Italia (1919-1939)
POSACENERE IN OTTONE CON MOTTO DI MUSSOLINI RICORDO DELLA MOSTRA AUTARCHICA DEL MINERALE ITALIANO ROMA 1938
Prezzo: Euro 250,00 - cod. nr. 24533
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Il posacenere appoggiato sopra un numero del mensile "Rassegna Nazionale di Valorizzazioni Autarchiche" con lo stesso simbolo
Il grandioso prospetto in alluminio, dominato al centro da un'enorme aquila imperiale e attraversato dagli slogan luminosi "Autarchia" e "Mussolini ha sempre ragione", si innalza in fondo al viale principale della mostra. Guardia di moschettieri del duce presidia l'ingresso del padiglione.

Il posacenere  è stato fuso in autarchica "Zama" (sigla formata con le iniziali di z(inco), a(lluminio), ma(gnesio), una lega metallica a base di zinco con l'aggiunta di piccole percentuali degli altri due elementi e spesso anche di rame. Lo stampaggio della zama a caldo in pressofusione, consentiva di ottenere, a costi contenuti, particolari di notevole precisione con forme complesse, assicurando una qualità costante sia nelle piccole che nelle grandi serie. Il posacenere, che misura 90 mm. di lunghezza e 65 mm di larghezza, è stato poi sottoposto ad un processo di doratura e lucidatura su alcune sue parti.


Non è possibile sapere quanti di questi tagliacarte siano stati prodotti in occasione della Mostra ma, sicuramente, sono pochissimi quelli arrivati ai giorni nostri in queste eccezionali condizioni di conservazione.


La parte frontale  ospita il disegno in rilievo della grande aquila utilizzato come simbolo dell'esposizione "MOSTRA AUTARCHICA DEL MINERALE ITALIANO svoltasi a Roma dal novembre 1938 al maggio 1939. Sopra all'aquila la parola "AUTARCHIA" e sotto il motto "MUSSOLINI HA SEMPRE RAGIONE".


I prodotti autarchici tra il 1939 e il 1943, rappresentano la fine di un ciclo culturale, specchio dell’assetto politico-economico che si sviluppò in Italia dopo le “inique sanzioni”, promulgate nel 1935. L’economia di tipo autarchico, impostata fin dai primi anni venti , si sviluppò in Italia in modo graduale. Ma il rinnovamento industriale basato sullo sfruttamento delle risorse nazionali venne definito in modo inequivocabile il 23 marzo 1936 con il discorso di Mussolini alla seconda Assemblea nazionale delle corporazioni.
Il postulato era essenziale: raggiungere nel minor tempo possibile la massima autonomia economica e politica incentivando la produzione delle industrie chiave (metalli, tessili, combustibili solidi e liquidi) e perseguendo la lotta agli sprechi. Questi due obiettivi dovevano essere attuati attraverso un insieme di azioni sinergiche: l’impiego di materie prime e di energie rinnovabili; la razionalizzazione dei consumi per ridurre quelli legati a fonti fossili; l’elettrificazione dei trasporti; lo sviluppo di ricerche volte a sfruttare tutte le possibilità in grado di sostituire un consumo a un altro, anche in campo alimentare.


In questa atmosfera nazionale e con questa ottica industriale, venne organizzata a Roma la Mostra Autarchica del Minerale Italiano che si tenne in alcuni padiglioni nei pressi del Circo Massimo, dal novembre 1938 al maggio 1939.  La mostra intendeva celebrare i progressi italiani nello sfruttamento delle risorse minerarie del paese, elogiando l'autarchia e minimizzando quindi le sanzioni economiche sancite dalla Società delle Nazioni in seguito all'invasione dell'Etiopia.

Ogni padiglione era dedicato a un minerale (piriti, piombo, zinco, alluminio, mercurio, marmi, graniti). Grande importanza aveva il Padiglione delle Armi che mostrava l'evoluzione delle armi in Italia dall'antichità fino al fascismo, in una sorta di "ineluttabilità della guerra".

Come altre esposizioni del fascismo la mostra vide la partecipazione di importanti artisti italiani dell'epoca come Marcello Nizzoli, Giancarlo Palanti e fece grande uso di fotomontaggi, installazioni e sculture. Nel padiglione centrale, tra le scritte "Autarchia" e "Mussolini ha sempre ragione", si stagliava un'aquila imperiale in alluminio, realizzata dallo scultore Romeo Gregori. 

 
 


21-5-2020