Germania (1919-1945)
RARO CIONDOLO DELLA "5.GEBIRGS DIVISION "  DISLOCATA SULLE ALPI OCCIDENTALI NEL 1944/45
Prezzo: Euro 300,00 - cod. nr. 24701
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Il simbolo della 5.Gebirgs-Division
Lo stendardo dei Gebirgsjaeger
L'Oberst Anton Glasl, comandante del 100. Gebirgs-Regiment dal 1.3.1943 al 5.3.1944
Il General der Gebirgstruppen Julius "Papa" Ringel,
primo comandante della 5.Gebirgs Division
5ª Gebirgsjäegerdivision - Postazione di mitragliatrice sul fronte italiano.

Raro ciondolo d'epoca  indossato da un Gebirgsjaeger della 5. Gebirgs-Division che fu inviata da Kesselring sul fronte alpino dopo che gli alleati erano sbarcati sulle coste della Provenza il 15 agosto 1944. 


Il ciondolo, a forma di scudetto, è stato realizzato in metallo dorato, probabilmente nei primissimo periodo del 1945, per i membri della "Gebirgs Nachrichten Abteilung 95" (Battaglione Comunicazioni) a ricordo della loro permanenza sulle "West-Alpen".Veniva probabilmente portat, legata con il laccio di cuoio, sul bottone di una tasca della giubba.
Sono numerosi i ciondoli realizzati in questo periodo per diverse unità Gebirgsjaeger che combattevano sulle Alpi Occidentali italiane e, probabilmente, realizzati da qualche coniatore torinese. Sul fronte è riprodotto lo stambecco, simbolo della 5.Gebirgs-Division,  con ai lati gòi anni "1940" e "1945" in lettere a rilievo. Sotto il nome dell'unità su quattro righe. Il bordo è decorato con foglie stilizzate.  Sul retro sono indicate le località dove l'unità ha combattuto da quando è stata impiegata nel 1940.  Al centro è raffigurata una grande stella alpina.


La 5.Gebirgs Division (5. Divisione da montagna) nasce in Tirolo e nella regione di Salisburgo (Zell am See) nell’ottobre 1940 sotto il comando del Generalmajor Julius "Papa" Ringel. I suoi componenti sono prevalentemente giovani coscritti di nazionalità austriaca o bavarese, allenati e motivati. L'addestramento è più lungo e faticoso di quello delle divisioni di fanteria, svolto prevalentemente su terreni di montagna con particolare attenzione all'uso di tutte le armi in dotazione al battaglione. Particolare attenzione viene posta all'addestramento dei giovani ufficiali e sottufficiali.
Ai coscritti si aggiungono i "veterani" del 100. Gebirgs-Regiment dalla 1.Gebirgs Division e del l'Infanterie-Regiments 85 dalla 10.Infanterie Division che fornisce anche il reggimento di artiglieria.


La divisione rimane inizialmente inattiva in Germania, proseguendo l'addestramento, prima di essere utilizzata nella campagna di Grecia. Nel febbraio del 1941 la divisione viene trasferita a Craiova in Romania e all'inizio di marzo attraversa il Danubio entrando in Bulgaria per attestarsi al confine con la Grecia.
Entra in battaglia il 6 aprile con il compito di attaccare la linea di difesa montana "Metaxas". Sfondate le linee greche, dopo una battaglia di quattro giorni, marcia verso il sud senza trovare resistenza.
Destinata a partecipare all'invasione di Creta, dove si erano rifugiate le truppe inglesi in fuga dalla Grecia, con il suo 100. Gebirgs-Regiment perde il 3° battaglione che era stato imbarcato su una nave da sbarco affondata dalla flotta inglese. Il resto del reggimento viene aviotarsportato con gli Junker Ju 52 e impegnato nei combattimenti nell'area occidentale dell'isola appoggiando i paracadutisti nella battaglia di Maleme.


