Italia (R.S.I.)
FOTO CARTOLINA PUBBLICATA DI UN MARO' DEL REGGIMENTO SAN MARCO DELLA "X. FLOTTIGLIA MAS " SPEDITA DA JESOLO NEL GENNAIO DEL 1944
Prezzo: Euro 250,00 - cod. nr. 24107                                                                               
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La pagina 54 del volume con le foto della cartolina e della tessera
La copertina del volume che contiene la foto del marò
Questa foto cartolina, stampata sicuramente da uno studio fotografico di Jesolo secondo un'usanza comune tra i soldati e i marinai della R.S.I., ritrae il marò Conte Rossi in uniforme del Reggimento San Marco ed è stata da lui spedita a Varese il 1 gennaio 1944 da Jesolo.
Già così questa foto cartolina viaggiata sarebbe un documento di notevole interesse collezionistico ma, il suo valore, si accresce enormemente quando scopriamo che la stessa è stata pubblicata sul volume "Marò 43-45 Decima Flottiglia Mas Tessere Foto" di Marco Romagnoli edito recentemente dalle Edizioni Ritter, insieme alla sua Tessera di Riconoscimento della X. Flottiglia Mas rilasciata il 8 gennaio 1945.
Dalla tessera possiamo apprendere che Conte Rossi si era arruolato come marò nella X.Mas il 19.12.194 quando aveva 19 anni e l'8 gennaio 1945, era arrivato al grado di Sergente Allievo Ufficiale. Era nato, infatti, l' 11-9-1924, era alto 180 cm, pesava 73 Kg. e aveva i capelli castani e gli occhi azzurri. E' interessante notare come la foto sulla tessera sia stata ricavata proprio da questa fotocartolina.

Da altre fonti abbiamo appreso che Conte Rossi era in forza al Battaglione Lupo, dove era confluita la gran parte dei marò  del Reggimento San Marco. Il capitano di corvetta Corrado De Martino, sommergibilista più volte decorato al valore, che si trovava a Venezia, all'Arsenale Militare, si presentò a La Spezia ove gli venne affidato il comando del Btg. Lupo in via di costituzione. I primi quattro arruolati provenivano da Venezia. L'11 gennaio 1944 alle ore 10, nella caserma di S.Bartolomeo nacque formalmente il Battaglione col nome della torpediniera "LUPO", che era stata affondata.
I volontari erano giovani che provenivano da vari strati sociali; molti avevano interrotto gli studi, ma affluivano anche militari e ufficiali con alle spalle esperienza di guerra.
A completare l'organico del Lupo giunse a La Spezia una compagnia di "marò" con la divisa grigioverde del "San Marco". Proveniva da Jesolo ove i volontari erano giunti in prevalenza dal Veneto e dalla Romagna. Era un reparto già molto affiatato che costituì la IV compagnia "La Serenissima". E' quindi quasi certo che il marò Conte Rossi facesse parte di questa compagnia e avesse lasciato Jesolo pochi giorni dopo aver spedito questa cartolina.


Da qui in avanti la sua storia si unisce a quella del Battaglione Lupo che il 16 aprile 1944 partì da La Spezia e raggiunse in treno la Toscana dove ebbe inizio l'addestramento, agevolato dai tedeschi della divisione "Hermann Goering". Da qui avrebbe dovuto raggiungere il fronte sud per dare il cambio al "Barbarigo" che aveva già avuto il battesimo del fuoco a Nettuno.
Ma le notizie che giungevano dal fronte costrinsero il Comando del Battaglione a trasferire il reparto al nord, dapprima sull' Appennino con lo scopo di proteggere le retrovie dalle insidie del movimento partigiano.
Il rientro in patria dei reparti italiani addestrati in Germania permise al "Lupo" di liberarsi dai compiti di presidio e di riunirsi a Carasco ai primi di agosto. Da qui il battaglione raggiunse Torino e quindi Cirié per proteggere, importanti depositi di armi e munizioni.
Nell' ottobre del '44 il battaglione si trasferì a Torino, nella Caserma "Monte Grappa". Successivamente vi fu la liberazione di Alba che fu realizzata dal "Lupo" e dal Reparto Arditi Ufficiali in prima schiera e dal Btg. "Fulmine" con il Gruppo Artiglieria "Colleoni" (della Decima) in seconda linea. Il Battaglione fu premiato dall'elogio del Comandante Borghese e dall'annuncio della prossima partenza per il fronte.


Da Torino una colonna di automezzi con a bordo il "Lupo" raggiunse Milano. Il 24 novembre del 1944, nel parco del Castello Sforzesco, il Maresciallo Graziani passò in rivista il battaglione, completato nella sua organizzazione logistica e snellito nel numero; inizialmente di mille uomini, era stato ridotto a circa settecento.

