Italia (1919-1939)
RARISSIMO ELMO M33 DI PRIMO TIPO DEL BATTAGLIONE "MOSCHETTIERI DELLE ALPI" DELLA R.S.I. 1944
Prezzo: Euro 1200,00 - cod. nr. 24418
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La sigla "P17" visibile sulla falda interna che indica il lotto diappartenenza dell'elmetto
La taglia 55 traforata sulla cuffia
Tavola illustrativa tratta dal libro “R.S.I., uniformi, distintivi, equipaggiamento e armi 1943-1945”
di G. Rosignoli.

Questo raro elmetto M33 di produzione prebellica, apparteneva a un membro del "Battaglione Moschettieri delle Alpi" ed era stato personalizzato con l'emblema bianco del battaglione.


Come fregio sul berretto e sull'elmetto era posto, infatti, un gladio con serto di dimensioni maggiori a quello comunemente posto sulle mostrine. Oltre che per la grandezza, questo fregio era riconoscibile per la lama del gladio, che fuoriusciva per un lungo tratto dal serto stesso: la forma fortemente allungata era stata probabilmente studiata per risultare più visibile e per occupare completamente il fronte del copricapo.
Un’altra caratteristica di questo fregio è l’assenza della scritta "ITALIA", onnipresente sulla guardia dei gladi per mostrina. 
Il serto che cinge il gladio è costituito da foglie di quercia (ricordiamo che invece nelle versioni da bavero è formato da foglie d’alloro da sole o con le fronde di quercia).


L'elmo modello 1933 era l'elmo delle forze armate italiane durante la seconda guerra mondiale. Costruito in nickel e acciaio, fu progettato dall'Ing. Nicola Leszl che lo concepi' con un'imbottitura di cuoio marrone, montata su un'armatura metallica sorretta da tre bulloni d'areazione, due anteriori e uno posteriore.


Il guscio in acciaio al Nickel non è marcato posteriormente come accadeva nei primi lotti di produzione, specialmente per i "prototipi" come questo esemplare. La tinta grigioverde chiara, tipica del periodo prebellico è stata ricoperta esternamente da una seconda livrea in tonalità marrone. Questa seconda livrea è ancora presente su la quasi totalità della superficie esterna dell'elmo e soprattutto sulla parte frontale dove è applicato l'emblema del battaglione. L'esame dei diversi strati di vernice ed il percorso seguito dall'ossidazione ci da la certezza di un'applicazione coeva.


I rivetti di aerazione sono del primo tipo, cioè di tipo più bombato e con foro piccolo.  L'apertura dei rivetti "a due lembi" visibile all'interno così come l'ossidazione presente su di essi, unitamente alla congruità di applicazione della tinta sul castello e sul guscio, fugano ogni dubbio su eventuali possibili riutizzi postbellici dell'elmo e sulla sua autenticità.


La cuffia di periodo coevo all'elmo presenta una sola cucitura con rinforzi a cucitura paralella di scarse dimensioni. La pelle ha una colorazione scura ed è montata su di un feltro di colore giallo con "fermacampioni" di primo tipo in acciaio.   La taglia 55 è correttamente impressa per mezzo di fori sul lato destro dell'imbottitura. Sulla cuffia è visibile, all'esterno una scritta con matita copiativa purtroppo illegibile.
Il lacciuolo di spago sottile non è quello originale che era ricavato dalla stessa pelle utilizzata per la cuffia .


Il soggolo di pelle verde rientra nelle misure e caratteristiche imposte dai capitolati militari del tempo. Correttamente montato su anelli quadrangolari in acciaio così come la fibbia metallica, è autentico ed intoccato. Non sono visibili punzoni di alcun genere. E' completo delle sue due parti ma porta i segni di un uso prolungato.


Un pezzo sicuramente raro per la sua particolariotà, quindi riservato a collezionisti sofisticati, ovviamente coperto da garanzia di originalita' totale senza limitazioni temporali.


Il Battaglione Moschettieri delle Alpi fu costituito ad Aosta nel settembre del 1943 e fino a tutto il 1944 rimase operante nell'area in funzione di antiguerriglia al Comando del Capitano Crimi. Operò in molte occasioni al fianco delle SS italiane e ad altri reparti, anche della Decima Mas.
Formato da tre compagnie di militari, provenienti per lo più dal Corpo degli Alpini, questo reparto autonomo contava su soli 242 effettivi e dopo l'arrivo dei reparti della Divisione Littorio fu disciolto ed il personale confluì nel Raggruppamento Cacciatori degli Appennini. A dispetto della scarsa consistenza numerica questo reparto curava particolarmente i suoi segni distintivi orgogliosamente conservati anche dopo lo scioglimento.

 

 

 

Ritratto di un appartenente al Btg. Moschettieri delle Alpi che evidenzia la mostreggiatura con il gladio lungo
 
   
 

 16-3-2020