Italia (1940-1943)
RARISSIMO DISTINTIVO BATTAGLIONE "L'AQUILA" DEL 9° ALPINI MODELLO GRANDE MARCATO BOERI
Prezzo: venduto - cod. nr. 21037
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E' già difficile reperire il distintivo rettangolare del Battaglione "L'Aquila" del 9° Reggimento Alpini, classificato comunemente come raro, ma questo modello di grandi dimensioni (50 x 30 mm) è decisamente uno dei più rari tra quelli dedicati alle unità alpine. Il distintivo è marcato sul retro "Edizioni d'Arte V.E. Boeri - Roma" anche se prodotto probabilmente dalla Lorioli di Milano con la quale esistevano numerosi rapporti di collaborazione.
Il distintivo, realizzato in metallo argentato e smalti policromi, è in condizioni perfette di conservazione. Riunisce nel disegno tutti simboli del battaglione: un alpino stilizzato che impugna un fucile con la baionetta innestata, sovrastato da una grande aquila nera con lo sfondo del Gran sasso. In basso il motto del battaglione (che si dice coniato da D'Annunzio) "D'AQUILA PENNE UGNE DI LEONESSA".


Nel dicembre del 1920, il Ministero della Guerra riorganizza i reparti alpini, alcuni dei quali già disciolti dopo la guerra 1915/18. Viene così costituito, con sede a Gorizia, il 9° Reggimento Alpini ed inquadrato, con l'8°, nella III Brigata Alpina che assumerà nel 1934 la definita definizione di "Divisione Alpina".
In sede di ricostituzione dei reggimenti e battaglioni alpini  il Ministero ordina la formazione di un nuovo battaglione alpino che costituisce il 13 aprile 1935 presso il 9° Reggimento Alpino ed assume il nome di Battaglione Alpini "L'Aquila".


Il Battaglione è formato dalle compagnie 93a, 108a e 143a che durante la prima guerra, nel disciolto Btg. Alpino "Monte Berico" avevano avuto il contributo di sangue degli alpini abruzzesi in esse inquadrate. Nelle disposizioni ufficiali del Ministero si dispone di provvedere al personale del battaglione "avendo cura di trasferirvi gli elementi abruzzesi (distretti di Aquila, Teramo, Chieti,Sulmona) in modo da conferire al battaglione la caratteristica regionale abruzzese."


Il 7 aprile 1939 la Divisione Julia è in Albania con il 9° reggimento giunto separatamente a Durazzo alcuni giorni prima. Le truppe alpine dislocate in Albania assumona dapprima una dislocazione anti-Jugoslavia che , però, viene cambiata con l'entrata in guerra dell'Italia il 10 giugno 1940.
La Divisione Alpina Julia riceve l'ordine di iniziare le operazioni belliche contro la Grecia per l'alba del 28 ottobre 1940. I greci, superata la prima fase dell'attacco italiano, diventano molto più attivi e combattono duramente e passano al contrattacco, costringendo la Julia a ripiegare. Gli alpini del Btg. L'Aquila sono stremati: i combattimenti continui, la mancanza di razioni alimentari e le condizioni atmosferiche improbe, li hanno fiaccati.
Al 18 novembre il battaglione ha già perduto più della metà dei propri effettivi, ma combatte sempre strenuamente. Durante questa ritirata nasce una delle più belle canzoni alpine: "Sul Ponte di Perati bandiera nera",


Le condizioni degli alpini de "'L'Aquila" sono disastrose: le compagnie sono ridotte a 60/70 uomini perchè oltre ai caduti vanno ad aggiungersi i numerosi casi di congelamento. Il 30 dicembre l'intera 4a divisione ellenica è in combattimento contro gli spatuti resti del "Vicenza" e "L'Aquila". Dal 28 ottobre al 31 dicembre 1940 il Battaglione ha perso 26 ufficiali su 32 e 900 alpini.
Il 25 gennaio, dopo tre mesi di sanguinosi combattimenti, la Julia riceve l'ordine di ritirarsi dalla zona del fronte. Un mese dopo, ricostituita con nuovi arrivi, la divisione ritorna in linea. A partire dai primi di marzo l'offensiva greca tende a rompere il fronte del Tepeleni per puntare poi su Valona e ricacciare gli italiani in mare. Ormai la lotta è corpo a corpo, fatta di colpi di baionetta e lanci di bombe a mano. Tra il 7 e l'8 marzo il Btg. "L'Aquila" viene distrutto per la seconda volta. A fine marzo l'offensiva greca volge al termine e l'entrata in guerra della Germania contro la Grecia (6 aprile) determina una nuova situazione. Le truppe italiane lasciano le posizioni difensive e la Julia inizia la sua avanzata in terra greca che non riserva combattimenti di rilevanza militare. Conclusa la pace, il Btg. "L'aquila" si sposta nella zona di Arta, indi a Corinto. Verso la fine del marzo 1942 i reparti della Julia ricevono l'ordine di rientrare in Italia. Il Btg. Alpini "L'Aquila" rientra nella propria sede, a Gorizia e rinasce con effettivi giovanissimi, reclute del 1922.
(Notize storiche tratte dala "Storia del Battaglione Alpini "L'Aquila" di Antonio Procacci)
 

 
 
 

14-1-2017