Italia (1919-1939)
ECCEZIONALE DOCUMENTO UFFICIALE DEL FASCIO ALL'ESTERO DI GLASGOW DEL 1924
Prezzo: Euro 200,00 - cod. nr. 24854
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Eccezionale documento su carta intestata del Partito Nazionale Fascista, con riprodotto a sinistra il distintivo del fascio primigenio, utilizzato dal Fascio di Glasgow che aveva sede in Allander Street 168 - Possilpark.
La lettera, datata 26 aprile 1924, è stata scritta a macchina con l'inserimento a mano di alcuni numeri, e indirizzata al Delegato Centrale per le Isole Britanniche del P.N.F. di Londra che in quegli anni era Piero Parini (Ispettore Generale dei Fasci all'Estero),.
L'oggetto della lettera è il "COSTITUENDO FASCIO DI BELFAST" e il Fiduciario per la Scozia che l'ha firmata ( e che sembra essere Ronchetti), scrive una relazione sulle azioni messe in atto per raccogliere aderenti al nuovo Fascio di Glasgow. In calce alla lettera viene indicata la forza numerica dei Fasci nella sua zona (la Scozia) alla data del 27 aprile 1924.

Il fascismo ebbe sempre verso l'emigrazione una grande attenzione, supportata dalla convinzione che gli italiani all'estero andassero valorizzati quale punta di diamante dell'espansione degli interessi italiani fuori della patria.
Il 2 maggio 1921, in occasione della nascita del Fascio di New York, Mussolini aveva dichiarato che la costituzione dei fasci all'estero serviva a "suscitare, conservare, esaltare l'italianità fra i milioni di connazionali dispersi per il mondo". I fasci all'estero sarebbero dovuti essere veri e propri "consolati fascisti" per la "protezione legale ed extralegale" di tutti gli italiani, specialmente di coloro che erano "salariati da impresari stranieri", con l'obiettivo esaltante di "tenere alto, sempre e dovunque, il nome della Patria italiana". Bisognava, cioè, che quasi dieci milioni di italiani all'estero, non perdessero il proprio senso di appartenenza italico, continuando a sentirsi in continuazione "spirituale ed ideale" con la patria lontana.

Una situazione assai favorevole per i Fasci Itliani all'Estero era sicuramenet quella inglese. Essi erano stati avvantaggiati soprattutto dalla presenza in Gran Bretagna di emigrati che svolgevano lavori tipicamente italiani (in ristoranti, bar e negozi di cibo italiano), che vivevano concentrati negli stessi quartieri (Little Italy), che emigravano con la famiglia e si sposavano fra italiani, ma anche dalla minore presenza, rispetto a Francia, Belgio e Germania, di fuorusciti antifascisti. Il Fascio di Glasgow era molto ben organizzato; la Casa d'Italia era situata in posizione centrale anche se la comunità italiana era distribuita in diverse aree della cità, a ragione dei lavori svolti dagli emigrati italiani che erano principalmente negozianti (soprattutto di pesce o gelatai) o proprietari di ristoranti che non avevano potuto stabilire il loro business nella stessa area, come invece era accaduto nella Little Italy di Londra.  
 
     

30.9-2020