Italia (1940-1945)
RARA MEDAGLIA "DALMAZIA REDENTA" 1941 FIRMATA AFFER
Prezzo: venduto - cod. nr. 16392
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Bellissima medaglia realizzata dall'incisore Costantino Affer nel 1941 e destinata ai membri della 2° Armata che avevano occupato la Slovenia e la costa Dalmata nel 1941.


La medaglia in bronzo misura 32 mm di diametro e sul fronte presenta la figura intera di un soldato italiano a cavallo del mare Asriatico, intento a piantare una bandiera sulla Dalmazia. Sulla parte sinistra un grande fascio con vicino il leone alato di San Marco che con la zampa destra tiene ferma una tavoletta con la scritta "PAX TIBI MARCE, EVANGELISTA MEUS" (Pace a te, Marco, mio evangelista) . Appena sotto sul bordo è visibile la firma dell'incisore "AFFER". Sul rovescio una vittoria alata con una spada nella mano destra e uno scudo nella mano sinistra, con lo stemma della Dalmazia e la data "1941 A XIX" (19 aprile 1941). Tutto intorno , sul bordo, le parole "VINCERE" e "DALMAZIA REDENTA". Il nastro azzurro è del tipo stretto.


Il 10 giugno 1940 la 2a Armata è schierata sulla frontiera orientale ai confini della Jugoslavia nel settore compreso tra Tarvisio e Fiume. Inizialmente ha alle sue dipendenze il V e l'XI Corpo d'Armata e successivamente viene rinforzato con il VI e il XIV Corpo d'Armata. Alle grandi unità dipendenti viene fatto assumere uno schieramento a carattere cautelativo con l'orientamento di tenersi comunque pronte a muovere.
Nei primi mesi del 1941, in vista dell'inizio dell'attività offensiva, l'Armata viene ulteriormente potenziata con il Corpo d'Armata Celere e il Corpo d'Armata Autotrasportabile.


L'11 aprile 1941, superato il confine, le unità dell'Armata entrano in territorio jugoslavo e dopo duri ma brevi combattimenti occupano Lubiana e Sussak. Il 14 aprile si impadroniscono di Sebenico ed il 15 aprile di Spalato. Il 16 aprile, una sua colonna proveniente da nord sblocca da una critica situazione il presidio italiano di Zara, circondato ed attaccato da tre parti. Il 17 aprile l'Armata si congiunge con i reparti italiani provenienti dall'Albania, stabilendo una linea di contatto sull'allineamento Ragusa-Trebenje-Bileca-Gacke.
Il 18 aprile terminano le operazioni di guerra ed ha inizio l'attività organizzativa e di presidio del territorio occupato. Estende la propria influenza su Slovenia, Dalmazia e Croazia dove svolge ruolo di truppa di occupazione con compiti di antiguerriglia alle formazioni partigiane e di prevenzione per reprimere gli scontri etnici fra serbi e croati. Molte delle sue operazioni vengono svolte in collaborazione con le truppe tedesche.
Le unità dell'Armata, dislocate nei punti strategici del territorio occupato a protezione delle vie di comunicazione più importanti e dei centri di interesse politico, economico e sociale di rilievo, vengono coinvolte in una aspra lotta antipartigiana. Dal 9 maggio 1942, e fino al 15 maggio 1943, cambia la propria denominazione in Comando Superiore per le Forze Armate della Slovenia e della Dalmazia a causa dell'attività che è chiamata a svolgere quale unità di occupazione in Jugoslavia ed in relazione a particolari esigenze territoriali. Durante il 1943 i reparti della 2a Armata sono sempre più impegnati nelle operazioni di controguerriglia. Nel mese di settembre 1943, la Venezia Giulia, la Slovenia e la Croazia del Nord sono presidiate dalla 2° e dall'8° armata, comandate rispettivamente dai generali Robotti e Gariboldi. La 2^ armata, con sede a Fiume, è articolata su tre corpi: l'XI, il V ed il XVIII. Il V Corpo, su due divisioni di fanteria (Macerata e Murge) e una brigata costiera (XIV) è stanziato nella Dalmazia settentrionale comprese le isole di Veglia, Cherso, Lussino, Arbe e Pago. Cessa ogni attività il 9 settembre 1943 in conseguenza degli avvenimenti che determinarono l'armistizio e viene sciolta a Lussimpiccolo l'11 settembre. ( Notizie storiche tratte dal sito Regio Esercito )
 

 

13-10-2019