Italia (1919-1939)
MEDAGLIA D'ARGENTO AL VALORE MILITARE DI UN PILOTA TRASVOLATORE DELLA SQUADRIGLIA BIANCA NELLA CROCIERA ITALIA-BRASILE DEL 1930
Prezzo: Euro 950,00 - cod. nr. 24412
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La copertina de "Il Mattino Illustrato" del 23.2.1931 con le immagini dei "trasvolatori" che hanno partecipato alla crociera Italia-Brasile del 1930. Al centro, nel riquadro giallo, è effigiato Emilio Draghelli
Emilio Draghelli
La cartolina della Crociera Italia-Brasile alla quale partecipò Emilio Draghelli pilotando l'idrovolante I-DRAG della Squadriglia Bianca

Questa splendida medaglia d'argento al valor militare costituisce una eccezionale rarità storica per tutti i collezionisti affascinati dalle eccezionali imprese dei "trasvoltaori" di Italo Balbo.
La medaglia, infatti, è quella assegnata al Tenente Colonnello Pilota Emilio Draghelli nel 1940 con la seguente motivazione: "DRAGHELLI Emilio, da Ancona, tenente colonnello pilota.
- Combattente valoroso ed ardito, comandante di gruppo da
bombardamento terrestre, alla testa delle proprie formazioni contribuiva efficacemente durante violenta battaglia, alla dgregazione di forze corazzate nemiche mosse all'attacco del nostro schieramento. In successiva azione, assalito da numerosi velivoli da caccia-avversari prima di raggiungere l'obettivo, con energico contegno riusciva ad abbatterne uno in flamme. Nell'impari cruenta lotta rimasto con l'apparecchio gravemente danneggiato dai colpi ricevuti e con quasi tutto l'equipaggio ferito, con perizia pari all'ardimento riusciva a
sottrarsi ai successivi reiterati attacchi del nemico, e a condurre
alla base uomini e materiale - Cielo di Sollum, 19 dicembre 1940-XIX.
"


Emilio Draghetti, nato ad Ancona il 20 luglio 1900, si arruolò nella Regia Marina, venendo nominato sottotenente macchinista nel febbraio 1921. Si imbarcò per due anni a bordo di sommergibili, e per un altro anno sulle torpediniere.
Transitato in forza nella Regia Aeronautica nel 1924, divenne pilota militare nel settembre dello stesso anno. Prese parte alla Crociera del Mediterraneo Orientale e a quella del Mediterraneo Occidentale (giugno 1929) volando a bordo degli idrovolanti Savoia-Marchetti S.55A.


Nel corso del 1930 fu promosso al grado di capitano. Tra il 17 dicembre dello stesso anno ed il 15 gennaio 1931 partecipò alla Crociera aerea transatlantica Italia-Brasile, guidata dal generale Italo Balbo. Draghelli pilotava uno dei Savoia-Marchetti S.55TA (matricola I-DRAG) utilizzati nell'impresa, appartenente alla "Squadriglia Bianca". Oltre a lui l'equipaggio era composto anche dal tenente Leonello Leone, dal 1º Aviere Carlo Giorgielli, e dal sergente maggiore Bruno Bianchi.
Per questa impresa gli fu assegnata la Medaglia d'oro al valor aeronautico, e venne fatto Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Tra la fine del 1932 e l'inizio del 1933 effettuò un viaggio in Groenlandia per la costituzione della base aerea di Julianehab di cui, poi, inviò dettagliata relazione al colonnello Stefano Cagna, nominato generale di brigata aerea il 16 marzo 1939 a soli 37 anni, il più giovane generale d'Italia.


All'atto dell'entrata in guerra del Regno d'Italia, il 10 giugno del 1940, comandava il 59º Gruppo Bombardamento Terrestrebasato sull'aeroporto di Bresso, appartenente al 41º Stormo B.T.
Il 30 giugno il 59º Gruppo venne rischierato sull'aeroporto di Gela, in zona di operazioni, inquadrato nella 3°Divisione Aerea. Alla testa del suo reparto partecipò a numerose azioni di guerra contro la Royal Navy in appoggio alla Regia Marina italiana. Nelle prime missioni, tra l'11 giugno e il 7 luglio vennero colpiti in successione cinque obiettivi sull'isola di Malta. Prese parte alla battaglia di Punta Stilo, e a numerose missioni di bombardamento contro i porti e gli aeroporti dell'isola di Malta. Prima del trasferimento in Cirenaica, avvenuto il 21 ottobre del 1940, lo Stormo condusse un'ennesima sortita su Malta e contro una formazione navale nemica. L'azione fu così cruenta che tre nei nove velivoli inviati furono abbattuti ed altri atterrarono a Gela seiamente danneggiati. A conclusione della missione fu accreditato agli equipaggi l'abbattimento di 4 velivoli nemici contribuendo a far si che venisse assegnata allo stormo la sua prima medaglia d'argento al valore


Durante questo periodo anche Emilio Draghelli ricevette una prima medaglia d'argento al valore con la seguente motivazione: "Comandante di un gruppo da bombardamento terrestre , conduceva più volte le sue squadriglie all'attacco di munite basi e di forze navali nemiche. Sempre incurante della reazione avversaria, conseguiva ottimi risultati, confermando le sue qualità di valoro combattente. - Cielo del Mediterraneo Centrale, 17 giugno-2 settembre 1940 XVIII".


