Italia (1919-1939)
DISTINTIVO PROPAGANDISTICO "ISTRIA ITALIANA" FINE ANNI TRENTA
Prezzo: Euro 250,00 - cod. nr. 24429

Cartolina Austrungarica che riproduce il Margraviato Istriano con a fianco lo stemma coronato dell'Istria

( vedi http://xoomer.virgilio.it/arupinum/simboli.htm )

Raro distintivo originale fine anni Trenta con l'emblema dell'Istria italiana. Il distintivo da giacca ha la forma di uno scudetto con il caprone dorato, simbolo dell'Istria, sormontato da una fascia tricolore con all'interno la parola "IS-TR-IA". La capra o il caprone, divenne simbolo dell'Istria ancora ai tempi degli antichi romani.
Sul piedino posteriore è presente il marchio del fabbricante con la scritta "MILANO" sormontata dalla parola "ITALIA" inserita in una losanga. Non è stato possibile attribuire questo marchio ad un fabbricante conosciuto anche se lo si è ritrovato in altri distintivi dello stesso periodo predisposti per la Guerra di Spagna. Il distintivo in perfette condizioni misura 20 x 15 mm.

Il Margraviato di Pisino risale all'epoca dei Patriarchi di Aquileia che , avendo ricevuto giurisdizione sui territori istriani dall'Imperatore germanico, assegnavano ai loro rappresentanti il titolo di Margravio ( Marchese ).
Con la conquista napoleonica dell'Italia, la pace di Campoformio nel 1797, i Francesi cedettero all'Austria la Serenissima assieme alla parte dell'Istria che le apparteneva e la Dalmazia, in cambio dell'Olanda e della Lombardia. Nei primi anni l'Austria non non si era completamente impadronita  della parte veneziana dell'Istria, ma fondò a Capodistria un'amministrazione a parte dal nome «Istria austro-veneta».

Nella nuova guerra tra Francia ed Austria, Napoleone conquistò il territorio dell'Istria che apparteneva alla Serenissima, annettendola (quale circondario a parte, assieme a Venezia, le Isole del Quarnero e la Dalmazia) al Regno d'Italia. Con la pace di Vienna nel 1809 l'intero territorio istriano venne annesso alle napoleoniche Province illiriche. Dopo la sconfitta di Napoleone nella «battaglia popolare» presso Leipzig nel 1813, l'Austria già l'anno dopo occupa l'Istria dando origine ad un'unica provincia con Trieste come capitale. A partire dal 1825 l'Istria è ancor sempre un'unità territoriale, avente però Pisino per capitale.
Giungendo in Istria, l'Austria abrogò la legislazione francese. L'impero austriaco nel 1860 e 1861 subì delle notevoli riforme costituzionali; l'Istria quale margraviato, diventa provincia austriaca avente una determinata decentralizzazione dell'amministrazione e della Dieta provinciale di Parenzo. Dal 1867 la sede del governatore per l'Istria è a Trieste.
Nel 1856 l'Austria costruisce a Pola la principale base navale, mentre dal 1866 Pola diventa il porto principale della marina reale austriaca. Ciò comporta un rapido sviluppo urbano. La popolazione di Pola in meno di mezzo secolo cresce addirittura trenta volte.  La vittoria della Grande Guerra, cui parteciparono da volontari migliaia di istriani e dalmati – e tra questi Sauro, Filzi, Rismondo – portò e far parte del Regno d’Italia non solo Trento e Trieste, ma tutta la Venezia Giulia e dunque l’Istria con Pola, la città di Zara in Dalmazia, le isole di Cherso e Lussino, Lagosta e Pelagosa.
 

 22-3-2020