Italia (1914-1918)
MEDAGLIA DI BRONZO AL VALOR MILITARE PUNZONATA "ZECCA CORONATA" E CONFERITA AD UN UFFICIALE PLURIDECORATO A CAPORETTO NEL 1917
Prezzo: Euro 450,00 - cod. nr. 24693
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Giuseppe Platania in abiti civili
Il ponte di Napoleone, ricostruito dopo la seconda guerra mondiale, e fatto saltare dai genieri del Capitano Platania nel 1917
Il ponte di Vidor, fatto saltare dai genieri del Capitano Platania nel 1917

Rara Medaglia di Bronzo al Valor Militare, nominativa incisa sul retro con il nome del decorato "Platania Giuseppe" al centro e la data e località del fatto d'armi sul bordo (Caporetto Vidor 29-10-10-11-917).


La medaglia, assolutamente originale, è punzonata "Z coronata" ed "F.G." cioè con le iniziali di Ferraris Giuseppe, capo della zecca di Torino nel 1833. E' completa del suo nastro azzurro ed è un bellissimo primo modello con attacco a cambretta  del tipo utilizzato dai primi mesi dell'anno 1916 in avanti. E' completa del suo nastro azzurro originale d'epoca.


Questa medaglia è stata trovata da un ufficiale della nostra Marina, negli anni '70, attaccata insieme ad altre medaglie di diversi paesi, ad un espositore su un banco del mercato di Istambul. Come sia finita in Turchia resta ovviamente un mistero ma la sua storia, già notevole, si arrichisce di un particolare curioso che la rende ancora più interessante. Osservando il retro del nastro si notano ancora i segni di colla.


La medaglia è stata conferita al Capitano Giuseppe Platania che, come dice la motivazione, era al comando di una compagnia minatori del 5° Reggimento Genio che, probabilmente, era stata assegnata all 12° Divisione di Fanteria in forza alla 3°Armata. All'entrata in guerra nel 1915 faceva parte del III° battaglione del 145° Reggimento fanteria della Brigata Catania.
L'atto eroico è stato compiuto durante l'offensiva tedesca che portò successivamente a quella che è passata alla storia come la "Disfatta di Caporetto".
La motivazione recita, infatti: "PLATANIA GIUSEPPE, da Catania, capitano 5° reggimento genio - Comandante di una compagnia minatori, ed incaricato, durante un ripiegamento, di numerose interruzioni strdali, dirigeva personalmente il caricamento ed il brillamento di quella avanzata più importante, in circostanze di eccezionali difficoltà per l'agglomeramento determinatosi sul ponte da distruggere e per l'intenso fuoco avversario, da cui questo era battuto. Aggirava tale interruzione da parte dell'avversario, con lungo e difficile giro in una zona montana, sfuggendo a quasi certa prigionia, giungeva a condurre la propria compagnia sulla nuova linea indicata per la resistenza. Quivi, in brevissimo tempo, predisponeva ed eseguiva altre due interruzioni, ed essendo una di queste incompleta, ne faceva, col suo reparto, l'ampliamento, eseguendo il difficile e pericoloso lavoro, sotto il fuoco nemico. Caporetto-Vidor, 22 ottobre-10 novembre 1917.
"
La data d'inizio, incisa sulla medaglia, è leggermente diversa  da quella sulla motivazione. Questo si spiega con il fatto che la seconda è quella "ufficiale" dell'offensiva tedesca mentre la prima è quella "vera", cioè quella che il Capitano Platania sapeva essere coincidente con l'inizio delle azioni della sua compagnia minatori. La data, infatti, è stata sicuramente incisa "sul campo".


Fu la 12° divisione slesiana di Arnold Lequis ad infliggere il colpo di grazia alla già agonizzante II° Armata italiana di Capello. Dopo un'avanzata di 7 ore lungo le due sponde dell'Isonzo, i suoi uomini si presentarono con cinque battaglioni, davanti agli sbalorditi abitanti di Caporetto alle 14.30 del 24 ottobre.
Qui Lequis trovò schierati presso il locale cimitero e sullo sperone roccioso che scendeva verso l'Isonzo, dominato dalla chiesetta di Sant'Antonio, il 5° squadrone del 14° Cavalleggeri di Alessandria, il 282° reggimento e tre compagnie mitraglieri del 281° appartenenti alla brigata Foggia, più una batteria da montagna e quattro campali da 105, appartenenti alla 34° divisione del Tenente Generale Luigi Basso, unica debole carta di riserva inviata in fretta e furia dal già disperato Cavaciocchi poche ore prima nel settore di Surid.
Forse per la prima volta in quella giornata il 63° slesiano dovette sostenere finalmente un breve, ma duro combattimento contro un nemico che si rivelò tosto, ma in realtà l'unico scopo di quella resistenza italiana era solo quello di dare tempo alla compagnia minatori del capitano Giuseppe Platania del 5° reggimento del genio di far brillare il piccolo ponte in pietra sull'Isonzo che consentiva l'accesso alla città, chiamato Ponte di Napoleone solo perché nel 1797 vi avevano transitato le truppe napoleoniche dirette in Carinzia.


ll crollo del ponte della Priula aveva impedito alla 117° divisione tedesca di proseguire l'inseguimento, mentre nelle ore successive quello dei ponti di Piave, di Grisolera  e dei due di San Donà  aveva bloccato gli austriaci della 13° Schutzen.
Restava intatto ancora il solo ponte di Vidor, a nord-ovest del Montello,  sul quale nel frattempo si stava avventando in forze la solita 12° divisione slesiana. La difesa di quel viadotto, affidata al Brigadiere Generale Felice Coralli, comandante della II° brigata bersaglieri del I° C.A.  Quando sembrava che ormai tutto fosse finito arrivava anche per i tre battaglioni alpini l'ordine di ripiegamento, effettuato senza problemi sotto la protezione delle fiamme nere, gli arditi della 3° compagnia del IV° Reparto, ultimi a passare il ponte alle 19,00 prima che lo stesso venisse fatto saltare, un'ora dopo, da quello stesso capitano Platania già autore del brillamento del Ponte di Napoleone a Caporetto. E' certo che la MBVM gli sia stata conferita proprio per questa azione.


Il Capitano Giuseppe Platania, promosso maggiore diventato cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia, è stato decorato con una seconda medaglia di bronzo al valor militare nel 1918 con la seguente motivazione: "PLATANIA cav, Giuseppe, da Acireale (Catania), maggiore 74 reggimento fanteria. - Comandante di un battaglione, dirigeva con slancio, energia e perizia, una colonna d'attacco, conducendo brillantemente le prime ondate d'assalto di una ben muniya posizione e spingendosi con esse fin sotto il violento avversario che infliggeva gravi perdite alle sue truppe. Con mirabile sprezzo del pericolo si esponeva sulla prima linea, percorrendola per riordinare i reparti e incorare i dipendenti, e trasfondendo in essi, con l'esempio e con la parola vibrante di entusiasmo, il coraggio e la fermezza. _ Monte Solarolo (Monte Grappa), 24-26 ottobre 1918."


Da giovane tenente era già stato decorato con una MBVM durante la guerra italo-turca nel 1912, con la seguente motivazione: "PLATANIA Giuseppe, da Acireale (Catania), tenente. Pel lodevole e valoroso contegno tenuto, quale comandante interinale di compagnia, in combattimento.  - Due Palme (Bengasi), 12 marzo 1912."
 

 
   

13-8-2020