Italia (1919-1939)

BELLISSIMA CARTOLINA DELL' VIII BATTAGLIONE COLONIALE "GAMERRA" 

Prezzo: Euro 90,00 - cod. nr. 24887
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La cartolina originale commemorativa del Battaglione "Gamerra"

La fascia indossata dagli indigeni dell'VIII Battaglione Coloniale
La cartolina originale commemorativa del Battaglione "Gamerra"
Bellissima cartolina d'epoca dell'VIII Battaglione Indigeni "Gamerra" del Regio Corpo Truppe Coloniali .
La cartolina è stata illustrata da Manlio D'Ercoli e stampata dalle Edizioni Boeri di Roma nel 1939.

Nato a Terni nel 1909, Manlio D'Ercoli, si trasferì a Roma nel 1923. Durante il Fascismo fu l'autore di numerose cartoline illustrate a tema militare (rappresentando la Regia Marina, reparti del Regio Esercito e coloniale) tra le quali spiccano quelle di scene di vita nell'Africa Orientale Italiana, realizzate per la casa "Edizioni d'arte Vittorio Emanuele Boeri". E' morto a Roma nel 1997.
Le truppe coloniali italiane erano composte da indigeni provenienti da varie regioni dei territori africani sotto il nostro controllo e anche provenienti da oltre confine ( sudanesi, yemeniti, ecc. ). Non indossavano una vera e propria uniforme ma avevano come distintivo una fascia avvolta intorno alla vita. La sua funzione primaria era essenzialmente pratica: proteggere il ventre dai forti sbalzi di temperatura, tipici delle regioni africane fra il giorno e la notte.
Indossata dai militari la fascia acquisì subito anche la funzione di consentire l'immediato riconoscimento del reparto o servizio di chi la indossava.


Il 16 novembre 1895, per le esigenze della guerra con l’Abissinia, venne costituito in Adi Ugri l’ VIII Battaglione Indigeni che, posto al comando del Maggiore Giovanni Battista Gamerra, prese parte, anche con Compagnie distaccate, all’assedio di Macallè e alla battaglia di Adua del 1º marzo 1896, dove il reparto venne sopraffatto e distrutto.
Il seguente 15 marzo, ricostituito su tre Compagnie, prese parte alle operazioni sul fronte di Cassala, combattendo a Monte Mocram e Tucruf (2-3 aprile 1896). Alla data del 1º luglio 1896 l’VIII mutò la sua numerazione in IV Battaglione.
In occasione della guerra libica l’VIII Battaglione venne ricostituito in Asmara e venne inviato in Cirenaica, dove prese parte alle operazioni della 4ª Divisione Speciale (Tassoni) che tra l’aprile e il giugno 1913 attraversò la Cirenaica settentrionale occupando Tolmetta, Merg, Tecniz, Sira, Slonta e Cirene, dove il Battaglione rimase di presidio fino al mese di luglio, quando venne rimpatriato e disciolto (9 agosto 1913).

Si ricostituì l’anno seguente in Adi Ugri, con le Compagnie distaccate in varie località della colonia e impiegate in lavori stradali. Mobilitato nel maggio 1915 per un secondo turno in Libia, il Battaglione sbarcò a Tripoli il 30 giugno, e immediatamente ricevette ordine di portarsi a Zavia per ferrovia, e proseguire quindi verso Giosc per sostenere il ritiro di quel presidio (in quel periodo si stava infatti effettuando il concentramento delle forze italiane sulla costa, e l’abbandono del Fezzan). Il 4 luglio il reparto iniziò il movimento in zona desertica, ma per cause legate alla mancanza di acqua e alla scarsità di pozzi utilizzabili, dopo pochi giorni dovette rientrare a Tripoli, dopo aver perso una sessantina di uomini per sete e stenti. A Tripoli il Battaglione rimase accampato fino a settembre, quando venne inviato via mare in Cirenaica, dove rimase fino alla metà di ottobre, effettuando ricognizioni nella zona circostante, per poi rientrare a Tripoli. Ai primi di maggio 1916 il Battaglione, fu inquadrato in una colonna agli ordini del Generale Latini destinata all’occupazione di Bardia. Alla fine di luglio, scaduti i termini di ferma, il reparto fece ritorno in Eritrea.
Nella sede di Senafè rimase fino al 15 giugno 1920, data in cui fu disciolto; venne però ricostituito quasi subito a Cheren, il 16 settembre 1920, e nel novembre fu mobilitato per la Libia. Partito nel febbraio 1921, il Battaglione rimase accampato nei dintorni di Tripoli per quasi tutto il periodo del turno annuale, trovando impiego solamente tra i mesi di gennaio e febbraio 1922, quando iniziarono le operazioni per la rioccupazione di Misurata Marina, nelle quali il Battaglione ricoprì un ruolo di primo piano, sostenendo in più occasioni scontri con i ribelli. All’inizio del marzo 1922 il Battaglione fece ritorno in Eritrea.
Nel maggio 1923 giunse nuovamente in Tripolitania, dove prese parte alle operazioni di rioccupazione del Gebel e dell’entroterra tripolitano, distinguendosi nei combattimenti di Ras Haddad (7 settembre 1923), Bir Carrarim (13 ottobre) e nella ricognizione su Bir Abd el Rauf (2-14 aprile 1924).
Rimpatriato nel giugno 1924, prese sede a Saganeiti, ove rimase fino alla successiva mobilitazione per la Libia, avvenuta nel maggio 1925. Sbarcato a Tripoli, il Battaglione venne inviato nell’interno con il compito di presidiare diverse località dell’interno; solo una Compagnia durante quest’ultima permanenza in Libia, ebbe modo di partecipare ad operazioni militari con la colonna Graziani, nel febbraio 1926.
Al termine di questo turno annuale oltremare, il Battaglione venne rimpatriato in Eritrea e quindi nel 1927 disciolto.

L’VIII Battaglione Coloniale iniziò la propria ricostituzione il 10 febbraio 1935, in Saganeiti, con un nucleo proveniente dal IV Battaglione e che si rese autonomo il 10 marzo passando quindi alle dipendenze dell’8º Gruppo Battaglioni, 4ª Brigata, 2ª Divisione. Nell’ottobre-novembre 1935 prese parte alla prima avanzata in territorio etiopico, senza trovare particolare impegno, e nel mese di dicembre, lasciato l’organico della 2ª Divisione Eritrea, venne inviato ad affiancare la colonna Mariotti verso il bassopiano orientale.
Poco impegnato durante la campagna in A.O., nel giungo 1936 raggiunse, con la 1ª Brigata, Addis Abeba, da dove ripartì in ottobre in occasione delle operazioni per l’occupazione dell’ovest etiopico e l’inseguimento delle formazioni armate di Ras Immiru, che venne catturato da una Compagnia del Battaglione il 15 dicembre.
Passato in forza, con la 1ª Brigata, alle truppe del Galla Sidama, l’VIII Battaglione non avrebbe più lasciato questo territorio, impegnato in varie operazioni di polizia e rastrellamento e, durante la seconda guerra mondiale, nel contenimento della sempre più forte resistenza etiopica e delle avanzanti truppe britanniche, partecipando alle azioni della 22ª Divisione Coloniale fino ai primi del giugno 1941, quando venne inviato a Dembi, nel Caffa, per costituire l’effimero settore “Alto Didessa”, destinato a durare poche settimane in quanto, aggirato a tergo e battuto dall’artiglieria avversaria, dopo aver fronteggiato ripetuti attacchi, il 28 giugno venne costretto alla resa.

( Notizie storiche a cura di Gabriele Zorzetto )
 
 
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14-10-2020