Italia (1919-1939)
ECCEZIONALE LOTTO DI DOCUMENTI DEL FASCIO ALL'ESTERO DI LONDRA 1939
Prezzo: Euro 300,00 - cod. nr. 24731
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Il salone d'ingresso di "Casa Littorio", la nuova sede del Fascio di Londra in Charing Cross Road 4
Eccezionale lotto composto da un documento su carta intestata del Fascio di Londra "Arnaldo Mussolini", e da una tessera di iscrizione a firma del Segretario del Fascio, Carlo Camagna.
La lettera è stata scritta a macchina ma corretta a mano dall'estensore e non sappiamo se poi sia stata inviata così o fosse una bozza della successiva lettera ufficiale. La lettera, che porta la data del 5 luglio 1939, è firmata a macchina dal Segretario del Fascio Magnocavallo, del quale non ci sono informazioni certe, trttandosi probabilmente di un sostituto provvisorio, vista la data.
Il tenore della lettera indirizzata alla Segreteria Generale dei Fasci all'Estero, riguarda il comportamento di un italiano che, durante un viaggio a Londra, si sarebbe espresso in forma indegna nei confronti del regime  e verso il Duce, parlando con l'industriale inglese Habbard.
La tessera di iscrizione al Fascio di Londra è stata rilasciata ad uno "scultore" italiano, iscritto al Partito Nazionale Fascista dal 14 febbraio 1927.
Firmata da Carlo Camagna, Segretario del Fascio, è stata sicuramentev rilasciata prima del marzo 1937, quando fu sostituito nella carica da Guglielmo Della Morte.
Il fascismo ebbe sempre verso l'emigrazione una grande attenzione, supportata dalla convinzione che gli italiani all'estero andassero valorizzati quale punta di diamante dell'espansione degli interessi italiani fuori della patria.
Il 2 maggio 1921, in occasione della nascita del Fascio di New York, Mussolini aveva dichiarato che la costituzione dei fasci all'estero serviva a "suscitare, conservare, esaltare l'italianità fra i milioni di connazionali dispersi per il mondo". I fasci all'estero sarebbero dovuti essere veri e propri "consolati fascisti" per la "protezione legale ed extralegale" di tutti gli italiani, specialmente di coloro che erano "salariati da impresari stranieri", con l'obiettivo esaltante di "tenere alto, sempre e dovunque, il nome della Patria italiana". Bisognava, cioè, che quasi dieci milioni di italiani all'estero, non perdessero il proprio senso di appartenenza italico, continuando a sentirsi in continuazione "spirituale ed ideale" con la patria lontana.

Una situazione assai favorevole per i Fasci Itliani all'Estero era sicuramenet quella inglese. Soprattutto dall’inizio degli anni trenta, con Dino Grandi come ambasciatore, la fascistizzazione degli emigrati sembrò riuscire a dar vita, in particolare a Londra, a una comunità fascista e corporativa, finché, dopo il periodo di maggior consenso durante la guerra d’Etiopia, la crisi internazionale del 1938-1939 e la guerra fecero naufragare tale sogno. Essi erano stati avvantaggiati soprattutto dalla presenza in Gran Bretagna di emigrati che svolgevano lavori tipicamente italiani (in ristoranti, bar e negozi di cibo italiano), che vivevano concentrati negli stessi quartieri (Little Italy), che emigravano con la famiglia e si
sposavano fra italiani, ma anche dalla minore presenza, rispetto a Francia, Belgio e Germania, di fuorusciti antifascisti.

Per tutte queste ragioni il Fascio di Londra era all'epoca, insieme a quello di New York, il più importante tra tutti quelli costituitisi all'estero fin dal 1921. Non a caso la sua sede in Charring Cross Road 4, era di alto prestigio come si può vedere dalla foto del salone di ingresso. A capo del Fascio di Londra era stato scelto nel 1932, su indicazione di Piero Parini (Ispettore Generale dei Fasci all'Estero), Carlo Camagna, un giovane giornalista pubblicista entusiasta e intransigente che samava definirsi "squadrista". Con l'avvento di Grandi come ambasciatore a Londra si moltiplicarono le iniziative per fscistizzare la poolazione italiana in Gran Bretagna e si fecero più stretti, seppur in modo informale, i rapporti con i fascisti inglesi del BUF
(Britisch Union Fascist) di Sir Mosley.

Nel marzo del 1937 Camagna ricevette l'ordine perentorio si recarsi a Roma per un colloquio con Mussolini. Durante la sua assenza Parini lo sostituì con un "Commissario straordinario" con il compito di riorganizzare il Fascio di Londra. La scelta cadde sul Centurione Guglielmo Della Morte che era già il Segretario del Fascio di Berlino. Questo cambiamento si tradusse in un'azione decisa di supporto al nazismo germanico e contro il comunismo. Parini accettò le dimissioni ufficiali di Camagna che in realtà era stato allontnato perchè troppo impegnato a seguire il giornale e troppo dedicato alla vita sociale- Dalla Morte creò subito un nuovo gruppo dipendente dal Fascio, il "Fascio Giovanile" con il compito di completare l'educazione degli italiani in modo pre-militare. Il gruppo fu affidato a Toni Lombardozzi, un giovane fascista della primissima ora.
Il maggior simbolo dell'impero italiano in Gran Bretagna, fu la costruzione del nuovo edificio "Casa d'Italia" che il fascio acquistò nel novembre del 1936 e inaugurò ufficialmente un anno più tardi. Si trattava di un grande edificio in Charing Cross Road, chiamato "Casa Littorio", con un grande salone, chiamato Sala dell'Impero e tre gallerie.Il piano terra contenebva un ristorante, sale di ricreazione e un circolo dopolavoristico sul modello italiano. Nel luglio del 1937 Della Morte ritornò a Berlino come Ispettore dei Fasci in Germania e Parini nominò come muovo segretario Bernardo Telesio, il corrispondente da Londra del Resto del Carlino, non solo una camicia nera della rivoluzione ma anche un legionario della guerra di Abissinia
 
     

21.8-2020