Italia (1940-1943)
STRAORDINARIO E RARISSIMO CALENDARIO ORIGINALE 1944 DEI SOMMERGIBILISTI DI BETASOM IN ATLANTICO
Prezzo: Euro 1300,00 - cod. nr. 24389
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La copertina
Uno stralcio dell e pagine interne del calendario che illustrano le azioni eroiche dei nostri equipaggi

Bellissimo calendario originale per l'anno 1944, stampato in Francia a cura di "Betasom", il Comando Superiore delle Forze Subacquee Italiane in Atlantico.


Non è dato sapere in quante copie sia stata stampata questa versione del calendario ma è facile immaginare quante poche siano giunte in perfette condizioni come questa, fino ai giorni nostri.
Il "calendario" è di fatto un vero e proprio "libro di bordo" che raccoglie in ordine cronologico tutte le missioni effettuate dai nostri sommergibili a partire dal 18.8.1940, quando "un nostro sommergibile ha affondato nell'Atlantico una nave cisterna inglese di circa 9.000 tonnellate". Seguono le descrizioni di tutte le missioni effettuate fino all'8 maggio 1943, con particolari della missione, nomi dei sommergibili e dei comandanti. Un vero tesoro di informazioni per gli appassionati delle gesta dei nostri sommergibilisti.


Il 25 luglio 1940, il ministero della Marina italiano ottenne l'autorizzazione allo schieramento di un certo numero di sottomarini in appoggio alla Germania nazista per la guerra nell'oceano Atlantico. Il luogo prescelto per la sede delle operazioni fu la città di Bordeaux, dove fu costruita una base navale a cui fu assegnato il nome in codice di BETASOM. Il nome era un acronimo ottenuto dall'unione della prima lettera della parola «Bordeaux» - espressa con il nome della lettera dell'alfabeto greco equivalente dal punto di vista fonetico («beta») - e la prima sillaba della parola «sommergibile».
La strategia sarebbe stata impostata insieme all'alleato tedesco, ma dal punto di vista tattico e disciplinare i vari battelli avrebbero operato sotto la responsabilità dei rispettivi comandi. 
La base era costituita da due darsene intercomunicanti attraverso una chiusa. Inoltre, la presenza di bacini di carenaggio rendeva possibile la messa a secco degli scafi per le necessarie operazioni di revisione e riparazione.
Il personale era alloggiato in apposite casermette ottenute dalla conversione di alcuni magazzini. La sorveglianza interna era affidata a reparti dei carabinieri, mentre il presidio della base era affidato ad un battaglione del Reggimento San Marco. A disposizione degli equipaggi, era stanziato nella base anche il transatlantico francese, Admiral de Grasse.


 L’Italia, al momento dell’entrata in guerra, possedeva oltre un centinaio di sottomarini, ma solo una quarantina erano adatti alle crociere oceaniche. La scelta dei mezzi destinati a BETASOM coinvolse quindi solo queste unità. La base atlantica ospitò complessivamente 32 sottomarini.
Per raggiungere l’Atlantico, tutti i sottomarini italiani furono costretti ad attraversare lo stretto di Gibilterra, dov'è tuttora situata una grande base navale della Royal Navy. Il passaggio non fu esente da difficoltà, anche a causa delle correnti marine, ma avvenne senza incidenti. Successivamente, furono integrati nella flotta altri quattro sommergibili, provenienti dall’Africa Orientale Italiana.
In vista dell’imminente caduta dell’Eritrea (che ospitava l’importante base navale di Massaua) si decise, infatti, di evacuare tutto ciò che rimaneva della componente subacquea della marina “coloniale”, in modo da non farla cadere in mani inglesi. Questi battelli raggiunsero BETASOM circumnavigando l’Africa con l'ausilio della nave corsara tedesca Atlantis, che si occupò del rifornimento in alto mare delle quattro unità.


I sommergibili italiani svolsero la prima fase del loro ciclo operativo nell'Atlantico Settentrionale e, successivamente, nella zona equatoriale. Dopo l'entrata in guerra degli Stati Uniti, svolsero alcune crociere anche presso le coste nord-americane. Nel luglio-agosto 1941, a causa dell’andamento negativo della guerra nel Mediterraneo, fu ordinato il rientro di una decina di battelli. Questa volta, il passaggio attraverso Gibilterra comportò la perdita di un sottomarino, il Glauco.
A partire dal 1943, alcuni sottomarini italiani vennero utilizzati per operazioni di trasporto di materie prime dall’Europa al Giappone.
La base fu operativa fino all’8 settembre 1943. Il comandante Enzo Grossi, che aderì alla Repubblica di Salò, condusse i sommergibili Bagnolini e Finzi (gli unici due presenti in rada in quel momento) nella darsena tedesca, dopo aver ascoltato il parere, largamente consenziente, degli equipaggi.
Nel corso delle loro missioni in Atlantico i sommergibili di Betasom affondarono complessivamente 109 navi per 593.864 tonnellate di stazza lorda.
 

 
L'ammiraglio Doenitz, Comandante in Capo dei sommergibili germanici, passa in rivista gli equipaggi dei sommergibili italiani giunti da pochi giorni nella base atlantica di Bordeaux. Sulla destra nella foto l'ammiraglio Parona, Comandante Superiore delle Forze Subacquee italiane nell'Atlantico.
 
 
 

27-2-2020