A partire dal 12 dicembre il suo reparto venne schierato in Africa settentrionale italiana, operando in seno alla 5ª Squadra aerea.
Una settimana più tardi Draghelli fu protagonista dell'azione per la quale fu in seguito decorato con questa seconda nedaglia d'argento al valor militare, per il suo comportamento eroico durante quella che venne chiamata la Battaglia di Sollum. Così ne parla un pilota inglese: "Dodici S79s del 41° Stormo guidati dal Ten.Col, Emilio Draghelli, comandante del 59° Gruppo, e dal Ten.Col. Pasquale D'Ippolito, comandante del 60° Gruppo, erano scortati verso Sollum da21 CR.42s del 5° e 10° Gruppo. Quando gli Hurricane attaccarono l'obiettivo, i piloti della 73° e 96° Squadriglia fecero un'azione di interecttazione piuttosto tardiva, mentre la 97° Squadriglia rimase con i bombardieri." Il 27 febbraio 1941 fu rimpatriato con il suo reparto a seguito delle forti perdite subite durante le operazioni contro le forze inglesi.


Il 20 marzo 1941, nominato colonnello, assunse il comando del 7° Stormo BT e AT basato presso ll'Aeroporto di Cameri (Novara), che mantenne fino al 2 settembre 1941.
L'offensiva in corso in A.S.  amplificò le esigenze del trasporto aereo che trasformarono i S.A.S (Servizi Aerei Speciali) in una vera e propria Grande Unità Aerea. Vennero così costituiti, a partire dal 1° febbraio 1942 due Stormi: il 44° Stormo T (Com.te T.Col. Pil. Buonamico) sull'aeroporto del Littorio con i dipemdenti Gruppi 146° e 149° e sull'aeroporto di Ciampino Nord il 45° Stormo affidato ad Emilio Draghelli con i dipendenti Gruppi 147° e 148*. Il 4 marzo venne attivata sull'aeroporto di Lecce una Base Operativa S.A.S. per i collegamenti con Bengasi in supporto all'offensiva in corso.


La notte del 31 marzo, tre SM 82 bombardano Gibilterra inaugurando per i S.A.S. un imopiego speciale che verrà ripetuto brillantemente in seguito. Nel frattempo, necessità di carattere operativo, consigliano esplorazioni giornaliere d'altura su tutto il Mediterraneo centro orientale, usufruendo del continuo traffico di velivoli da trasporto sulla rotta Lecce-Bengasi. L'attivitù di bombardamento continua nel periodo 3 luglio-4 agosto con quattro SM 82 del 44° e 45° Stormo alle dipendenze del Comando Aeronautica dell'Egeo che effettuano bombardamentei su Suez e Alessandria.  Draghelli è spesso presente presso la Base Operativa S.A.S di Lecce, da dove partono le missioni verso Bengasi e anche verso l'Egeo  dove operò a lungo il suo 45° Stormo.


Verso la fine del 1942, lo schieramento dei reparti S.A.S. continua a subire aggiustamenti con l'arretramento del fronte in Cirenaica. Bengasi risulta troppo esposta e conseguentemente la base S.A.S. di lecce non risulta più essenziale e il 13 novembre un Gruppo del 45° viene trasferito a Castelvetrano. Il giorno 4 dicembre il Comando S.A.S. di Castelvetrano e di Lecce di rischierare tutti gli SM 82 sull'aeroporto di Gerbini e da quella base attivare un ponte aereo per Misurata in sostegno delle forze dell'Asse impegnate in una estrema difesa di Tripoli. 
Il 1943 trova i S.A.S. impegnati non solo e duramente in Tunisia e Tripolitania, da dove l'avanzata dell'8° Armata sta per spazzare via le forze dell'Asse, ma anche nei Balcani e nell'Egeo. Ad aprile il fronte si risveglia dopo una pausa dovuta alla necessità di riorganizzarsi degli Alleati prima della spallata finale prevista per l'ultima decade di aprile.


Dopo la disfatta delle truppe dell'Asse in Tunisia la R.A. predispone i piani di rischieramento delle propeie forze. L'ultima base S.A.S. parzialmente attiva è Castelvetrano impegnata con alcuni voli a Pantelleria e Sardegna. La perdita della Tunisia e l'attacco alla Sicilia riducono le sigenze di aerotrasporto. La caccia alleata è padrona assoluta del cielo e colpisce inesorabilmente i velivoli dei S.A.S. che tentano i collegamenti con le varie destinazioni.  L'annuncio dell'Armistizio dell'8 settembre 1943, dato via radio prima della notifica sui cannali ufficiali, e la fuga dei vertici istituzionali a Brindisi, sorprendono i comandanti a tutti i livelli e creano fortissime turbative nella compattezza dei reparti di tutte le Forze Armate. Anche gli uomini del S.A.S. non si sottraggono a questo destino, alcuni incorporati nel 1° Raggruppamento Bombardamento e Trasporto della R.A. a Lecce e altri nei Gruppi Terracciano e Trabucchi dell'Aeronautica Repubblicana.


Il destino di Emilio Draghelli dopo l'8 settembre è avvolto in una specie di mistero: si sa che è diventato Generale e questo, insieme alla medaglia concessa nel dopoguerra, lascia ragionevolmente supporre che sia rimasto al Sud con le forze cobelligeranti anche se le nostre ricerche non ci hanno consentito di tracciarne la carriera successiva e, incredibilmente, neanche di conoscere la sua data di morte.

 

18-3-2020