Germania (1919-1945)
RARO CIONDOLO DELLA "LEICHTE KOLONNE" DEL GEBIRGSJAEGER REGIMENT 100" DISLOCATO SULLE ALPI OCCIDENTALI NEL 1944/45
Prezzo: Euro 300,00 - cod. nr. 24268
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Lo stendardo dei Gebirgsjaeger
L'Oberst Anton Glasl, comandante del 100. Gebirgs-Regiment dal 1.3.1943 al 5.3.1944
Il General der Gebirgstruppen Julius "Papa" Ringel,
primo comandante della 5.Gebirgs Division
5ª Gebirgsjäegerdivision - Postazione di mitragliatrice sul fronte italiano.

Raro ciondolo d'epoca  indossato da un Gebirgsjaeger della 5. Gebirgs-Division che fu inviata da Kesselring sul fronte alpino dopo che gli alleati erano sbarcati sulle coste della Provenza il 15 agosto 1944. 


Il ciondolo di forma ovale  è stato realizzato in metallo dorato, probabilmente alla fine del 1944 o primi mesi del 1945, per i membri della Leichte Kolonne del Gebirgsjaeger Regiment 100 a ricordo della loro permanenza sulle "West Alpen". Sono numerosi i ciondoli realizzati in questo periodo per diverse unità Gebirgsjaeger che combattevano sulle Alpi Occidentali italiane e, probabilmente, realizzati da qualche coniatore torinese. Sul fronte è riprodotto lo stambecco, simbolo della 5.Gebirgs-Division, sopra un mazzo di stelle alpine con ai lati l'anno "19/45" in lettere a rilievo. Tutto intorno corre la scritta "Le.Kol./Geb. Jaeg. Rgt. 100"(Colonna leggera rifornimenti del Gebirgs jaeger Regiment 100). Il bordo è decorato con foglie di pino stilizzate.  Sul retro è raffigurato, in modo umoristico, un gebirgsjaeger della Leichte Kolonne che guida un mulo carico dei rifornimenti. Sullo sfondo lalcune montagne stilizzate e in basso la scritta "WESTALPEN JTALIEN".


Il Gebirgsjaeger-Regiment 100 venne costituito il 15 ottobre 1935 nel Wehrkreis VII. In previsione dell'occupazione dell'Austria il reggimento venne dislocato sul confine austro-bavarese per marciare poi pacificamente su Salisburgo il 12 marzo 1938 quindi su Vienna dove rimase fino alla fine di marzo prima di tornare nelle sue sedi in Baviera. Dal 9 aprile 1938 venne assegnato alla 1. Gebirgs-Division. Nell'ottobre 1938 fu allarmato in previsione dell'invasione della Cecoslovacchia alla quale partecipò solo il III.Battaglione come forza di occupazione nell'area di Kremsier - Zilina.
Il 5 settembre 1939 il reggimento attraversò la frontiera polacca a est dei monti Tatra senza trovare alcuna difesa. Coprendo 60 km al giorno di marcia, l'11 settembre 1939 incontrò il nemico a Sambor e qui circondò tre divisioni polacche distruggendole il 18 settembre. Il giorno 20 arrivò a Lemberg dove incontrò le truppe russe, qui giunte per l'accordo russo-tedesco di spartizione della Polonia, e quindi tornò indietro verso occidente venendo dislocandosi a Eifel in Renania.


Il 9 maggio 1940 il reggimento attraversò la frontiera con il Lussenburgo e, attraverso il Belgio, entrò in Francia il 10 maggio raggiungendo la Mosa il 14. Dopo violenti combattimenti raggiunse il canale dell'Oisne-Aisne il 20 maggio dove si assestò in posizione difensiva. In questo primo periodo le perdite furono assai alte: nel I.Battaglione vi furono 41 morti e 115 feriti. Il 6 giugno venne sferrato l'attacco verso l'Aisne. Il 15 giugno furono prese Louan e Provins e raggiunta St. Colombe.Il 25 giugno venne raggiunta l'area intorno a Lione contemporaneamente con la notizia dell'armistizio. Il 5 luglio venne trasferito sul confine franco-svizzero e il 3 novembre venne assegnato alla 5. Gebirgs-Division.
Nel febbraio 1941 venne trasferito a Craiova in Romania e, un mese dopo, attraversò il Danubio entrando in Bulgaria e andando a disporsi sul confine con la Grecia. Il 6 aprile attaccò la "Metaxas line", la linea difensiva greca, e dopo averla sfondata marciò verso sud senza incontrare resistenza. Venne trasferito nella Grecia meridionale, in vista dell'invasione di Creta, da dove venne trasportato con gli Junkers 52 della Luftwaffe. Solo il III. Battaglione venne imbarcato nel porto di Chalkis ma la nave venne intercettata e affondata dalla marina inglese. Il II. Battaglione entrò in azione a Maleme la sera del 22 maggio. Il giorno dopo venne raggiunto dal I.Battaglione con l'aiuto del quale la città venne occupata entro sera. Il 24 maggio affrontò le difese inglesi difronte a Galatas ed occupò la città in serata. Il 27 maggio 1941 arrivò a Chania e Suda Bay. Il 30 maggio occupò Sfakia e con questa azione terminò il suo impiego a Creta. Rimase ancora sei mesi nell'isola prima di ritornare a Salisburgo nel Tirolo.


