Italia R.S.I.
BASCO ORIGINALE KAKI DA UFFICIALE DEL GRUPPO ARTIGLIERIA "COLLEONI" DELLA DIVISIONE DECIMA DELLA R.S.I.
Prezzo: venduto - cod. nr. 22134
Il manifesto stampato a Torino a cura dell'Ufficio Stampa e Propaganda della "X Mas" nel settembre 1944.

Bellissimo basco in tela kaki appartenuto ad un ufficiale del Gruppo Artiglieria campale “Colleoni”,  della Repubblica Sociale Italiana, nominalmente costituito nel marzo 1944 a La Spezia - San Bartolomeo dal Magg. Guido Borriello della X Mas, nell'ambito del 3°Reggimento Artiglieria di Marina della Divisione Decima.


E' completo del fregio ricamato in canutiglia dorata di primo tipo. Sottufficiali anziani e ufficiali furono infatti provvisti, nel corso del 1944, del nuovo fregio della Marina Repubblicana, simile al precedente della Regia Marina ma caricato dell'aquila ad ali spiegate. Il fregio ricalca esteticamente il vecchio fregio del periodo regio, sovrastato dalla corona, con il trofeo delle Armi Navali abrogato nel 1934 e ripreso dalla Divisione Decima per i suoi due Reggimenti di Artiglieria.
Il fregio, cucito all’epoca, è accompagnato da una stella di grado in canuttiglia sul lato sinistro, entrambi sottopannati con panno nero, che ci indica il grado di Sottotenente. Il fregio presenta una patina eccezionale, quale raramente è dato di vedere.
Il basco con il suo giro di bitta in tela estiva kaki è privo di fodera interna ed è in eccezionali condizioni di conservazione. Non presenta camolature e/o piccoli strappi dovuti al tempo trascorso e all'uso del basco sicuramente indossato all'epoca, ma solo i segni di tale uso.
Proveniente dai cimeli di un reduce del "Colleoni" è accompagnato da un Certificato di Autenticità valevole senza limitazioni di tempo.


Il Gruppo Artiglieria campale “Colleoni”, costituito nel marzo 1944 a La Spezia - San Bartolomeo dal Magg. Guido Borriello, si articolò su 3 batterie con pezzi da 75/13 e 100/17. Prese il nome dell'Incrociatore "Bartolomeo Colleoni" del quale ereditò anche il motto "Veloce e Veemente".
Il suo fregio era quello dei Marò della Decima con l'aggiunta di due cannoni incrociati, identico a quello delle Armi Navali della Regia Marina, abbandonato nel 1934.
Nella primavera del 1944, l'afflusso costante di volontari permisero di costituire una divisione Fanteria di Marina (Divisione Decima), strutturata in un comando divisionale, composto da 2 battaglioni; 2 reggimenti di Fanteria di Marina con 3 battaglioni ciascuno, ed un reggimento di artiglieria con 3 gruppi fra i quali il gruppo artiglieria campale “Colleoni”.


Il comando della Decima Flottiglia MAS prese la decisione di abbandonare la sede di La Spezia per trasferirsi in Piemonte allo scopo di tenere sotto controllo i passi alpini che, in caso di sbarco alleato sulle coste liguri o nelle regioni meridionali della Francia, avrebbero certamente subito la pressione francese. Inoltre, il concentramento dei vari battaglioni nella zona dell’Alto Piemonte serviva a dare forma organica al grande progetto di unificazione che prevedeva la creazione della Divisione Decima; il periodo piemontese sarebbe quindi servito come un necessario addestramento in vista di un futuro invio al fronte orientale. Nel centro direttivo della Decima Flottiglia MAS cominciava infatti a prendere corpo l’idea di inviare l’intera unità in Venezia Giulia con l’obiettivo dichiarato di tenere, anche autonomamente, la linea difensiva che si sarebbe dovuta opporre all’avanzata delle forze jugoslave, in modo da proteggere i confini italiani duramente conquistati nella Grande Guerra.


Nell’ottobre 1944, presa la decisione di inviare la Divisione Decima nel Venezia Giulia, e dopo successivi incontri con Rahn e con Wolff, la Divisione Decima lasciò a scaglioni il Piemonte per trasferirsi nel Veneto Orientale a Conegliano Veneto assieme al Btg. Fulmine (tenente di vascello Orrù). Le prime operazioni compiute in questa zona ebbero un carattere di lotta antipartigiana.
Alla fine del dicembre 1944 giunse finalmente la notizia che il reparto doveva procedere ad altro tipo di azioni, questa volta nei dintorni di Gorizia: si trattava di azioni di guerra contro il IX Korpus sloveno. Dopo la Battaglia di Tarnova, il gruppo sarebbe partito per il fronte del Senio.
A metà marzo 1945 giunse al Battaglione l'ordine di trasferimento sul fronte sud. Il reparto partì da Vittorio Veneto il giorno 20 diretto a Rovigo. Il giorno 26 passò da Ferrara, Argenta e Imola. Il giorno successivo entrò in linea alle dipendenze del comando "I° Gruppo di combattimento Decima".

Nella zona di Imola, dal 28 marzo al 4 aprile del 1945, il Battaglione fu impegnato in un'intensa attività di pattuglia catturando numerosi prigionieri. Il 20 aprile, per l'arretramento del fronte, il Battaglione iniziò il ripiegamento verso nord attraversando il fiume Po in località Oro. A Santa Maria Fornace, i marò sostennero un violento scontro con reparti del Regio Esercito del Sud (in uniforme britannica).

Successivamente venne schierato nel settore di Lugo di Romagna a diretto sostegno del Battaglione "Lupo", seguì poi le sorti del "I Gruppo di Combattimento Decima" che, ricevuto l'onore delle armi, si sciolse il 30 aprile 1945 a Padova e si costituì in prigionia di guerra agli inglesi.

(Notizie storiche tratte dal sito dell'Associazione Combattenti "X Flottiglia Mas")
 

 
   

29-3-2018