Italia (1919-1939)
PASSAPORTO PER VIAGGIO A FIUME DA GORIZIA NEL 1921 DI UN UFFICIALE CHE DIVENTERA' SINDACO DI GORIZIA NEL 1945
Prezzo: prenotato - cod. nr. 24388
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Questo eccezionale "Passaporto" rilasciato il 10 gennaio 1921 dal Municipio di Gorizia a Giovanni Stecchina, gli consentiva di spsostarsi da Gorizia a Fiume con ferrovia o a piedi. Era escluso l'uso della vettura. La validità era di 30 giorni.


Il documento porta intestazione, timbri e bolli del Municipio di Gorizia Sul retro è invece presente il "Salvacondotto" rilasciato dal Comando della 45° Divisione di Fanteria con il quale si autorizzava il transito per Fiume solo per la giornata del 14 gennaio 1921.
Queste date fanno di questo documento un eccezionale reperto storico: il 7 gennaio 1921 terminava infatti l'avventura fiumana di D'Annunzio che , dopo aver firmato la resa il 31 dicembre 1920, avrebbe lasciato definitivamente Fiume il 18 gennaio.
La 45° Divisione di Fanteria Mobilitata era stat una delle unità che il Regio Esercito aveva inviato contro le forze armate della Reggenza del Carnaro.
Il comandante della divisione, il generale Carlo Ferrario, invioò il 7 gennaio un messaggio a tutti gli ufficiali e soldati della 45°Divisione che iniziava così: "Ho potuto finalmente dare gli ordini per ritirare le artiglierie poste attorno a Fiume e alleggerire di truppe l'occupazione del blocco; presto, spero, alcuni reparti rientreranno alle proprie sedi di pace. Accogliete prima di sciogliervi dall'ultima divisione mobilitata le parole commosse del vostro comandante che vi saluta. Miei soldati nessuno ha amato Fiume come noi, nessuno l'Italia come noi." Il messaggio prosegue e termina con la sua firma e la data Abbazia, 7 gennaio 1921.


Fin qui la semplice lettura del documento che prò ha una valenza particolare per il nome dell'intestatario e per un altro documento a lui rilasciato quattro anni prima  dal Comando della 2°Armata.

Si tratta di un "Certificato per Viaggi e Servizi Isolati" intestato al Sottotenente Giovanni Stecchina ed emesso dal Comando 2°Armata - Ufficio Informazioni il 7 giugno 1917, che lo autorizzava a recarsi da Cormons a Udine per il servizio "Interrogatorio prigionieri di guerra".
Evidentemente Giovanni Stecchina faceva parte dell'Ufficio Informazioni del Regio Esercito ed è molto probabile che anche il suo viaggio in giornata a Fiume, quattro anni più tardi, fosse legato a questo suo incarico. Laureato in legge a Graz nel 1911 (che presupponeva una perfetta conoscenza del tedesco), unita sicuramente a quello dello sloveno per luogo di nascita, ne faceva l'elemento ideale per l'Ufficio di Informazioni militare.
Questa sua preparazione specifica  gli sarà particolarmente molti anni più avanti quando, dopo essere stato membro del C.N.L., verrà nominato sindaco di Gorizia nel 1945, carica che manterrà fino alla fine del 1948.


Giovanni Stecchina (primo sindaco di Gorizia, liberata dal nazifascismo e dall'occupazione titina), era nato a Mossa nell'agosto 1886. Compì gli studi classici a Gorizia e si laureò in giurisprudenza a Graz nel 1911.
Già da studente aveva fondato il "Circolo popolare di Coltura" di ispirazione mazziniana, sciolto un anno dopo dalle autorità austriache. Successivamente contribuì alla fondazione di "Democrazia Sociale", movimento repubblicano tollerato dall'Austria. Tuttavia, per le sue idee mazziniane e per l'appartenenza a società segrete propugnanti idee di italianità in spirito di tolleranza e di libertà, assieme a Francesco Spazzapan ed altri fu processato dal Tribunale di Trieste e condannato.


Nel 1914 scappò in Italia e si arruolò negli Alpini, dei quali divenne tenente nell'ottavo Reggimento. Rientrò a Gorizia nell'agosto 1916 con le prime truppe italiane. Nel primo dopo-guerra promosse la costituzione a Gorizia del Partito repubblicano, ma dopo l'avvento del fascismo e la devastazione ad opera dei fascisti, il 12 dicembre 1920, della sede del partito (in corso Verdi n. 1, sopra l'attuale Bar Principe: prima sede repubblicana in Italia ad essere distrutta dagli squadristi) si ritirò nella professione di avvocato, attendendo ai diletti studi giuridici. Nel 1944 aderì al Comitato di liberazione nazionale e, durante l'occupazione titina, venne imprigionato dal 5 al 28 maggio 1945. Con l'arrivo delle truppe alleate, egli venne nominato prima presidente comunale e poi sindaco, sino al 12 novembre 1948, quando - a seguito delle elezioni amministrative - fu nominato sindaco il democristiano Ferruccio Bernardis.
(Informazioni biografiche tratte dall'articolo di Fabio Del Bello per Il Piccolo e ritratto dal sito del Comune di Gorizia)

 
   

27-2-2018