Italia (1919-1939)
RARA FOTO CARTOLINA "MUSSOLINI ATTACCA LA FRANCIA" 1940
Prezzo: Euro 90,00 - cod. nr. 08975
Splendida cartolina fotografica non viaggiata, originale dell’epoca, che rappresenta un momento "storico” nelle vicende della seconda guerra mondiale. Raffigura il Duce ad Aosta mentre passa in rassegna le truppe partenti per La Sarre.
L’atteggiamento marziale di Mussolini contrasta con quello "rilassato” degli ufficiali che lo accompagnano e già questo fa prevedere quello che sarebbe accaduto nei giorni seguenti.
Da considerare che i francesi avevano sguarnito tutta la frontiera alpina a ridosso dei confini italiani per inviare tutte le truppe disponibili sul fronte della Somme e dell'Aisne. Sulle Alpi avevano lasciato solo cinque divisioni, e come vedremo nonostante le 32 italiane che le aggredirono riuscirono a contenere gli attacchi italiani.

Il 15 Giugno 1940 con le sue armate già dentro Parigi, Hitler  comunica a Mussolini che rifiuta nettamente l'aiuto delle sue truppe nelle operazioni che sta conducendo in Francia. Mussolini è infuriato, e non lo ascolta, incita Badoglio a sferrare un attacco offensivo alla Francia su l'arco alpino, cosa che il generale non solo non vuol fare ma non può fare, perché lui ha predisposto sul confine tutto un piano difensivo (cioè arretrato)  e non offensivo e ci vorrebbero almeno dieci giorni per modificarlo.
Mussolini è ancora più infuriato e a questo punto lui personalmente  ("io ho le responsabilità politiche, io prendo le decisioni militari" - non potrebbe farlo... ma il Re lo lascia fare) dà quindi l'ordine al Maresciallo Graziani, che predispone  un attacco per il giorno 26 giugno, che è il minimo necessario per far muovere tutta la macchina bellica su un terreno non facile come quello alpino.Il 21 Giugno , mentre Hitler va a godersi la vittoria e la rivincita a Compiègne, Mussolini attacca; va contrordine; scatena con un pretesto, un assurdo attacco alla Francia sulla fascia confinaria alpina, contro il parere di molti generali, muovendo i reparti che erano appostati sulla difensiva, all'offensiva che in precedenza - cambiando i piani- era stata prevista per il 26 giugno.
Mussolini ha fretta, "voglio l'attacco subito". Seguono litigi di generali e un cambio nell'alto Comando. Parte l'offensiva rappezzata, improvvisata, disorganizzata e a complicare tutto, il 23 Giugno si scatena una tempesta di neve sul valico, trenta centimetri  che bloccano non solo tutto l'apparato trasporti,  ma il freddo congela mani e piedi di 2151 soldati nelle trincee di anfratti, che non avevano addosso nè le scarpe adatte né erano stati previsti i guanti perchè era una campagna estiva (da dopolavoro! di un paio di settimane). E' quasi un disastro; quella che doveva chiamarsi pomposamente la "Battaglia delle Alpi", finisce con la "Disfatta delle Alpi".  
 

 31-12-2020