A metà febbraio del 1942 attraversò la Germania e i Paesi Baltici per dislocarsi ad ovest di Leningrado. Il piano prevedeva l'occupazione delle isole baltiche di Titansari, Lavansari e Seiskari per raggiungere Leningrado dal mare, ma fu abbandonato dopo le sconfitte tedesche dell'inverno 1941-42 e il reggimento venne dislocato in prima linea tra la Neva e Volkhov. Il 1° marzo 1943 il comando del reggimento venne assunto dall'Oberst Anton Glasl e nel novembre 1943 il reggimento venne ritirato dal fronte orientale e trasferito in Italia, assegnato al 14.Panzerkorps della 10.Armee, dove occupò le posizioni tenute fino a quel momento dalla 305.Infanterie-Division sulla linea "Reinhard". La posizione, su un fronte di circa 20 km lungo il fiume Rapido, doveva essere tenuta il più a lungo possibile prima di ritirarsi sulla Linea "Gustav".


Il 26 dicembre 1943 le truppa marocchine attaccarono le trincee tedesche costringendo i Gebirgsjaeger a combattere all'arma bianca. Gli attacchi francesi vennero respinti quattro volte prima che la 5.Gebirgsdivision e il reggimento fossero costretti a ripiegare sulle posizioni della Linea Gustav. La sera del 24 gennaio 1944, dopo un violento fuoco di artigleria, la 3° divisione algerina attaccò le posizioni del Gebirgsjaeger-Regiment 100 ma non riuscì ad occuparne le posizioni. Tuttavia il Corpo di Spedizione Francese riuscì a penetrare profondamente nella linea Gustav, ma fu respinto con l'intervento della 90.Panzergrenadier-Division e della 1.Fallschirmjaeger-Division, giunte in appoggio. Il 4 febbraio 1944 era così finita la prima battaglia di Monte Cassino. Il 5 marzo 1944 l'Oberst Glasl lasciò il comando del reggimento all'Oberst Richard Ernst.


L'11 maggio 1944, quando gli inglesi effetuarono la loro offensiva di primavera, il Gebirgsjaeger-Regiment 100 occupava ancora l'area di Monte Cifalco-S. Biagio. Il reggimento venne attacato dai polacchi della divisione “Kresowa” a Monte Castelleone e, dopo due giorni di combattimenti corpo a corpo, dovette ritirarsi sulla linea "Caesar". A questo punto, dopo lo sbarco americano ad Anzio, le forze tedesche dovettero attuare una strategia ritardataria di difesa sulla linea Gotica a cavallo degli Appennini. A fine agosto laa 5.Gebirgsdivision doveva difendere un settore della linea Gotica tra Rimini e Cesena, rinominato Linea Verde. Il 3 settembre i canadesi sfondarono la Linea Verde e al reggimento fu ordinato di tenere la posizione davanti al borgo di Gemmano. Dal 4 al 14 settembre gli uomini del Gebirgsjaeger-Regiment 100 contesero ogni metro di terreno ed ogni fabbricato ai nemici. Le posizioni vennero perse e riconquistate numerose volte dalle due parti, con i Gebirgsjaeger che avevano di fronte tre diverse formazioni: la 46th British Infantry Div, la 56th British Infantry Division e la 4th Indian Division, supportate dagli squadroni corazzati dell' 8th Royal Tank Regiment. Esausta e decimata dopo questi durissimi combattimentu la 5.Gebirgsdivision venne richiamata e trasferita in Liguria e poi in Piemonte per stabilizzare il confine italo-francese in previsione di un attacco da ovest.


