Italia (1940-1945)
RARISSIMO DISTINTIVO ORIGINALE DELLA FAMOSA BRIGATA PARTIGIANA GIUSTIZIA E LIBERTA' "XXIV MAGGIO" DI BERGAMO
Prezzo: Euro 450,00 - cod. nr. 24433
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Rarissimo distintivo originale indossato dai membri della brigata partigiana Giustizia e Libertà "XXIV MAGGIO" che operava nel bergamasco, soprattutto in Val Brembana. Il distintivo è stato realizzato in lamierino argentato dal fabbricante Senesi di Milano che all'epoca fu anche il fornitore delle placchette delle Brigate Nere, Il distintivo di forma triangolare misura 70 mm di larghezza e 50 mm di altezza.
Le Brigate Giustizia e Libertà, furono delle brigate partigiane costituite nell'ambito della Resistenza, legate prevalentemente al Partito d'Azione ma aperte anche a combattenti degli altri partiti del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) o indipendenti, professanti un comune ideale laico e democratico. In azione, i componenti delle brigate indossavano al collo un fazzoletto verde di riconoscimento. Coordinate da un comando assunto da Ferruccio Parri, furono le formazioni partigiane più numerose dopo le Brigate Garibaldi, a guida comunista.
Tra il 25 novembre e il 1 dicembre 1944 la brigata “XXIV Maggio” di Giustizia e Libertà, operante in Val Serina, subì due tragici rastrellamenti a Cornalba e nella zona limitrofa.
Poco prima dell’alba di sabato 25 novembre 1944 un reparto di una cinquantina di uomini della compagnia di Ordine Pubblico di Bergamo, guidata dal  capitano Aldo Resmini, risalì la Val Serina con il preciso obiettivo di sorprendere la “XXIV Maggio” che aveva la sua base a Cornalba.

Giunta all’altezza dell’abitato di Rosolo, la colonna, formata da due camion scoperti, muniti di mitragliatrici e mortai e da un’autoblinda, incrociò due autobus di linea che stavano scendendo verso Bergamo a bordo del quale si trovavano tre partigiani  che furono giustiziati sul posto.
La colonna fascista riprese la marcia verso Cornalba, dividendosi in due gruppi. La notizia dell’imminente arrivo dei fascisti mise in allarme i partigiani e i giovani di Cornalba che iniziarono una fuga precipitosa e disordinata verso le pendici dell’Alben, ma furono bloccati dalle armi pesanti degli attaccanti e uccisi.

Una settimana dopo questi tragici fatti, il 1 dicembre, si ebbe una nuova azione di rastrellamento, condotta da un reparto della Scuola forestale di San Pellegrino che interessò la zona dell’Alben.
Gli assalitori raggiunsroe una baita che fungeva da magazzino per i viveri e l’equipaggiamento della “XXIV Maggio”. A guardia della baita Cascinetto stavano cinque partigiani, Quattro furono uccisi e uno venne fatto prigioniero.
 
     

 27-3-2020