Italia (1919-1939)
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PUGNALE DA COMBATTIMENTO PER PARACADUTISTI E REPARTI D'ASSALTO DEL REGIO ESERCITO 1939 CON MANICO INCISO "DUX"
Valore stimato: Euro 700,00 - cod. nr. 24655
Il sergente, istruttore di tiro, Valchierotti (primo da sinistra) con alcuni commilitoni

Questo pugnale o come meglio lo definisce Calamandrei nel suo libro "Del pugnale il fiero lampo", "coltello da combattimento" per le caratteristiche della sua lama ad un solo filo con un breve controfilo non tagliente, è entrato in dotazione al Regio Esercito nel 1939..


Questo esmplare proviene dai cimeli del un sergente, istruttore di tiro Nicola Valchierotti, appartenente alla 25.Compagnia A.A. del 30. Reggimento di Fanteria dislocato nella caerma "Rivoli".
Il sottufficiale ha partecipato a numerosi corsi si addestramento della 4°Armata, sul fucile mitragliatore francese P,B., sul cannone da 47/32, sulla Mitragliatrice Hotchkiss cal. 8, ecc... Il nostro sergente ha peszato di personlizzare il suo pugnale, incidendo sul manico la parola "DUX" da un lato e due date sull'altro: 1942 in alto e      . facendone cos' un oggetto di grande fascino collezionistico ai giorni nostri.
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Tra la fine del 1938 e l'anno successivo, molti esemplari di questo nuovo pugnale da combattimento vengono distribuiti a unità di assaltatori del Regio Esercito e ai Battaglioni M della Milizia; in seguito ai paracadutisti e al Battaglione San Marco della Regia Marina. Probabilmente diverse ditte fabbricarono questo pugnale, ma l'unica conosciuta è la Nautti di Magnago che tra il il 1941 e il 1942 fornì alla Forze Armate circa ventimila esemplari. Benchè prodotta in numero così elevato, tale arma ebbe la massima diffusione presso le truppe soltanto negli anni della Repubblica Sociale Italiana, tanto che praticamente tutte le formazioni combattenti lo avevano al fianco.


Il pugnale da combattimento, per il particolare impiego cui viene destinato, deve per prima cosa essere robusto e maneggevole. Fedeli a questa regola, i progettisti crearono un arma con un'impugnatura in legno massiccio di 11,70 cm, con la parte superiore ricurva per permettere l'appoggio del pollice mentre si sferra un fendente, e le parti laterali leggermente costolate per favorire la presa della mano. Le due guancette sono fissate al codolo con tre rivetti con rondelle. La guardia, lunga 7 cm., è ovale, in acciaio, molto massiccia, in alcuni casi lucidata a specchio in altri brunita. La lama a un filo e a punta, è lunga 20,50 cm. , robusta e non lucidata, e termina con un tallone rettangolare privo di di marchi o numeri di matricola ( è rarissimo trovare esemplari recanti marcature, in genere l'anno di fabbricazione in numeri romani o arabi ). Il fodero, in lamiera di ferro verniciata di nero, misura 21,50 cm. con la bocchetta in ferro, che misura 3,89 cm. ed è brasata sul fodero. Ha il passaggio mobile che misura 3,60 cm. per il cinturino dei sottufficiali e soldati. Il passante è fissato al fodero con alcuni punti di saldatura elettrica. La sua lunghezza totale è di 33,70 cm.