Dal settembre 1944 all'aprile 1945 i gebirgsjaeger della 5.Gebirgs-Division riuscirono a mantenere saldamente i Colli della Maddalena, del Monginevro, del Moncenisio e del Piccolo San Bernardo; dal 15 settembre la 5a divisione assunse le difese del tratto di fronte fra il Monginevro ed il Colle della Maddalena, dove fu creata la Kampfgruppe Maddalena (col. Kajetan Flecker, poi col. Friedrich Bachmeyer), formata dall’Hochgebirgsbataillon 3 e dal III./100. Il comando della divisione si stabilì a Saluzzo, in provincia di Cuneo. Nel dicembre del 1944, dopo l’arrivo dalla Germania della divisione “Littorio”, la 5. Gebirgsjaeger Division cambiò il proprio schieramento, assumendo la difesa del tratto di fronte fra il Moncenisio e la Valle del Po.
Il II./100 ed una batteria furono inviati al Piccolo San Bernardo, di rinforzo al 4° reggimento Alpini della divisione “Littorio”. Il comando della divisione si stabilì a Bussoleno, in Valle Susa, ad Ovest di Torino.


Ai primi di febbraio del 1945 il generale Schrank lasciò il comando, che fu assunto dal neo-promosso generale Hans Steets, un ufficiale dello stato maggiore della divisione, considerato un nazista ed assai poco amato dai quadri. Nella notte fra il 15 ed il 16 febbario, la Sturmkompanie (compagnia d’assalto divisionale) tentò con un’azione di sorpresa di impossessarsi del Colle del Gigante (3.400 m.), sul Monte Bianco. L’azione fallì, oltre che per la pronta reazione dei difensori francesi, Chasseurs Alpins del Bataillon du Mont Blanc, anche per la morte del comandante tedesco, il capitano Siegle. A torto o a ragione, questo combattimento fu considerato come quello sostenuto a più alta quota nel corso della II guerra mondiale.


Tra il 23 ed il 31 marzo 1945, i Chasseurs Alpins della 5ème demi-brigade cercarono di sfondare la linea del Piccolo San Bernardo, riuscendo, dopo un sanguinoso combattimento, a conquistare soltanto il Roc Noir (2.342 m.). La perdita di quel mucchio di rocce, senza alcun valore, provocò invece la reazione del generale Steets, che si precipitò a La Thuile, sede del comando del II./100, dove pretese le giustificazioni del maggiore Pröhl, comandante del battaglione, e costrinse tutti gli ufficiali a firmare un documento con il quale s’impegnavano a difendere le posizioni fino all’ultimo uomo! Il 10 aprile gli Chasseurs Alpins presero con un’ardita azione notturna la vetta del Roc de Belleface (2.857 m.), che, il 20 aprile, fu però ripresa da un plotone tedesco, dopo una vertiginosa scalata. Dal 5 al 7 aprile la 7ème demi-brigade passò all’attacco nella zona del Moncenisio, difesa dai Gebirgsjäger del III./100 e dai paracadutisti del battaglione “Folgore”. Dopo alterne vicende, tutti gli attacchi vennero respinti, salvo che sul Mont Froid (2.834 m.), che rimase nelle mani degli Alpins francesi. Nella notte fra il 19 ed il 20 aprile 1945, due compagnie, la 1a del I e la 12a del III./100, ne ripresero il possesso con un’azione spettacolare. I tedeschi ebbero 12 caduti ed i francesi persero 27 caduti e 63 prigionieri. Fu l’ultimo combattimento contro un reparto alleato sostenuto dalla 5. Gebirgsjaeger Division.
Dal 26 aprile 1945, il grosso della divisione, divisa in tre Kampfgruppen, lasciò le posizioni del Monginevro, del Moncenisio e della Valle d’Aosta, scendendo in pianura ed avviandosi verso Novara, dopo aver superato alcuni sbarramenti dei partigiani italiani, che resero vano il piano di distruzioni previsto, specie nelle Valli del Po, del Chisone (Sestriere-Pinerolo) e di Susa (Bardonecchia-Moncenisio-Susa). Le avanguardie si fermarono lungo il letto del torrente Elvo, a pochi chilometri da Santhià (Vercelli), sui tre ponti dell’autostrada, della nazionale e della ferrovia Torino-Milano, raggiunti il 30 aprile, mentre da Milano sopraggiungeva la 1a divisione corazzata americana, che rese vano ogni tentativo di proseguire. Tra il 30 aprile ed il 1 maggio 1945, durante il passaggio del III./100, 42 persone di varia età e sesso, partigiani e civili, furono uccise in una serie di sparatorie ed esecuzioni nella cittadina di Santhià e nelle sue immediate adiacenze. Il 2 maggio 1945, a Biella, fu sottoscritto l’atto di resa del LXXV Corpo d’Armata e la divisione si radunò in una vasta zona a Sud-Est di Ivrea, in attesa di essere avviata ai campi di prigionia alleati.

(Notizie storiche tratte dall'articolo "La 5a. Divisione Cacciatori di Montagna" di Alberto Turinetti di Priero e dal blog "Dal Volturno a Cassino" )

I Gebirgsjaeger della "Le.Kol./Geb. Jaeg. Rgt. 100" mentre trasportano i rifornimenti con i muli 

16-11-2019