Italia ( 1940-1945 )
LOTTO DI DECORAZIONI APPARTENUTE AD UN PILOTA DELLA REGIA AERONAUTICA ABBATUTO DURANTE LA "BATTAGLIA NAVALE DI MEZZO AGOSTO" 1942
Prezzo: Euro 650,00 - cod. nr. 24276
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Bellissimo lotto di decorazioni appartenute al Tenente pilota Tullio Dessì. La prima decorazione è la Croce al Merito di Guerra assegnatali con R. decreto del 3 luglio 1942 per un azione svolta sicuramente all'inizio delle ostilità nel 1940.


La seconda decorazione è la Medaglia di Bronzo al Valor MIlitare assegnatali nel 1941 con la seguente motivazione: "Dessì Tullio, da Cagliari, Sottotenente pilota. - Giovane ed ardito capo equipaggio di apparecchio da bombardamento, già precedentemente distitintosi, nel corso di una missione contro navi da guerra nemiche incrocianti in mare aperto, assalito a più riprese da formazioni di caccia, sosteneva l'impari lotta nella quale il suo apparecchio veniva gravemente colpito. In uno degli attacchi della caccia avversaria, durante il quale un membro dell'equipaggio veniva colpito a morte, con serena calma e tenace volontà conservava il suo posto di formazione sia durante il tiro che nella rotta di rientro.- Cielo del Mediterrane, giugno-novembre 1940 - XVIII-XIX".


La medaglia, del tipo Pagani come tutte quelle della Regia Aeronautica, è contenuta nella sua scatola originale marcata "CRAVANZOLA/Succ. E. Gardino/Gioielleria/ROMA".
Il rovescio ospita l'incisione con il nome del decorato "DESSI' TULLIO" e sul bordo la scritta "CIELO DEL MEDIT. GIUG. NOV. XVII XIX".
L'incisione appare molto "fresca" perché le medaglie venivano patinate dopo la coniazione e l'incisione metteva a nudo il metallo non trattato. Basta che la decorazione sia rimasta al riparo (come in questo caso nell'astuccio) da luce ed umidità per mostrare questa particolarità.


La terza decorazione è la Croce al Valor Militare completa della sua scatola originale "Cravanzola" che gli è stata assegnata l'anno successivo con la seguente motivazione: "Dessì Tullio, da Cagliari, Sottotenente pilota. - Esperto e valoroso pilota da bombardamento, già precedentemente distintosi, durante un combattimento contro importanti forze navali, scortate da portaerei, attaccava il nemico da bassa quota, arrecandogli ingenti danni. - Cielo del Mediterraneo, aprile-giugno 1941-XIX". Sul nastro della croce è applicato un gladio a conferma (superflua) trattarsi di una decorazione "al valor militare".


Infatti alla Croce al Merito di Guerra, istituita nel 1918, nel 1922 venne aggiunta la concessione "Al Valore". In questo caso si aggiungeva sul nastro (e sul nastrino) un particolare distintivo formato da un gladio di bronzo adorno di un ramo di allora. La nuova insegna, conferibile in numero illimitato e inizialmente soltanto per atti di valore compiuti in guerra, fu inclusa nelle Medaglie al Valore (Oro, Argento e Bronzo) a formare il quarto gradino di merito. Un decreto del 1941 estese la concessione della Croce alle imprese di carattere militare compiute in tempo di pace e modificò la scritta "Merito di Guerra" che per 19 anni aveva segnalato indifferentemente le due croci "al Merito" e "al Valore".
La nuova dicitura "Croce al Valor Militare"   doveva portarsi al rovescio, lasciando alla stella raggiante il compito di rappresentare la concessione "al Valore" (così infatti è stata montata questa croce da Cravanzola) anche se il gladio sul nastro continuava inequivocabilmente la sua opera. L'estensione del nastro azzurro anche per la Croce al Valore si ebbe solo nel 1943.


