Italia (1919-1939)
ECCEZIONALE DOCUMENTO UFFICIALE DEL FASCIO ALL'ESTERO DI BUENOS AIRES DEL 1938
Prezzo: Euro 200,00 - cod. nr. 25002
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Eccezionale documento su carta intestata dei FASCI ITALIANI ALL'ESTERO, Ispettorato per i Fasci nell'Argentina, con riprodotto a sinistra l'immagine di un triplice fascio littorio sovrapposto, utilizzato dal Fascio di Buenos Aires (Fascio Ivo Oliveti) che faceva parte dei Fasci d'Argentina. .
La lettera, datata 28 luglio 1938, è stata scritta a macchina e indirizzata indirizzata al Cav. Uff. Gino Romizi . presso il Reale Consolato di 1° Classe di Mendoza.
Il firmatario della lettera era Alessandro Miniggio, che era l'Ispettore per i Fasci nell'Argentina. 

Tra le due guerra, l'Argentina, insieme a Stati Uniti e Brasile, divenne il paese con le maggiori concentrazioni di italiani nel mondo. Nel 1927, almeno 1.800.000 italiani vivevano in Argentina che diventarono circa due milioni nel 1930. Non poteva quindi mancare l'attenzione del Regime verso questi emigrati. Il fascismo ebbe sempre verso l'emigrazione una grande attenzione, supportata dalla convinzione che gli italiani all'estero andassero valorizzati quale punta Fondati da ex-combattenti emigrati, ancor prima della Marcia su Roma, i fasci di combattimento argentini ebbero un cammino accidentato.
Eppure, alla situazione argentina il Partito fascista dedicò un'attenzione particolare, inviando nel 1923 Ottavio Dinale e nel 1924 Giovanni Giuriati che diventerà poco dopo ministro.
Dinale, già stretto collaboratore di Mussolini al "Popolo d'Italia", fu delegato del PNF per il Sudamarica, In argentina si trovò a operare in una situazione confusa, impegnandosi nella riorganizzazione dei fasci, liberandoli anche da elementi indesiderabili. Nel 1923 fondò  a Buenos Aires la sezione del PNF.
Nel 1925 il capo indiscusso dei fascisti italiani in Argentina era Vittorio Valdani (1870-1964), ingegnere milanese, che lavorò in campo minerario negli Stati Uniti e in Russia prima di essere assunto come segretario particolare di Pirelli nel 1899.  Nel 1908 prese a dirigere per conto della casa madre milanese lo stabilimento della Compania General de Fosforos in Argentina; durante la prima guerra mondiale guidò il comitatoi per i prestiti di guerra. Nel 1925 rifondò il Fascio di Bienos Aire che, dopo la guerra d'Etiopia, fu intitolato all'aviatore Ivo Oliveti, insignito della Medaglia d'Oro alla memoria, avendo perso la vita per salvare il suo equipaggiodel suo aereo in fiamme ad Axum.
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12-11-2020