 Il battaglione traghettò sul Po nella nottata dal 4 al 5 dicembre '44. Il convoglio raggiunse Viadana e, seguendo la via Emilia, arrivò a Bologna. Nei giorni successivi si procedette allo schieramento sui monti Caprara, Sole e Maggiore, a Zola Predosa, a Monte S. Pietro e a Sperticano a ridosso delle prime linee tedesche, in zona molto battuta dalle artiglierie nemiche.. Nella mattina del 24 dicembre giunse l'ordine al "Lupo" di lasciare le posizioni apenniniche e di concentrarsi a Monte S.Pietro in attesa di nuove disposizioni. Lo spostamento successivo si effettuò dal 26 al 27 dicembre del '44 e il battaglione giunse a Pratolungo, a nord-est di Fusignano. Giunse finalmente l'ordine di schieramento per il "Lupo". Il settore dove si sarebbe dovuto operare era compreso tra gli abitati di Alfonsine e Fusignano, tatticamente alle dipendenze della 16a divisione corazzata "Panzer-grenadier Reichsfùhrer SS".
Il battaglione entrò in azione dal 27 al 29 dicembre '44. Dopo tre mesi al fronte dove ha sostenuto violentissimi combattimenti soprattutto con i canadesi, il 20 febbraio è previsto l'avvicendamento, Il Battaglione giunge a Ferrara e finalmente non si odono più sibili, scoppi, fragori che hanno caratterizzato i tre mesi al fronte. Con gli autocarri il "Lupo" si trasferisce prima a Vicenza e successivamente a Marostica per il periodo di riposo. E' probabile che il sergente Conte Rossi abbia ricevuto la sua tessera ufficiale della X. Flottiglia Mas in questo periodo di calma anche se la stessa è datata 8.1.1945 dato che nessun motivo ci sarebbe stato di averla con sè durante i combattimenti. Il 15 aprile si procede alla consegna delle Croci di Ferro al valore, presente il Comandante Borghese, e la cerimonia avviene nella piazza di Marostica. Le premiazioni si riferiscono ad avvenimenti segnalati ma si devono intendere estese a tutti i marò del Lupo e Borghese aggiunge che la Decima rimarrà in piedi fino all'ultimo.
Il Lupo ripartirà ancora per il fronte. Tra il 20 e il 21 aprile viene data disposizione al battaglione di prepararsi per la partenza. Alle ore 18 del 21 il generale Corrado, già comandante di una brigata coloniale, reca il saluto della Decima al battaglione perfettamente schierato, in armi. Una colonna autocarrata tedesca è pronta a trasportare il Lupo verso le valli di Comacchio, dove già altri reparti del reggimento sono attestati per tentare una opposizione al nemico che avanza. Sul Po, dal 23 aprile, si trova il Btg.Lupo che attende gli altri reparti della Decima, il Barbarigo, gli N.P. il Colleoni, il Freccia. Il 25 aprile il comandante tedesco Generale Conte von Schwering si arrende al 27° Lancieri inglese, perché 'tnon aveva più truppe sotto il suo comando". 

Alla sera del 25 il comandante Stripoli viene convocato dal comando del gruppo dislocato in Adria. Viene a conoscenza della decisione di attestare il gruppo sulla riva sinistra dell'Adige, nella zona di Cavarzere. Il trasferimento avviene non senza difficoltà per la violenza dell'aviazione avversaria. La confusione è sempre più grande tra i reparti che si ritirano. Ma nemmeno sull'Adige è possibile creare difese. La rotta è oramai completa e soltanto il gruppo Decima si ritira in ordine. Il Battaglione N.P. si dirige verso Venezia dove giungerà forzando blocchi attuati dai partigiani dell'ultima ora. Il battaglione giunge, assieme agli altri, ad Albignasego, quasi alla periferia di Padova. E' quasi notte quando appaiono i mezzi corazzati nemici. La colonna nemica è formata da neozelandesi i quali invitano gli uomini a concentrarsi in un campo e a mantenersi uniti. Il I° Gruppo di Combattimento Decima si schiera in quadrato con aperto un lato ad est. Nella notte tra il 28 e il 29 aprile del 1945 il battaglione Lupo, con gli altri reparti del I° gruppo di combattimento, cessa di esistere come unità militare. La colonna degli autocarri con a bordo i marò prigionieri comincia il viaggio lungo la penisola. Giunti a Taranto, i prigionieri sono successivamente imbarcati alla volta di Algeri, per essere rinchiusi nel 211 Camp. P.O.W. (Notizie storiche tratte dal sito "Decima Mas Network")
La tessera di riconoscimento di Conte Rossi ( Collezione Riccardo Maculan)
 
   

 17-10-2019