L'ultima decorazione ricevuta dal Sottotenente Pilota Tullio Dessì, qui ovviamente mancante, è stata la Medaglia d'Argento al Valor Militare "sul campo" concessa con Decreto Luogotenenziale del 3  maggio 1946 che comprendeva i nomi di altri quattro piloti e un aviere marconista, che facevano parte degli equipaggi degli S.84 del 38° Gruppo del 32° Stormo Bombardieri-Siluranti abbattuti il 12 agosto 1942 durante la "Battaglia navale di mezzo agosto".
La motivazione della concessione della MAVM sul campo ad uno dei quattro, il Sottotenente Vincenzo Trinchero (e presumilmente identica per Tullio Dessì) abbattuto nella stessa azione recita:
"secondo pilota di velivolo da bombardamento partecipava alla vittoriosa battaglia aeronavale di mezzagosto portando arditamente l'offesa delle nostre armi nel cuore della formazione nemica alla quale infliggeva perdite e danni gravissimi. Sosteneva valorosamente un attacco di caccia nemici contribuendo all'abbattimento di nove di essi ficnchè, sopraffatto dal numero, col velivolo in fiamme era costretto ad abbandonare la formazione e non faceva ritorno alla base. - Cielo del mediterraneo occidentale 12 agosto 1942 XX".


Nel corso del mese di luglio del 1942, l’Ammiragliato britannico, riunendo forze navali sottratte ai più svariati scacchieri di guerra, come l’Artico e l’Oceano Indiano, pianificò l’Operazione “Pedestal”, organizzando a Greenock (estuario del Clyde), nella Scozia sud-occidentale, un convoglio veloce, costituito da tredici grosse navi da trasporto e da una petroliera (Ohio), a cui furono assegnati, riuniti nella Forza F del vice ammiraglio sudafricano Edward Neville Syfret, due gruppi di scorta.
Il primo gruppo, denominato Forza Z e destinato ad accompagnare il convoglio fino al canale di Sicilia, fu costituito con le corazzate Nelson  e Rodney, le navi portaerei Victorious  , Indomitable  ed Eagle, gli incrociatori Sirius, Phoebe e Charybdis e dodici cacciatorpediniere.
Il secondo gruppo, la Forza X destinata ad accompagnare il convoglio fino agli approcci di Malta per poi tornare indietro a Gibilterra, disponeva degli incrociatori Nigeria , Kenya e Mancester, del piccolo e vecchio incrociatore Cairo – considerato il vincitore della battaglia di Pantelleria – e di altri dodici cacciatorpediniere. Per la scorta aerea e l’eventuale intervento offensivo erano disponibili sulle navi portaerei settantadue velivoli da caccia, tra Hurricane, Fulmar e Martlet, e ventotto aerosiluranti e velivoli antisom Albacore. Infine,dopo che la RAF aveva inviato a Malta notevoli rinforzi dall’Inghilterra e dal Medio Oriente, il quantitativo dei velivoli disponibili era di circa 280.

Nella notte tra il 9 e il 10 agosto, dopo che alle tre portaerei della Forza F, si aggiunse temporaneamente anche la vecchia Argus,  il convoglio ed il suo poderoso nucleo di scorta – il maggiore che fosse stato impiegato nella seconda guerra mondiale per proteggere un solo convoglio di rifornimento – superarono lo stretto di Gibilterra ed entrarono nel Mediterraneo, per poi proseguire con rotta est. 
Il movimento fu subito percepito dagli agenti dell’Asse ubicati sulle coste meridionali della Spagna e in quelle del Marocco spagnolo, e nella giornata del 10 agosto, durante una riunione tenutasi a Roma, presso il Comando Supremo, presenti alti ufficiali della Marina, dell’Aeronautica italiana e dell’OBS fu pianificata l’azione di contrasto delle forze aeronavali dell’Asse.
La sera del giorno 11, Superaereo informò dei preparativi in atto il Comando Supremo e l’OBS, precisando che si rendevano disponibili per operare contro le forze navali inglesi provenienti da Gibilterra i seguenti aerei: in Sardegna, 51 aerosiluranti (con una dotazione di 67 siluri), 12 bombardieri, 15 cacciabombardieri e 67 caccia; in Sicilia, 20 aerosiluranti (con una dotazione di 36 siluri), 12 o 14 bombardieri a tuffo, 40 bombardieri in quota e 50 caccia.
Adeguandosi alle istruzioni impartite da Superaereo, il Comando dell’Aeronautica della Sardegna,  la sera dell’11 agosto diramò il proprio ordine di operazione, stabilendo di impiegare nella prima ondata i bombardieri in quota S.84 del 38° Gruppo del 32° Stormo, armati ciascuno con le motobombe FFF, e i tuffatori Cr.42 del 24° Gruppo Caccia, anch’essi armati, sotto le ali, con due bombe da 100 chili. La sera dell’11 agosto le aviazioni italiana e tedesca disponevano in Sicilia e in Sardegna di una massa di 588 aerei, dei quali 353 italiani (189 in Sardegna e 164 in Sicilia) e 235 tedeschi, la maggior parte dei quali da combattimento.

