Italia (1919-39)
RARISSIMO ELMO M33 GRIGIOVERDE DELLA MILIZIA CONFINARIA ORIGINALE CON EXPERTISE
Prezzo: Euro 1100,00 - cod. nr. 24869
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Elmetto Mod.33 grigioverde originale appartenuto ad un milite della Milizia Confinaria con fregio nero a mascherina.
L'elmetto, garantito originale al 100% come già facilmente intuibile dalle foto e confermato dall'expertise che lo accompagna, e' in eccezionali condizioni di conservazione e completo di interno e soggolo originali.


La Milizia confinaria venne costituita ufficialmente nel gennaio 1927 senza che venisse adottato per essa alcun segno particolare distintivo.
Solo nel 1935 venne introdotto il nuovo fregio di specialità composto da un fascio littorio con stella alpina sovrapposta ad un alpenstok da adottare sul copricapo e sulle controspalline. Nel 1939, seguendo la moda dei suoi tempi, la Confinaria adottò il nuovo fregio con le fronde di alloro. Prese anche parte attiva al conflitto sulle Alpi nel giugno 1940


L'elmo Mod. 1933 era l'elmo delle Forze Armate Italiane durante la seconda guerra mondiale.
Costruito in nickel e acciao, il suo inventore fu l'ing.Nicola Leszl che lo concepi' con un'imbottitura di pelle marrone, montata su un'armatura metallica, sorretta da tre bulloni d'aerazione, due anteriori e uno posteriore.
Nessun fregio metallico venne ufficialmente impiegato tuttavia vennero adottati fregi "a mascherina" per le varie specialita' e più tardi a decalcomania. La colorazione fu grigio verde chiaro fino al 1940; successivamente venne usata una tonalita' piu' scura.


Il guscio, in acciaio al nickel, presenta sul  bordo interno posteriore la sigla "MM2" con lettere alte circa 5 mm. Si sa con certezza che questo codice alfa-numerico non si riferisce a Corpi militari o anni di fabbricazione bensì indica il fabbricante e il lotto di produzione che ne identifica il periodo di produzione sicuramente bellico.
La verniciatura grigioverde è quella applicata durante il primo periodo di utilizzo del Regio Esercito Italiano come confermato dalla composizione chimica della vernice e dalla consistenza dell'ossidazione, ed è presente al 100%.


Il fregio frontale, visibile all' 95%, è stato verniciato in colore nero  utilizzando una mascherina traforata, come d'uso all'epoca, e rispetta gli standard da capitolato militare dell'epoca, pur essendo questo tipo di applicazion meno diffuso rispetto alle più comuni decalcomanie.
Esaminando i diversi strati di vernice e il percorso seguito dall'ossidazione si esclude la possibilità di un'applicazione successiva al periodo bellico, dato peraltro già confermato dalla tinta. 


E' dotato di rivetti di aerazione esterni del 2° tipo, provvisti cioè di un accenno di bordatura sulla circonferenza esterna. L'apertura dei rivetti,  visibile all'interno, in modo irregolare è probabilmente dovuta ad un montaggio in assenza di pressa meccanica. La congruità di applicazione della tinta su castello e guscio in relazione alla cronologia dei procedimenti di montaggio, fugano ogni dubbio su eventuali riutilizzi postbellici ed attestano anche sotto questo punto di vista la totale autenticità dell'elmo.


Il soggolo originale è in pelle di vacchetta, dello spessore di circa 1,00 mm, con il lato liscio all'esterno e la parte scamosciata all'interno. Il colore è di tonalità grigioverde scuro. L'ancoraggio all'elmo è assicurato da due anelli rettangolari metallici verniciati in grigioverde, della misura di 14x27 mm, fissati alle lamelle di alluminio. Sul supporto sinistro in alluminio per il soggolo è presente la marcatura d'arsenale "AT" con coroncina dell'Arsenale di Torino.
I ribattini per il fissaggio sono 2 per parte e del tipo a 2 componenti a forma di funghetto dal gambo cavo, con una testa di 6 mm. La parte destra del soggolo ha 7 forellini dove entra il rostro della fibbia per la chiusura alla misura desiderata. La parte sinistra ha una lunghezza totale di circa 30 cm, con una larghezza alla radice di 20mm fino a giungere a 32 mm nella zona finale. Su questo lato del soggolo sono presenti due anelli in cuoio, uno fisso e l'altro passante. Le cuciture sottostanti sono fatte con filo originariamente di colore bianco-crema.
E' in excezionali condizioni di conservazione.


La cuffia a otto spicchi di pelle di capra conciata e tinta di marrone chiaro, originale a otto spicchi di pelle chiara, ha la taglia "58" correttamente impressa  sul lato destro dell'imbottitura. Presenta un lato interno scamosciato e degli anelli di rinforzo metallici per i passanti del lacciuolo. Ha la cucitura a "Z" di rinforzo all'unione dei lembi posteriori. E' montata su di un feltro di colore giallo-arancione che è stato unito con cucitura a sopragitto a macchina, senza sovrapposizione di tessuto e i dentelli sono correttamente sfalsati rispetto alla traforatura. La cuffia è montata sull'anello dell'armatura con fermacampioni di primo tipo in acciaio. Sul lato posteriore sinistro del semicerchio interno in acciao dell'armatura, è impressa la sigla "M58" che identifica la ditta produttrice dell'elmetto e la sua taglia. La lettera M coincide con quelle del guscio.  


L'elmo è accompagnato dall'expertise rilasciato dallo Studio Tecnico Zanni Campioli, iscritto nel Ruolo dei Periti ed Esperti della C.C.I.A. della provincia di Modena e Consulente Tecnico del Tribunale di Modena. Il giudizio finale dell'expertise recita: "L'intervallo spettrografico della composizione della tinta non ha fatto emergere possibili applicazioni o trattamenti successivi al periodo bellico. Sulla base di quanto suesposto, interpretando i dati oggettivamente riportati sulla presente expertise ed in base all'esperienza personale ad oggi maturata dai nostri esperti, si reputa l'oggetto autentico."

 

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12-1o-2020