Italia (1914-1918)
MEDAGLIA D'ARGENTO AL VALOR MILITARE NOMINATIVA CONFERITA NEL 1917 SUL SAN MICHELE E MEDAGLIA GUERRA ITALO-LIBICA CON ATTESTATO
Prezzo: Euro 650,00 - cod. nr. 23042
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Bellissimo lotto di medaglie e documenti appartenuti allo stesso soldato dal 1913 al 1917.
La prima e più importante è la Medaglia di Argento al Valor Militare, nominativa incisa sul retro con il nome del decorato "Brodoloni Armando" sul bordo e, al centro, la data e località del fatto d'armi (SAN MICHELE 9-8-1917). La medaglia, assolutamente originale, è punzonata "Z coronata" ed "F.G." cioè con le iniziali di Ferraris Giuseppe, capo della zecca di Torino nel 1833. E' completa del suo nastro azzurro originale d'epoca ed è un secondo modello con attacco a cambretta  del tipo utilizzato dalla metà dell'anno 1916 in avanti.
L'attestato di conferimento della medaglia è mancante ma fa invece parte del lotto il diploma di appartenenza all'Istituto del nastro Azzurro, rilasciato nel 1940 in qualità di decorato con


Questa medaglia è stata assegnata alsoldato del 5° Reggimento Genio Armando Brodoloni che, come dice la motivazione, era impegnato con la 3°Armata nella preparazione della undicesima battaglia dell’Isonzo che durò dal 17 al 31 agosto 1917.
La motivazione recita, infatti: "BRODOLONI ARMANDO , da Macerata, soldato 5° reggimento genio, n.10737 matricola. Incurante del grave pericolo, con altri militari scendeva più volte e con mirabile ardimento nel pozzo di una galleria in costruzione, per trarre in salvo due soldati colpiti da asfissia, dovuta alla presenza di gas prodotti da mine. - San Michele, 9 agosto 1917". 

Certamente Armando Brodoloni faceva parte di una Compagnia Minatori del 5° Reggimento Genio, assegnata ad una divisione che combatteva sul San Michele.


Spesso si narrano le vicende che hanno visto protagonisti,durante la prima guerra mondiale,valorosi militari appartenenti alla fanteria, ai reparti d'assalto, agli alpini ,ai bersaglieri ai temerari sperimantatori della guerra alata,ma vengono dimenticati o accantonati i militari appartenenti ai vari reparti dell'arma del genio.
Dimenticanze quanto mai ingiustificate per militari che instancabilmente e spesso sotto il violento fuoco nemico ed a rischio costante della vita, erano incaricati di gettare ponti,scavare trincee, tirare linee telefoniche ed altri molteplici lavori di indubbia utilità per tutte le altre armi impiegate nel conflitto. La specialità minatori è la più antica dell'arma del genio, e trova suo importante esponente nella figura eroica di Pietro Micca immolatosi nella Torino sotterranea facendo esplodere una galleria per fermare il nemico.
Durante la prima guerra mondiale,il genio minatori assume un'importanza particolare scavando gallerie, rifugi e praticando la famosa "guerra di mine" scavando chilometri di gallerie e facendo brillare enormi quantità* di esplosivo cambiando,alcune volte, anche il profilo delle montagne stesse.
Il 5° Reggimento (Minatori) si formò a Rivoli (Torino) il 1° novembre 1895 ed era articolato su:1 Stato Maggiore; 4 Brigate Minatori; 1 Cp. Treno;1 Deposito. Fino a maggio/giugno 1916, ad ogni divisione era assegnata una compagnia del Genio, da questo periodo in poi fu assegnato un Battaglione. I battaglioni minatori erano 4 composti ognuno da 4 compagnie minatori (I e II Btg. alla 2a Armata, III e IV Btg. alla 3a Armata), le compagnie minatori, in tutto, sono state 42 (più il Plotone Autonomo Minatori Sardo - questo ha fatto le gallerie delle mine sul Pasubio nel 1917).


La seconda medaglia del lotto è quella Commemorativa della Guerra Italo-Turca con il raro attestato di conferimento originale, rilasciato il 30 giugno 1913 dal Ministro della Guerra Paolo Spingardi al "Trombettiere" del 5° Reggimento Genio Armando Brodoloni di Costantino.
La medaglia in argento è stata disegnata da L.Giorgi. Il nastro della medaglia e' quello originale di sei righe azzurre e cinque rosse alternate. 
Questa medaglia e' quella ufficiale prodotta dalla Regia Zecca nel 1912. E' stata istituita con R.D. 21-11-1912 n. 1342 ed era destinata ai militari del regio Esercito, delle Regie Truppe Coloniali e al personale civile addetto, effettivamente sbarcato in Libia oltre che ai militari e al personale civile della Regia Marina imbarcati per operazioni belliche o effettivamente sbarcati in territorio libico.


La guerra italo-turca (nota anche come guerra di Libia o campagna di Libia), si riferisce ai combattimenti tra le forze dell'Italia e dell'Impero ottomano tra il 28 settembre 1911 e il 18 ottobre 1912, per la conquista della Tripolitania e la Cirenaica.
Le ambizioni colonialiste dell'Italia spinsero il Paese ad impadronirsi delle province ottomane di Tripolitania e Cirenaica, che assieme al Fezzan sono oggi note con il nome di Libia, nonché dell'isola di Rodi e dell'arcipelago del Dodecaneso, situato nei pressi dell'Anatolia.
Nel corso di questa guerra, l'Impero ottomano si trovò gravemente svantaggiato poiché poteva rifornire il suo piccolo contingente presente in Libia solo attraverso il Mediterraneo. La flotta turca non era certo in grado di competere con la Regia Marina Italiana, e Istanbul non fu pertanto in grado di inviare rinforzi alle province africane.
Sebbene di minore entità, la guerra costituì un passo cruciale verso la Prima guerra mondiale, poiché contribuì al risveglio dei nazionalismi negli stati balcanici: vedendo la facilità con cui gli Italiani avevano sconfitto i disorganizzati Turchi ottomani, i membri della Lega balcanica attaccarono l'Impero ottomano prima che la guerra con l'Italia fosse finita.
La guerra italo-turca fu teatro di numerosi progressi tecnologici usati durante le operazioni militari, in particolare l'aeroplano. Il 23 ottobre 1911, un pilota italiano (capitano Carlo Maria Piazza) sorvolò le linee turche in missione di ricognizione, e il 1° novembre la prima bomba (grande come un'arancia) lanciata a mano dall'aria da Giulio Gavotti cadde sulle truppe turche in Libia.
Importante fu anche l'uso della radio con l'allestimento del primo servizio regolare di radiotelegrafia campale militare su larga scala organizzato dall'arma del Genio sotto la guida del comandante della compagnia R.T. Luigi Sacco e con la collaborazione dello stesso Guglielmo Marconi.
( Notizie storiche tratte da Wikipedia ).
 

 
   

24-9-2018