Italia (1919-1939)
FERMACARTE A FORMA DI GLADIO IN BRONZO DORATO DELLE FONDERIE DELLE CURE "GIOVANNI BERTA" 
Prezzo: Euro 450,00 - cod. nr. 24581
In order to translate from Italian, please, choose your preferred language from the Google Translator Menu at the bottom.
Giovanni Berta
La spalletta del ponte sull'Arno dove Giovanni Berta fu ucciso fu poi asportata ed esposta nel corso della Mostra della Rivoluzione fascista

Rarissimo fermacarte in ottone a forma di gladio con l'impugnatura costituita da un grosso fascio Littorio. Apparentemente potrebbe sembrare un tagliacarte ma il suo peso di quasi 800 grammi lo esclude. La lama del gladio è stata spezzata verso la fine, come se qualcuno avesse cercato di forzare qualcosa facendo leva proprio sulla lama. Fortunatamente la frattura è stata ricomposta perfettamente e risaldata, probabilmente in epoca così da lasciare inalterato il fascino si questo straordinario oggetto storico. Il fermacarte è interamente realizzato in ottone e misura 31 cm. di lunghezza, compresa l'impugnatura a forma di fascio Littorio.  


Al di là delle sue fattezze, quello che lo rende particolarmente interessante sotto il profilo storico collezionstico è il suo legame con lo squadrismo fiorentino dei primi anni Venti.
La lama presenta infatti, sul retro, una incisione annerita che recita "FONDERIA DELLE CURE/GIOVANNI BERTA FIRENZE".
Si tratta indubbiamente di un esemplare di grande pregio che all'epoca doveva costituire un dono prezioso offerto dal proprietario della Fonderia a personaggi importanti del regime


La Fonderia delle Cure era un'azienda metallurgica attiva dalla seconda metà dell'Ottocento che prese il nome dall'area di Firenze dove sorgeva (la zona di piazza delle Cure), all'epoca fuori città e sede di numerose attività industriali, nate sfruttando l'acqua del torrente Mugone che la attraversava.
La fabbrica era di proprietà di Giuseppe Berta ed era nota soprattuto per la produzione di opere per privati e pubblici come ad esempio molti tombini di Firenze che ancora ne portano il nome.


Il figlio di Giuseppe si chiamava Giovanni Francesco Berta ed era nato a Firenze il 24 agosto 1894. Aveva partecipato, giovanissimo, alla guerra italo-turca del 1911 e poi alla prima guerra mondiale, al termine della quale aaveva aderito tra i primi ai Fasci Italiani di Combattimento. Il 28 febbraio 1921, alle ore 17.30, un giorno dopo l'attentato anarchico di Piazza Antinori, che aveva provocato la porte dello studente Carlo menabuoni e di un carabiniere e che era culminato poi l'omicisio del dirigente comunista Spartaco Lavagnini ad opera delle Squadre d'Azione, il giovane Berta si trovava a transitare da solo in biciletta  sul ponte sospeso delle Cascine. Riconosciuto per la spilletta fscista all'occhiello della giacca, fu accerchiato, malmenato, pugnalato, derubato e gettato in Arno. Nel disperato tentativo di non cadere nelle acque dell'Arno, gonfie data la stagione, Berta tentò di reggersi al bordo del ponte, ma gli avversari lo colpirono a calci e bastonate sulle mani e in faccia, precipitandolo tra i flutti, dove sarebbe annegato.Il corpo del giovane fu ritrovato il giorno dopo con un vistoso segno di scarpone in faccia.


Giovanni Berta, dopo la sua morte, venne insignito dal Fascismo del titolo di "Martire della Rivoluzione Fascista" ed il suo nome servirà ad infiammare gli animi degli squadristi e dei fascisti fiorentini. Verranno prodotte cartoline commemorative, canzoni e, dopo la Marcia su Roma, gli saranno intitolate strade, edifici pubblici, una dragamine (il "Giovanni Berta", appartenente alla classe "Pellegrino Matteucci" della Regia Marina, prima unità italiana ad essere affondata durante la guerra) e un villaggio coloniale (Gubba, in Libia). La sua figura venne indicata agli studenti nelle scuole come esempio di abnegazione fino al supremo sacrificio durante tutto il Ventennio.
Ovviamente il fascio fiorentino tributò gli onori maggiori al martire intitolandogli nei mesi successivi all'evento, il nuovo stdio di Campo di Marte, una Squadra d'Azione chiamata "ARDITI G. BERTA" e negli anni a venire uno dei più organizzati Gruppi Rionali Fascisti d'Italia..


A seguito della morte del figlio, Giuseppe Berta aggiunse il nome di Giovanni al nome dell'azienda che divenne così "FONDERIA DELLE CURE "GIOVANNI BERTA" FIRENZE. Gli oggetti che testimoniavano il culto dei "Martiri del Fascismo", salvatisi dalla furia iconoclastica del dopo 25 aprile, e venuti alla luce sono finiti rapidamente nelle piu' importanti collezioni private cosi' che questo oggetto, assolutamente originale al 100%, costituisce oggi una vera rarita'.

 
 

17-6-2020