minculpop (Ministero della Cultura Popolare) della R.S.I., gestiva l'ideazione e produzione dei messaggi propagandistici attraverso il Nucleo Propaganda, diretto da Giorgio Almirante in qualità di Capo di Gabinetto del Ministro, e appositamente creato per lo svolgimento e la direzione sul fronte della "guerra psicologica", che scelse di concentrare gli sforzi su manifesti e volantini mobilitando grafici, illustratori, compositori e addetti stampa.I


Dal 25 aprile 1945 fino al settembre 1946, pur non essendo ufficialmente ricercato, rimase in clandestinità.Il 26 dicembre 1946 Almirante partecipò a Roma alla riunione costitutiva del Movimento Sociale Italiano (MSI) facendo parte della prima giunta esecutiva. Ne divenne il 15 giugno 1947 segretario della giunta esecutiva, dal '48 segretario nazionale e mantenne la carica fino al gennaio 1950. Nonostante il clima politico di quei tempi, Almirante riuscì eletto in Parlamento fin dalla prima legislatura (1948) e fu sempre rieletto alla Camera dei deputati.
Nel 1950 Almirante fu sostituito alla guida del MSI da Augusto De Marsanich. Dopo la morte del successivo segretario Arturo Michelini, Almirante tornò il 29 giugno 1969 al vertice del partito. Nel maggio 1972, grazie anche alla fusione con il Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica il MSI ottenne il suo massimo storico alle elezioni politiche (diventando MSI-Destra Nazionale), 8,7% alla Camera e 9,2% al Senato, eleggendo 56 deputati e 26 senatori. Nel giugno del 1984 Almirante sorprese l'intero mondo politico italiano recandosi insieme con Pino Romualdi a rendere omaggio alla camera ardente di Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano allestita presso la sede centrale di via delle Botteghe Oscure. Qui si mise in fila insieme con tutti gli altri convenuti finché, notato, fu accolto da Giancarlo Pajetta e accompagnato presso il feretro. Assunta Almirante riferì poi che, alla notizia della morte di Berlinguer, Almirante pianse. Le sue condizioni di salute lo obbligarono nel 1987 ad abbandonare la segreteria del partito, a favore del suo delfino Gianfranco Fini, già segretario del Fronte della Gioventù.Il 24 gennaio 1988 fu eletto presidente del partito dalla maggioranza del comitato centrale. Morì a Roma alle 10:10di domenica 22 maggio dello stesso anno per emorragia cerebrale. (Notizie storiche tratte da Wikipedia)
 

 

4-9-2020