Lascia Creta e la Grecia nel dicembre del 1941 per un periodo di riposo e ricostituzione nel saliburghese. Nel febbraio 1942 torna in battaglia sul fronte orientale nell'area ad ovest di Leningrado, aggregata all'Heeresgruppe Nord (Lago Ladoga). Nel novembre 1943, in cambio con la 16. Panzer-Division inviata sul fronte orientale, la divisione viene trasferita in Italia e schierata sulla Linea Gustav, tra Monte Mare e Cima Abate. La divisione partecipa alle tre battaglie di Cassino tra il gennaio ed maggio 1944. Il comando viene assunto il 10 febbraio 1944 dal Generalleutnant Max Schrank che lo terrà fino al 18 gennaio 1945 quando passerà al Generalmajor Hans Steets.
Le sue unità subiscono perdite nell’area di Pontecorvo, Cassino, Atina, Belmonte Castello, Balsorano, Vallerotonda,Priverno, Sant’Elia Fiumerapido, sul Monte Cifalco, Colle San Marco. L’offensiva del 12 maggio la vede ancora su queste posizioni. La ritirata la porta sul Melfa, poi verso Sora.
Una parte delle sue truppe entrano in Abruzzo in Val Roveto e hanno perdite a Capistrello, altre dalle Mainarde raggiungono i Monti della Meta, superano il Passo di Opi e convergono verso la Piana del Fucino. I movimenti successivi vedono le sue truppe difendere un ampio fronte di impervie montagne verso i Monti della Laga e i Sibillini. Nelle settimane successive i suoi movimenti proseguono attraverso l’Appennino umbro, toccando Visso, Camerino, Fabriano, Norcia, Urbino. Le operazioni antipartigiane condotte in Appennino sono state assai numerose. In alcuni casi le sue truppe passano per le armi civili e ostaggi. È il caso di Capistrello e di Camerino nel giugno 1944.


Ritirata dal fronte nel settembre 1944, la divisione, che ha subito pesanti perdite, viene trasferita in Piemonte, dove assume il controllo di un settore di fronte compreso tra il Passo della Maddalena e il Monginevro. Solo il Gebirgsjäger-Regiment 100 con truppe di supporto rimane sulle posizioni appenniniche a ovest di Rimini e partecipa all’aspra battaglia di Gemmano. Nell’inverno il settore divisionale sul fronte alpino comprende il Monginevro, il Moncenisio ed il Piccolo San Bernardo. Alla difesa di queste posizioni partecipano anche i paracadutisti italiani della "Folgore" che si mettono in particolare evidenza durante gli ultimi combattimenti sul plateau del Monte Cenisio contro la 27e Division d'Infanterie Alpine francese. Alla Liberazione viene disarmata a Piverone nel Canavese.


 Dal settembre 1944 all'aprile 1945 i gebirgsjaeger della 5.Gebirgs-Division riuscirono a mantenere saldamente i Colli della Maddalena, del Monginevro, del Moncenisio e del Piccolo San Bernardo; dal 15 settembre la 5a divisione assunse le difese del tratto di fronte fra il Monginevro ed il Colle della Maddalena, dove fu creata la Kampfgruppe Maddalena (col. Kajetan Flecker, poi col. Friedrich Bachmeyer), formata dall’Hochgebirgsbataillon 3 e dal III./100. Il comando della divisione si stabilì a Saluzzo, in provincia di Cuneo. Nel dicembre del 1944, dopo l’arrivo dalla Germania della divisione “Littorio”, la 5. Gebirgsjaeger Division cambiò il proprio schieramento, assumendo la difesa del tratto di fronte fra il Moncenisio e la Valle del Po.
Il II./100 ed una batteria furono inviati al Piccolo San Bernardo, di rinforzo al 4° reggimento Alpini della divisione “Littorio”. Il comando della divisione si stabilì a Bussoleno, in Valle Susa, ad Ovest di Torino.


