Italia (1919-1939)
RARO DISTINTIVO ORIGINALE "AZIONE DALMATICA" IN ARGENTO "800" MARCATO "M.NELLI-FIRENZE" CON TESSERA 1932
Prezzo: Euro 250,00 - cod. nr. 25080

Questo raro distintivo appartiene al gruppo dei distintivi appartenenti al periodo irredentistico degli anni Venti/Trenta ed è accompagnato dalla tessera personale rilascita dal Gruppo di Verona nel 1932.


E' molto probabile che sia stato realizzato alla fine degli anni '20 o nei primissimi anni '30. Realizzato in metallo dorato e smalti policromi, ha la forma di uno scudo con lo stemma della Dalmazia  con le tre teste di leopardo coronate in campo azzurro nella parte inferiore, sormontato da un spazio smaltato con l'emblema della 'Associazione Nazionale Volontari di Guerra".
Sul bordo superiore la scritta circolare "AZIONE DALMATICA", completata nella parte inferiore da una cornnice di smalto bianco con sette stelle argentate. E' dotato di uno spillo posteriore  marcato "800" ad indicare il titolo dell'argento con il quale è realizzato e con il marchio del fabbricante Mario Nelli di Firenze. Misura  20 mm di altezza e 15 mm di larghezza.


Nata dalla "Dante Alighieri" e initimamente legata all'Associazione Nazionale Volontari di Guerra, la "Pro Dalmazia" venne legalmente costituita in Italia nel 1919 subito dopo la fine della guerra. Essa rivendicava l'italianità della Dalmazia e raccoglieva tra i suoi soci nomi come Armando Diaz, un principe d'Aragona, il principe Colonna di Cesarò ed Eugenio Cosleschi, stretto collaboratore di D’Annunzio a Fiume. Ovviamente sostenne e partecipò alla nascita del fascismo ottenendo negli anni venti dal Re i “sovrani ringraziamenti per l’opera svolta“.


L’originaria impostazione irredentista e tardo risorgimentale della “Pro Dalmazia” si trasformò negli anni così che l'associazione non puntava solo, come pure dichiarava nel programma, alla “difesa dell’italianità in Dalmazia", ma intendeva imporre, in nome dell’antica romanità, una pretesa superiorità etnica.
Il 4 novembre 1928, la “Pro Dalmazia” venne assorbita nel “Comitato d’azione Dalmatica”, sorto “allo scopo di uniformare alle direttive del Regime e di rendere sempre più efficace ed omogenea l’azione per la difesa dell’italianità e dei diritti d’Italia nella Dalmazia“.
Tra il 1929 e il 1930, mentre nelle città italiane compaiono striscioline di carta con la scritta dattilografata "Dalmazia o morte“, la nuova associazione, che ha sede a Milano, finisce sotto il totale controllo del regime, che affida a Eugenio Coselschi la direzione di un organo settimanale nazionale, “Volontà d’Italia”, di ispirazione imperialista e assorbe nella “Pro Dalmazia” i militanti di tutte le associazioni consimili, sciolte dai prefetti per espressa volontà del duce. Il regime, avviandosi all’avventura coloniale, lavora ad una trasformazione profonda di ciò che resta della vecchia “Pro Dalmazia” e dei suoi Comitati, assorbendoli, come annuncia la “Stefani” nell’ottobre del 1933, nei “Comitati d’azione per la Universalità di Roma”.

 

 
   

13-12-20206