Italia (1940-1943)
LETTERA INVIATA A LERO DA BORDO DELL'INCROCIATORE SAN GIORGIO E ARRIVATA IL GIORNO DOPO IL SUO AFFONDAMENTO A TOBRUK 1941
Prezzo: Euro 120,00 - cod. nr. 25174
La R.N. San Giorgio nel porto di Tobruk. Si intravedono le reti anti siluri nelle quali furono ritrovati impigliati 47 siluri dopo il recupero della nave nel dopoguerra
Postazioni antiaerea di bordo nel porto di Tobruk
L'autoaffondamento del San Giorgio a Tobruk il 22 gennaio 1941 (Foto 7 anni di guerra).
Questa lettera rappresenta una eccezionale testimonianza storica di uno degli avvenimenti tragici riguardanti la nostra Marina e la difesa di Tobruk durante la seconda guerra mondiale.
La lettera è stata infatti scritta e spedita con posta aerea il 30 12.1941, da un fuochista imbarcato sulla R.N. San Giorgio al fratello imbarcato sul piroscafo "Sicilia" che si trovava a Lero (Egeo).
La busta che la contiene il francobollo "Libia" da 1 lira, il timbro postale della R.N. San Giorgio, quello di censura e quello delle Poste di Lero con la data di arrivo del 22.1.1941, cioè il giorno che il San Giorgio venne autoaffondato nel porto di Tobruk, dopo essere statoio colpito durante un bombardamento inglese con bombe e siluri.
Solo due marinai persero la vita prima dell'autoaffondamento e quindi è sperabile che i due fratelli possano essere sopravvissuti entrambi alle vicende belliche che li hanno visti coinvolti e rappresentate da questa lettera..

Il San Giorgio era un incrociatore corazzato della Regia Marina che partecipò prima alla guerra italo-turca e successivamente, alla prima e alla seconda guerra mondiale e nel ruolo di nave ammiraglia, alla guerra civile spagnola. 
Dal 10 giugno 1940, giorno dell'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale, il "San Giorgio" venne assegnato, con compiti di difesa aeronavale, al Comando Navale della Libia alla Base di Tobruk, dove già si trovava sin dal 13 maggio 1940, proveniente da Taranto  ed adibito al ruolo di batteria costiera ed antiaerea galleggiante, vista l'impossibilità di poter operare in mare aperto per la scarsa velocità. Posizionato in rada su fondali bassi in uno specchio d'acqua protetto da reti antisiluro, con il ponte ricoperto da sacchetti di sabbia a rinforzo della protezione orizzontale, il "San Giorgio" svolgeva la doppia funzione di batteria costiera e di terra.

Durante i primi giorni di guerra il "San Giorgio" rispose alle svariate incursioni degli aerei britannici su Tobruk col suo fitto fuoco antiaereo e potrebbe essere stato proprio un cannone antiaereo del San Giorgio ad abbattere accidentalmente il 28 giugno 1940 l'aereo su cui viaggiava il Governatore della Libia e Maresciallo dell'Aria Italo Balbo, un S.M.79, mentre era di ritorno da un volo di ricognizione su Tobruk, causando la morte del governatore, sostituito dal Maresciallo Rodolfo Graziani.
Fatto oggetto di dieci pesanti attacchi con bombe e siluri, ai quali reagì violentemente con tutte le artiglierie di bordo, abbattendo o danneggiando ben quarantasette velivoli nemici, venne colpito solo il 21 gennaio 1941 da tre proiettili che misero fuori uso uno dei cannoni antiaerei da 100 mm. Sempre nella giornata del 21 Gennaio la forze britanniche erano ormai concentrate verso Tobruk, e la nave iniziava ad essere oggetto delle attenzioni dei bombardieri nemici, essendo uno degli ultimi ostacoli per i britannici che cercavano di conquistare la piazzaforte italiana.
All'occupazione della base da parte del nemico,  fu concesso l'abbandono nave e l'autoaffondamento da effettuarsi il giorno successivo. Il Comandante Pugliese iniziò a sbarcare i feriti ed il personale non necessario, in attesa di poter predisporre l'autoaffondamento della nave per evitare la sua cattura da parte del nemico, rimanendo a bordo fino all'esplosione finale. La bandiera di guerra venne raccolta e riportata in Italia da alcuni membri dell'equipaggio, sei ufficiali e tre marinai, a bordo del peschereccio requisito Risveglio II, mentre il resto dell'equipaggio venne fatto prigioniero.

23-1-2021