Ai primi di febbraio del 1945 il generale Schrank lasciò il comando, che fu assunto dal neo-promosso generale Hans Steets, un ufficiale dello stato maggiore della divisione, considerato un nazista ed assai poco amato dai quadri. Nella notte fra il 15 ed il 16 febbario, la Sturmkompanie (compagnia d’assalto divisionale) tentò con un’azione di sorpresa di impossessarsi del Colle del Gigante (3.400 m.), sul Monte Bianco. L’azione fallì, oltre che per la pronta reazione dei difensori francesi, Chasseurs Alpins del Bataillon du Mont Blanc, anche per la morte del comandante tedesco, il capitano Siegle. A torto o a ragione, questo combattimento fu considerato come quello sostenuto a più alta quota nel corso della II guerra mondiale.


Tra il 23 ed il 31 marzo 1945, i Chasseurs Alpins della 5ème demi-brigade cercarono di sfondare la linea del Piccolo San Bernardo, riuscendo, dopo un sanguinoso combattimento, a conquistare soltanto il Roc Noir (2.342 m.). La perdita di quel mucchio di rocce, senza alcun valore, provocò invece la reazione del generale Steets, che si precipitò a La Thuile, sede del comando del II./100, dove pretese le giustificazioni del maggiore Pröhl, comandante del battaglione, e costrinse tutti gli ufficiali a firmare un documento con il quale s’impegnavano a difendere le posizioni fino all’ultimo uomo!
Il 10 aprile gli Chasseurs Alpins presero con un’ardita azione notturna la vetta del Roc de Belleface (2.857 m.), che, il 20 aprile, fu però ripresa da un plotone tedesco, dopo una vertiginosa scalata. Dal 5 al 7 aprile la 7ème demi-brigade passò all’attacco nella zona del Moncenisio, difesa dai Gebirgsjäger del III./100 e dai paracadutisti del battaglione “Folgore”. Dopo alterne vicende, tutti gli attacchi vennero respinti, salvo che sul Mont Froid (2.834 m.), che rimase nelle mani degli Alpins francesi. Nella notte fra il 19 ed il 20 aprile 1945, due compagnie, la 1a del I e la 12a del III./100, ne ripresero il possesso con un’azione spettacolare. I tedeschi ebbero 12 caduti ed i francesi persero 27 caduti e 63 prigionieri. Fu l’ultimo combattimento contro un reparto alleato sostenuto dalla 5. Gebirgsjaeger Division.


Dal 26 aprile 1945, il grosso della divisione, divisa in tre Kampfgruppen, lasciò le posizioni del Monginevro, del Moncenisio e della Valle d’Aosta, scendendo in pianura ed avviandosi verso Novara, dopo aver superato alcuni sbarramenti dei partigiani italiani, che resero vano il piano di distruzioni previsto, specie nelle Valli del Po, del Chisone (Sestriere-Pinerolo) e di Susa (Bardonecchia-Moncenisio-Susa). Le avanguardie si fermarono lungo il letto del torrente Elvo, a pochi chilometri da Santhià (Vercelli), sui tre ponti dell’autostrada, della nazionale e della ferrovia Torino-Milano, raggiunti il 30 aprile, mentre da Milano sopraggiungeva la 1a divisione corazzata americana, che rese vano ogni tentativo di proseguire. Tra il 30 aprile ed il 1 maggio 1945, durante il passaggio del III./100, 42 persone di varia età e sesso, partigiani e civili, furono uccise in una serie di sparatorie ed esecuzioni nella cittadina di Santhià e nelle sue immediate adiacenze. Il 2 maggio 1945, a Biella, fu sottoscritto l’atto di resa del LXXV Corpo d’Armata e la divisione si radunò in una vasta zona a Sud-Est di Ivrea, in attesa di essere avviata ai campi di prigionia alleati.

(Notizie storiche tratte dall'articolo "La 5a. Divisione Cacciatori di Montagna" di Alberto Turinetti di Priero e dal blog "Dal Volturno a Cassino" )

I Gebirgsjaeger della "Le.Kol./Geb. Jaeg. Rgt. 100" mentre trasportano i rifornimenti con i muli 
 

17-8-2020