Nella pianificazione sviluppata dal Comando operazioni dell’Aeronautica della Sardegna su ordini impartiti direttamente da Superaereo, era stato disposto che il primo attacco dei velivoli offensivi si svolgesse in tre ondate adeguatamente scortate dai reparti da caccia. L’intervento sarebbe avvenuto quando la formazione navale britannica, transitando a sud del Golfo di Cagliari, si sarebbe trovata a circa 60-80 miglia da Capo Spartivento. L’attacco doveva cominciare con una formazione di dieci S.84 del 38° Gruppo del 32° Stormo Bombardieri-Siluranti che trasportavano un tipo di arma, nata nell’anteguerra, e impiegata fino a allora, senza successo, esclusivamente contro le basi britanniche di Alessandria e Gibilterra, la motobomba FFF. Il suo impiego era stato studiato per agevolare il successivo attacco degli aerosiluranti da realizzarsi dopo un intervallo di tre minuti.
Le azioni aeree si svolsero tra le ore 12.00 e le ore 13.30 del 12 agosto, con la formazione navale britannica che stava transitando a sud della Sardegna. Sarebbe stato questo, da parte delle aviazioni dell’Asse, il più grande attacco in massa di tutta la guerra combattuta nel Mediterraneo contro un convoglio o formazione navale, poiché, nel breve spazio di mezz’ora, vi parteciparono 174 aerei, dei quali 116 italiani e 58 tedeschi.

Gli S.84 del 38° Gruppo Bombardieri (Magg. pilota Vincenzo Orlando), che procedevano in due formazioni a cuneo di cinque velivoli ciascuna a una quota di navigazione di 3.500 metri, vennero intercettati a 5 miglia da convoglio dai caccia delle portaerei britanniche ed attaccati per una quindicina di minuti fin sopra l’obiettivo. Uno degli S.84 della 50a Squadriglia, pilotato dal sotto Ten. Alessandro Della Barba, colpito al motore di sinistra era costretto a staccarsi dalla formazione e veniva perso di vista con incendio; un secondo aereo riportò danni e feriti a bordo.
Gli S.84 del 38° Gruppo arrivarono sul convoglio che, mantenendo la disposizione di crociera n. 17, continuava a navigare ordinatamente sulle quattro colonne di mercantili circondate dalla scorta, e attaccarono la formazione navale di prora su entrambi i lati. Quindi effettuato regolarmente lo sgancio delle motobombe FFF dalla quota di navigazione di 3.500 metri, secondo le modalità previste nell’ordine di operazione, gli S.84 passarono durante la rotta del ritorno sulle ali dello schermo del convoglio che continuava a reagire con violento fuoco contraereo, e che nel corso dell’attacco causò l’abbattimento del velivolo del sotto Ten. Tullio Dessi, e danneggiò altri due S.84 i cui pilota furono costretti ad atterrare a Villacidro fuori campo assieme ad un altro S.84 della stessa pattuglia del 38° Gruppo.
Al termine dell’attacco, in cui nessuna nave britannica era stata colpita, l ’azione si era conclusa per gli italiani con la perdita di due S.84 e la morte di tutti i dodici uomini che componevano gli equipaggi.

Quella che in Italia è passata alla Storia come la battaglia di “Mezzo Agosto”, e da parte britannica Operation “Pedestal”, rappresentò una vittoria delle forze aeronavali dell’Asse, che fu resa possibile, sotto l’aspetto strettamente militare, dall’ampiezza e dalla ripartizione delle forze impiegate e dall’acume tattico con cui esse furono distribuite nel piano d’impiego. Purtroppo non raggiunse il meritato trionfo a causa dell’inopportuno ritiro degli incrociatori delle due divisioni navali italiane.  (Notize storiche e foto tratte dall'articolo di Francesco mattesini "LA BATTAGLIA DI MEZZO AGOSTO (OPERAZIONE “PEDESTAL”)
 
 
   

19-12-2019