Italia (1940-1943)
RARISSIMO DOCUMENTO ORIGINALE DEL FASCIO DI PARIGI DEL 1941
Prezzo: venduto - cod. nr. 24632
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Nicola Bonservizi nel busto in marmo (1925) di Adolfo Wildt che venne esposto nel corso della I Mostra del Novecento italiano e oggi conservato al MART di Rovereto
Alcuni esponenti dell'emigrazione antifascista a Parigi: Gaetano Salvemini, Francesco Saverio Nitti, Alberto Tarchiani, Pietro Nenni e Franco Clerici
Questo documento è particolarmente raro, come tutto ciò che tocca da vicino la storia dell'antifscismo edel fascismo in Francia fin dai primi giorni della sua costituzione in Italia.
Il documento è firmato dal Segretario del fascio di Parigi Vincenzo Buzzi.Interessante notare come sia stata usata una carta intestata di tre anni prima (XVI - 1938) sulla quale è stato ristampato il nuovo anno "XIX".

Il Fascio di Parigi era intitolato, infatti, al giornalista italiano Nicola Bonservizi, che partecipò alla Grande Guerra come tenente di artiglieria nel Regio Esercito. Dopo la guerra collaborò alla rivista Utopia, che Benito Mussolini aveva fondato quando era uscito dal Partito Socialista Italiano.
Nel 1920 fu inviato a Parigi come corrispondente dall'estero del Popolo d'Italia, il quotidiano anch'esso fondato da Benito Mussolini.
A Parigi Nicola Bonservizi fondò il primo Fascio di Parigi  nel 1922 e la rivista L'Italie Nouvelle, organo ufficiale dei fascisti italiani che risiedevano in Francia, finanziato dal governo italiano. La rivista era scritta sia in italiano, sia in francese.
Nicola Bonservizi scrisse sul Popolo d'Italia circa l'importanza della sua missione a Parigi per fondare i Fasci all'Estero come "centro di attrazione, d'informazione e di propaganda e strumento della politica estera italiana".

La sera del 20 febbraio 1924 l'anarchico Ernesto Bonomini, residente in Francia, ferì a morte con colpi di rivoltella Nicola Bonservizi mentre si trovava seduto al tavolo di un ristorante a Parigi. La vittima si spense poi il 26 marzo. La salma fu trasferita in Italia dove fu accolta da Mussolini per le onoranze funebri e sepolta nella Cappella degli Eroi al Cimitero Monumentale del Verano.
Nel frattempo il Bonomini, arrestato dalla polizia francese, fu condannato a 8 anni di lavori forzati. La pena fu poi in parte condonata trasformata in semplice carcerazione. A proposito della mitezza della pena, nel 1928 scriveva Giorgio Pini,  che "la giustizia francese si affretta poi a dare all’assassino una leggerissima condanna, che suona incitamento a nuovi delitti". Del resto la Francia era già allora la patria di tutti gli antifascisti fuorusciti dall'Italia e lo divenne sempre di più, dopo la guerra di Spagna e fino all'occupazione tedesca del 1941. Il sentimento antitaliano rimase vivissimo nella popolazione francese, alimentato dalla nostra "aggressione alle spalle" del 10 giugno 1940.
I Fasci Italiani all'Estero cominciarono a sorgere poco tempo dopo di quelli in Italia. Tuttavia questi primi Fasci del 1921-1922 erano piccole organizzazioni ancora embrionali e non si erano formate che nei centri maggiori dell'Europa e del bacino Mediterraneo. Fu solo dopo la Marcia su Roma, con l'avvento del Governo Fascista, che i Fasci Italiani all' Estero presero un vero sviluppo.
Il Fascismo ebbe sempre verso l'emigrazione una grande attenzione, supportata dalla convinzione che gli italiani all'estero andassero valorizzati quale punta di diamante dell'espansione degli interessi italiani fuori della patria.
Il 2 maggio 1921, in occasione della nascita del Fascio di New York, Mussolini aveva dichiarato che la costituzione dei fasci all'estero serviva a "suscitare, conservare, esaltare l'italianità fra i milioni di connazionali dispersi per il mondo". I fasci all'estero sarebbero dovuti essere veri e propri "consolati fascisti" per la "protezione legale ed extralegale" di tutti gli italiani, specialmente di coloro che erano "salariati da impresari stranieri", con l'obiettivo esaltante di "tenere alto, sempre e dovunque, il nome della Patria italiana". Bisognava, cioè, che quasi dieci milioni di italiani all'estero, non perdessero il proprio senso di appartenenza italico, continuando a sentirsi in continuazione "spirituale ed ideale" con la patria lontana.
 
     

13-7-2022