Italia (1919-1939)
RARISSIMA CARTOLINA SPEDITA DA SPALATO IL 9 LUGLIO 1919 CON POSTA DI BORDO DELLA R.N. "PUGLIA"
Prezzo: Euro 200,00 - cod. nr. 25181
Ufficiali e sottufficiali a Spalato a bordo della nave Puglia.
La nave militare Puglia nel Parco del Vittoriale
La Regia Nave "Puglia" nel 1901

Questa cartolina rappresenta un documento di eccezionale rarità collezionistica, costituendo una testimonianza "fisica" di uno dei protagonosti degli "Incidenti di Spalato" accaduti tra il 1918 e il 1920 nella città dalmata in stretta connessione con l'Impresa di Fiume di Gabriele D'Annunzio.


Tanto, infatti, fu cara al Poeta la R.N. "Puglia" che, dopo che fu posta in disarmo nel 1923, ne utilizzò la prua e gran parte delle sovrastrutture (castello, ponte, artiglierie, ecc.) per inserirle nel parco del Vittoriale degli italiani, simbolicamente rivolta verso l'Adriatico.


La cartolina è stata spedita da Giovanni Stecchina alla madre ad Udine, la signora Adriana Stecchina. E' affrancata e porta l'annullo di bordo della Regia Nave Puglia e il timbro "PER CENSURA".
Giovanni Stecchina, era nato nel 1886, quindi al momento di scrivere questa cartolina aveva 33 anni e non si trovava bordo della "Puglia" come ufficiale di marina ma come ufficiale del Servizio Informazioni del Regio Esercito. Laureato in legge a Graz nel 1911 (che presupponeva una perfetta conoscenza del tedesco), unita sicuramente a quella dello sloveno per luogo di nascita, ne faceva l'elemento ideale per l'Ufficio di Informazioni militare. Questa sua preparazione specifica sarà particolarmente utile a Giovanni Stecchina, molti anni più avanti quando, dopo essere stato membro del C.N.L., verrà nominato sindaco di Gorizia nel 1945, carica che manterrà fino alla fine del 1948.


Queste informazioni ci sono fornite da un altro documento del 10 gennaio 1921, un "Salvacondotto" rilasciato dal Comando della 45° Divisione di Fanteria con il quale si autorizzava il suo transito per Fiume. Pochi giorni prima, Il 7 gennaio 1921, era terminata l'avventura fiumana di D'Annunzio che , dopo aver firmato la resa il 31 dicembre 1920, aveva lasciato definitivamente Fiume il 18 gennaio.
La 45° Divisione di Fanteria Mobilitata era stata una delle unità che il Regio Esercito aveva inviato contro le forze armate della Reggenza del Carnaro.


Giovanni Stecchina (primo sindaco di Gorizia, liberata dal nazifascismo e dall'occupazione titina), era nato a Mossa nell'agosto 1886. Compì gli studi classici a Gorizia e si laureò in giurisprudenza a Graz nel 1911.
Già da studente aveva fondato il "Circolo popolare di Coltura" di ispirazione mazziniana, sciolto un anno dopo dalle autorità austriache. Successivamente contribuì alla fondazione di "Democrazia Sociale", movimento repubblicano tollerato dall'Austria. Tuttavia, per le sue idee mazziniane e per l'appartenenza a società segrete propugnanti idee di italianità in spirito di tolleranza e di libertà, assieme a Francesco Spazzapan ed altri fu processato dal Tribunale di Trieste e condannato.


Nel 1914 scappò in Italia e si arruolò negli Alpini, dei quali divenne tenente nell'ottavo Reggimento. Rientrò a Gorizia nell'agosto 1916 con le prime truppe italiane. Nel primo dopo-guerra promosse la costituzione a Gorizia del Partito repubblicano, ma dopo l'avvento del fascismo e la devastazione ad opera dei fascisti, il 12 dicembre 1920, della sede del partito (in corso Verdi n. 1, sopra l'attuale Bar Principe: prima sede repubblicana in Italia ad essere distrutta dagli squadristi) si ritirò nella professione di avvocato, attendendo ai diletti studi giuridici. Nel 1944 aderì al Comitato di liberazione nazionale e, durante l'occupazione titina, venne imprigionato dal 5 al 28 maggio 1945. Con l'arrivo delle truppe alleate, egli venne nominato prima presidente comunale e poi sindaco, sino al 12 novembre 1948, quando - a seguito delle elezioni amministrative - fu nominato sindaco il democristiano Ferruccio Bernardis.


L'ariete torpediniere Puglia della Regia Marina apparteneva alla classe Regioni o Lombardia, ed era derivato dall'ariete torpediniere Dogali. La nave, terminato l'allestimento, svolse la sua prima crociera con partenza da Taranto il 23 marzo del 1901, con sosta a Napoli e trasferimento alla Spezia per essere armata per il lungo viaggio in Australia, con il compito di negoziare l'emigrazione italiana in quell'area. Prese poi parte alla guerra italo turca, operando principalmente nel Mar Rosso. Nel 1914 venne sostituito l'armamento e l'unità fu riclassificata incrociatore protetto di 3ª classe.
Nel corso della prima guerra mondiale svolse il suo servizio principalmente nell'Adriatico, dove venne utilizzato anche come presenza in porti dalmati. Al termine del conflitto la nave venne a trovarsi al centro degli incidenti di Spalato, che furono una serie di episodi violenti a carattere prevalentemente antitaliano che si verificarono nella città dalmata fra il 1918 e il 1920, e che culminarono con l'assassinio del comandante della Regia nave Puglia Tommaso Gulli e del motorista Aldo Rossi, colpiti la sera dell'11 luglio 1920 e deceduti nel corso della notte.


Nel porto di Spalato aveva già stazionato in vari momenti il cacciatorpediniere Carabiniere, alternandosi ad altre navi da guerra italiane senza però un incarico duraturo. Di fronte alle notizie sulle violenze contro gli italiani di Spalato, il governo di Roma autorizzò l'invio a Spalato di una nave da guerra, l'esploratore Riboty, con l'incarico di soggiornare stabilmente nel porto spalatino.
L'arrivo della nave italiana il 27 dicembre – rimpiazzata a partire dal 12 gennaio 1919 dall'ariete torpediniere Puglia – irritò notevolmente le autorità jugoslave, e venne accolto da una manifestazione di protesta contro l'ormeggio. Gli incidenti più gravi, che causarono delle pesantissime ripercussioni, avvennero a luglio del 1920.


(Informazioni biografiche tratte dall'articolo di Fabio Del Bello per Il Piccolo e ritratto dal sito del Comune di Gorizia)

 
   

26-1-20218