Italia R.S.I.
RARISSIMA CARTOLINA "SCATTO TRAVOLGO VINCO" DEL BTG. FULMINE DELLA X MAS
Prezzo: Euro 750,00 - cod. nr. 24990
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Il distintivo del Battaglione "Fulmine"
Tarnova della Selva, gennaio 1945: Il G.M. Antonio Minervini che resistette nel suo caposaldo fino alla fine della battaglia, con il distintivo del "Fulmine" ( Foto tratta dal volume "Battaglione Fulmine X° Flottiglia MAS )
Bellissima e rarissima cartolina originale ricavata da un  manifesto realizzato per una manifestazione alla quale partecipava il Battaglione Fulmine  della "X Mas" nel 1944.
Manifesto e cartolina furono stampati in pochissimi esemplari per soddisfare le esigenze propagandistiche di quella occasione, ragione per cui questa cartolina può essere considerata la più rara in assoluto tra tutte quelle prodotte per la X Mas nel periodo.
Il retro della cartolina porta la stampigliatura in franchigia per la X° Flottiglia Mas. Da non confondersi con le molte copie che circolano sul mercato, repliche di quella disegnata da Kuzunori Yoshigawa, che l'ha ricostruita basandosi sulla documentazione fotografica dell'epoca.
La cartolina e' in perfette condizioni di conservazione e non e' viaggiata. La sua originalita' e' garantita a tempo indeterminato, anche nei confronti di eventuali terzi futuri acquirenti.
Dopo l'8 settembre 1943 il grande afflusso di volontari presso la caserma San Bartolomeo della X° Mas a La Spezia, rese obbligatoria la costituzione di nuovi reparti terrestri come il Barbarigo (all'epoca ancora denominato Maestrale), i Nuotatori Paracadutisti e il Lupo. L'inizio del 1944 vede per questi reparti il battesimo del fuoco che risulta positivo malgrado le difficoltà emerse sul campo. Il Comandante della Decima decide allora di costituire un'intera divisione di fanteria di marina: ai battaglioni già esistenti si aggiungono via via altre unità analoghe, ma con un organico inferiore, di circa 300 unità. Una di queste è il Fulmine che si accompagna al Sagittario e al Freccia. Tutti i battaglioni assumono il nome di una unità navale della Regia Marina particolarmente distintasi durante il conflitto.
 
Nella primavera del 1944 il colonnello Luigi Carallo decide di costituire nell'ambito della Decima un battaglione di bersaglieri, essendo stato lui stesso un bersagliere durante la Prima Guerra Mondiale. I marò sono per la maggior parte, giovani volontari con scarsa esperienza militare ma tra loro si trovano anche alcuni ex-bersaglieri del disciolto Regio Esercito, veterani del fronte russo, di quello greco-albanese o delle battaglie in Africa Settentrionale.
Sono costoro a formare l'ossatura delle compagnie, assumendo il comando dei plotoni e curando l'addestramento delle reclute. Nel maggio del 1944 il reparto era ancora indicato con il nome "Bersagliere" che ebbe appena costituito. In un documento datato 1° giugno 1944 lo vediamo indicato per la prima volta come "Battaglione Esploratori Fulmine", nome che assumerà come definitivo in onore del Caccia Torpediniere "Fulmine" affondato nel Mediterraneo il 13 giugno 1941.

In quelle settimane nasce il desiderio di creare un distintivo ed un motto anche per il battaglione. Alla fine, tra le varie proposte, viene scelto un bozzetto: un cerchio attravesato da due saette, nel quale è riportata la denominazione "BATTAGLIONE C.T. FULMINE". Al centro un elmo della X° MAS con un piumetto da bersagliere ad indicare la provenienza iniziale della maggior parte dei membri del battaglione. Sopra l'elmetto il frontale stilizzato di un autocarro ad indicare la qualifica di "Celere" assegnata all'unità. 
Con una medesima procedura si definisce anche il motto: "Scatto, travolgo, vinco".

Posto per breve tempo a presidio di Asti, il battaglione fu quindi spostato a Conegliano Veneto da metà novembre 1944, da dove partecipò al ciclo operativo contro la Repubblica della Carnia, e quindi fu immediatamente trasferito a Gorizia dove poté godere di un breve periodo di riposo.
Coinvolto nell'Operazione Adler (dicembre 1944-gennaio 1945), il battaglione (sebbene a ranghi ridotti) venne posto a presidio del borgo carsico di Tarnova della Selva, dove fu accerchiato da soverchianti forze partigiane del IX e X Corpus titino e coinvolto in una serie di scontri passati alla storia come battaglia di Tarnova. Accerchiati da 2500 slavi, i 150 Bersaglieri del "Fulmine" sopravvissuti a tre giorni di combattimenti, vennero salvati dai guastatori del Battaglione "Valanga" che riuscirono ad avere la meglio sebbene in netta inferiorità numerica. Durante gli scontri di Tarnova, il Fulmine subì la perdita di 142 effettivi (86 caduti e 56 feriti), pari al 66% su un organico di 214 uomini, al 19 gennaio 1945. Il comandante della Xª Flottiglia MAS (RSI) Junio Valerio Borghese lo citò all'ordine del giorno e ne insignì la fiamma di combattimento di Medaglia d'Argento al Valor Militare della RSI. L'unità si consegnò a Schio il 30 aprile 1945 all'88ª Divisione americana con l'onore delle armi.
Il retro della cartolina

7-11-2020