Italia (R.S.I.)
TESSERA DELL'A.N.V.G. ( ASSOCIAZIONE NAZIONALE VOLONTARI DI GUERRA ) DELLA R.S.I. FIRMATA DA GRAZIANI IN PRIGIONIA AD ALGERI NEL 1946
Prezzo: Euro 1500,00 1000 - cod. nr. 24154
Graziani prigioniero degli Alleati ad Algeri
Eccezionale tessera dell'A.N.V.G. (Associazione Nazionale Volontari di Guerra) di Venezia, appartenuta ad un marò del Battaglione Barbarigo arresosi agli inglesi a Padova con tutto il Primo Gruppo di Combattimento della DECIMA il 29 aprile 1945.
Già così sarebbe un documento di notevole interesse collezionistico ma quello che però la trasforma in un documento di eccezionale rarità e grande interesse storico è la firma del Maresciallo Rodolfo Graziani apposta nel gennaio 1946 mentre si trovava prigioniero nel campo "211 P.O. IV" ad Algeri.

Dal diario di un altro marò del Battaglione Lupo fatto prigioniero a Padova e finito nello stesso campo ad Algeri, possiamo ricostruire la storia di questa tessera.
Il 29 aprile 1945: alle porte di Padova i resti del Primo Gruppo di Combattimento della DECIMA, dopo una settimana di combattimenti e di ritirata insanguinata, dal Senio al Po e dal Po all’Adige, si arrendono. Sono circondati da reparti britannici e non hanno quasi più munizioni, ma la resa è condizionata all’Onore delle Armi. Il Com.te Di Giacomo lo dice chiaramente all’Ufficiale del 12° Lancieri Reali Prince of Wales, venuto a trattare la resa…in caso contrario i suoi uomini sono decisi a battersi fino alla fine. E l’onore delle armi viene concesso.

Il successivo viaggio dei prigionieri fece tappa a Forlì, Ancona, Afragola ed infine Taranto dove Il « Duchess of Richmond », piroscafo canadese, li imbarcò li portò in Algeria al Al 211 P.O.W. Camp di Cap Matifou ad una trentina di km. da Algeri. All’ingresso nel campo  soldati inglesi perquisirono i prigionieri, togliendo loro ogni cosa personale: orologi, anelli, soldi e documenti, persino penne e matite. Il nostro marò deve aver fatto un gioco di prestigio per riuscire a conservare la sua tessera il che la rende ancora più rara se non unica. Il 211 POW Camp era un campo decisamente grande, installato nei dintorni del villaggio di Rouiba, e diviso in compound. Nel primo di essi vennero sistemati gli ufficiali, poi nel secondo e terzo compound furono distribuiti i prigionieri della Decima, quelli che si erano arresi alle porte di Padova. Altri compound contenevano prigionieri italiani e tedeschi delle ultime battaglie in Africa Settentrionale e, in uno speciale compound erano alloggiati, in belle baracche di legno, i “Cooperators”, quelli cioè che avevano accettato di lavorare per gli Alleati.
Un momento di intensa commozione e di italianità fu quando verso fine agosto, arrivò il Maresciallo Graziani, che venne alloggiato nel compound degli ufficiali. Al suo arrivo gli fu assegnata la tenda n° 21, ed egli divenne subito amico di tutti: chiunque poteva avvicinarlo e conversare con lui familiarmente. Condusse la stessa vita degli altri: nei giorni festivi assisteva alla Messa comune; vestiva la divisa militare italiana di panno grigio-verde, senza gradi né distintivi di medaglie o ferite. Allora tutto il campo si risvegliò e per diverse sere vennero cantate canzoni patriottiche; poi iniziarono gli “attraversamenti” dei compounds per andare a rendere omaggio a Graziani. Non era una faccenda semplice: tra un compound e l’altro esisteva un corridoio formato da due palizzate irte di filo spinato, le sentinelle circolavano in questi corridoi a tempi assai brevi, non più di cinque/dieci minuti tra un passaggio e l’altro. Colui che voleva “attraversare” doveva attendere il passaggio della sentinella, quindi arrampicarsi sulla prima palizzata, balzare a terra nel corridoio, arrampicarsi sull’altra palizzata e poi piombare a terra e sparire tra le tende. Il tutto in due/tre minuti. Evidentemente il nostro marò non solo ha compiuto questo percorso ma è riuscito a portarsi dietro la sua tessera occultata al al momento dell'ingresso nel campo e adesso disponibile per un indelebile ricordo lasciato dal Comandante in Capo delle forze armate della R.S.I. che vi ha apposto la sua firma, la data del "gennaio 1946" e il luogo del loro incontro "211 P.O.W. Algeri E' riuscito in seguito a portarla con sè al ritorno dalla prigionia così che la tessera è arrivata in condizioni perfette fino a noi, costituendo un documento di enorme valore storico-collezionistico.
La tessera dell'A.N.V.G. di Venezia, è completa di timbri e firma del Presidente provinciale. Numerata in fase di stampa con il numero 6357, porta anche il timbro con il numero del brevetto (47) e quello del distintivo (4711) che era stato consegnato al volontario al momento della sua iscrizione.
Al momento dell'iscrizione, oltre alla tessera veniva, infatti, consegnato al nuovo iscritto anche un distintivo dell'Associazione numerato che è appunto quello riprodotto sul fronte della tessera, a sua volta ricavato da quello istituito con decreto del Duce e concesso con apposito brevetto numerato
" a coloro che abbiano partecipato volontariamente ed in modo degno di encomio alla guerra in corso a seguito a domanda, oppure in seguito a richiamo dal congedo dietro loro domanda (art.3)
.
Il distintivo riprodotto al centro della tessera è costituito da una corona circolare ( meta' alloro e meta' quercia ) con al centro un'ala nel senso orizzontale incrociante un gladio romano appoggiata su un fondo rosso con sotto la scritta in giallo "ASSOCIAZIONE NAZIONALE VOLONTARI DI GUERRA".

 
   

 6-11-2019