Germania (1919-1945)
TUTTI I POSTI A SEDERE DEL PRANZO A CORTE PER LA VISITA DI HITLER IN ITALIA DEL 1938
Prezzo: Euro 150,00 - cod. nr. 22911
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Questo straordinario cartoncino, delle dimensioni di 48x34 cm., è stato stampato nel maggio del 1938 per essere consegnato ai partecipanti al pranzo ufficiale di gala di Casa Reale in onore di Adolf Hitler, offerto da Vittorio Emanuele III alle 20 e 30 del 4 maggio 1938 nella Sala degli Svizzeri del Quirinale, per l'occasione "scintillante di luci, di cristalli e argenterie", come raccontava il giornale Il Popolo del 5 maggio. Questa è una copia fedele per contenuto e dimensioni, ricavata  forse dall'unico originale arrivato fino ai giorni nostri.

Al termine del pasto ci fu, durante il brindisi tra il Re e Hitler, uno scambio di saluti tra i due.
Per primo prese la parola il Re che spese frasi di elogio verso l'ospite, rimarcando l'affinità ideale delle due Rivoluzioni e l'amicizia tra i due Stati.
Hitler ricambiò le cordiali parole del Re ringraziando l'Italia e gli italiani per l'accoglienza che sinora gli avevano riservato.

Il cartoncino originale è stato ritrovato fortunosamente tra i cimeli di un ufficiale della Regia Marina che vi aveva partecipato, seppur nei posti più lontani dato il suo grado, e rappresenta un documento unico offrendo la possibilità di leggere i nomi di tutti coloro che erano stati invitati e che costituivano certamente l'establishment politico, militare e sociale dell'epoca.
E' particolarmente interessante vedere, inoltre, come fossero stati disposti i posti nella parte "nobile" della tavola (vicino al Re, al Fuehrer e al Duce) per valutare l'importanza 99713dei singoli convitati.
Esiste un'intervista rilasciata da Maria Josè di Savoia, e pubblicata sulla Repubblica nel 2001, nella quale la principessa racconta quel pranzo di gala alla quale partecipò come ospite d'onore: "Nel corso del pranzo offerto dal re in onore di Hitler, mi venne assegnato un posto accanto a lui. Mi parve subito un uomo compassato, glaciale, tutt' altro che piacevole. Non mangiò quasi nulla. Chiedeva in continuazione delle tavolette di cioccolata. Le mangiava con aria soddisfatta da bambino goloso, usando la forchetta e il coltello. Al posto del pane volle dei biscotti. Poi, di tanto in tanto, si avvicinava e mi bisbigliava all' orecchio: "Chi è quel nobile? Chi è quella signora?" e così via. Io diedi sempre risposte molto vaghe: "Mi dispiace non li conosco" e cambiavo discorso. Con lui era impossibile conversare. Anche per un problema linguistico, le mie riminiscenze di tedesco, con gli anni, si erano decisamente affievolite. E il Fuehrer non conosceva alcuna altra lingua. Al pranzo di gala c' era anche Mussolini. Gonfiava il torace a più non posso e assumeva un' aria risoluta, imperturbabile, senza dire neppure una parola. Tutti i suoi gesti mi parvero caricaturizzati. Era come se la presenza di Hitler gli provocasse insicurezza. Non dimenticherò mai l' atteggiamento di mio suocero, penso che per poche persone abbiano provato la stessa avversione che aveva per Hitler."
Da questo cartoncino apprendiamo però che Maria Josè non era seduta vicino al Fuehrer, posto occupato invece da Mafalda d'Assia, ma quasi al limite sinistro della tavola reale.
Questo fatto apre un curioso dilemma storico: Maria Josè aveva forse riportato come sue le parole della sorella Mafalda oppure aveva effettivamente parlato con Hitler durante la cena?
  
   

13-6-2018